Aveva un bellissimo aspetto la nostra città.

Aveva un bellissimo aspetto da signora elegante, aveva bellissimi campanili ormai poco visibili dietro gli sfregi lasciati nel corso degli anni dallo smog.

Era bellissima, sembrava incorniciata in un ritratto. Aveva delle bellissime viuzze ormai nascoste dall’inciviltà che progredisce e che non lascia più spazio alla bellezza.
Ci sono cicatrici profonde e un lontano ricordo del bello e dello splendore di cui tutti potevamo godere.

Aveva un bellissimo cuore, il cuore dei grandi poeti, aperto al cielo, al mare alla montagna e alla sua gente, quella stessa gente che col tempo, ha smesso di rispettarla, amarla e proteggerla per infierire contro di lei deturpandone la bellezza e consegnandola così, al silenzio e alla tristezza.

Non sarà più possibile rimarginare queste ferite, perchè sono laceranti e negli anni sono diventate profonde. Ne hanno fatto sempre quello che ne hanno voluto, l’ hanno usata a loro piacimento tutti coloro che l’anno amministrata negli anni, togliedole l’onore e la dignità.

È stata colpita al cuore la bella signora e questo suo dolore, per me, che la amo profondamente da quando mi ha accolta e cullata come una figlia, me lo sento addosso perchè pur amandola e rispettandola non riesco a restituirle la dignità perduta.

La maldicenza rende peggiore chi la usa e chi l’ascolta. Noi, (fancity) che veniamo accusati da sempre di non amarla questa città, la difendiamo da questo abominevole vizio dell’ingratitudine, si, perchè il potere rende ingrati.

È diventato normale vederla morire silenziosamente, mentre difendere dal basso il diritto alla salute e al respirare, il diritto al bello, al giusto è diventato, calunnia e censura contro noi stessi.

Il nostro diritto come figli di questa nostra città è il denunciare ogni giorno chi sbaglia e non esistono sotterfugi, scappatoie, autorizzazioni su misura ne accordi che tengano. Credo ancora nella coscienza di ognuno di noi, di quelli che non si fanno incantare da false illusioni e continuano ogni giorno a darle onore.

(Ph Petra Sappa)

(Graziella Tomarchio)