Beni Confiscati Male – Ep. II

I beni confiscati sono un patrimonio immenso, di risorse sequestrate alla criminalità organizzata nel corso di innumerevoli inchieste in tutta Italia, e rappresentano l’eredità morale di Pio La Torre, il sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 di cui, pochi mesi dopo, fu approvata la legge Rognoni-La Torre, che prevedeva la confisca patrimoniale dei beni illecitamente acquisiti dalle mafie.

La gestione di questo enorme patrimonio costituito da migliaia di immobili, imprese, capitali e beni di ogni genere è al centro di continue critiche da parte della società civile, della politica e del mondo delle associazionismo ed ultimamente è stato oggetto di apposita relazione della Commissione Regionale Antimafia siciliana, proprio per le inefficienze e le numerose incongruenze nella gestione dei beni.

Pochissimi i beni riassegnati e reinseriti nel circolo legale da parte dei Comuni e del terzo settore e solo recentemente i bandi di assegnazione e la riorganizzazione dell’agenzia comincia a dare dei risultati, con la consegna di terreni agricoli ed immobili ai soggetti che ne hanno manifestato l’interesse.

Tra questi soggetti compare anche il Comune di Acireale, che con delibera di Giunta del 2017, ha richiesto all’Agenzia dei Beni Confiscati, oggi ANBSC, l’assegnazione di alcuni terreni, e due immobili di grandi dimensioni ubicati rispettivamente a Santa Maria Ammalati e Pozzillo.

Per l’immobile di Santa Maria Ammalati, la Giunta Alì ha definitivamente rinunciato alla procedura di assegnazione, in quanto il bene era disponibile solo nella misura del 50%, e l’ipotesi di frazionamento è stata definitivamente accantonata con la recente delibera del 21 luglio scorso, con la quale si manifesta il non interesse ad acquisire tale immobile al patrimonio comunale .

L’immobile però, risultava gravato da un’ordinanza di demolizione precedente alla confisca e specificatamente:

2) Ordinanza di immediata sospensione dei lavori n. 25/99 del 2/5/1999;
3) Ordinanza di demolizione e di ripris1ino dello stato dei luoghi n° 26/99 del 25/09/1999;
4) Nota della Guardia di Finanza, Tenenza di Acireale del 25/03/2009.

Pertanto da una visione degli atti a disposizione, sembrerebbe che l’acquisizione al patrimonio sarebbe dovuta avvenire ben prima della confisca da parte del Tribunale di Catania e per motivazioni diverse, ma questo è solo il mio punto di vista.

Archiviata l’acquisizione del bene di Santa Maria Ammalati, non si comprende invece per quale motivo l’Agenzia abbia ritenuto di non concedere l’immobile di Pozzillo, anch’esso confiscato nell’ambito di un procedimento per Mafia ai familiari del Cavaliere Graci, uno dei “Cavalieri dell’apocalisse mafiosa ” di cui si occupò Pippo Fava, nonché editore del giornale di cui fu direttore prima di fondare “I Siciliani”.

IL Comune di Acireale con la delibera 131 del 2017 ha specificatamente richiesto l’assegnazione di tale bene, come si legge nel corpo dell’atto …”DATO ATTO che l’Amministrazione Comunale in data 24.l0.2017 ha verbalmente manifestato l’interesse ad acquisire al proprio patrimonio anche l’immobile sito nel territorio del Comune di Acireale confiscato alla criminalità organizzata censito al catasto fabbricati al foglio xx part. xxx via Ercole Patti…”

eppure l’agenzia sembrerebbe non avere aderito a tale richiesta della Giunta Barbagallo e negli uffici comunali l’esistenza di questo bene confiscato nella frazione di Pozzillo, non sembra essere noto agli amministratori.

Ad ogni modo a distanza di 4 anni dalla manifestazione d’interesse per l’assegnazione dei beni confiscati ad Acireale assistiamo alla prima “manifestazione di non interesse” di cui si abbia memoria .

Fabio D’Agata