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Book Party Anni Settanta al Gallery16 di Bologna, ispirato al romanzo “Che fine ha fatto Sandra Poggi?” di Davide Pappalardo

L’ 11dicembre scorso, in occasione della terza ristampa del romanzo di Davide Pappalardo “Che fine ha fatto Sandra Poggi?”, si è tenuto presso “Gallery” di Bologna un evento straordinario: Il Book Party anni Settanta ispirato appunto al libro dello scrittore acese. Hanno partecipato alla serata, i direttori della collana GLAM, Gianluca Morozzi e Alessandro Berselli.

Una serata all’insegna del divertimento e della cultura che ha riunito tantissimi amici dell’autore che hanno voluto festeggiare questa importante tappa di Davide Pappalardo, con varie proiezioni, tanta bella musica e giochi in tema anni Settanta. Il risultato è stato esilarante e per chi non avesse ancora letto il romanzo “Che fine ha fatto Sandra Poggi?”, prima di correre in libreria a comprarlo, noi, vogliamo regalarvene una breve anteprima.

Un libro incentrato sulla figura di Libero Russo, un ex poliziotto che vive a Milano ed esercita, neanche tanto bene, la professione di investigatore privato. Libero, è un uomo a cui tante ne sono capitate, anche la morte di un collega per la quale si sente responsabile, pur essendolo solo in parte, ma lui porta sulle spalle questo peso, un fardello carico di angosce che lentamente lo consuma.

Analizzando la figura di Libero Russo, ci accorgiamo delle difficoltà a rapportarsi e relazionarsi con gli esseri umani, gli risulta invece più facile farlo con gli animali, inoltre, è un personaggio molto pessimista, con poca stima di se stesso e delle sue capacità, tanto che quando gli fu richiesto di occuparsi del caso di Sandra Poggi, prima di accettare si è chiesto e ha poi chiesto il motivo della scelta al sign.

Volpe, “un damerino dell’alta società che avrebbe potuto permettersi di affidare il caso ad un investigatore di un certo rango”, proprio per la consapevolezza di non essere poi un investigatore così bravo, così ricercato, ma semplicemente un fallito, un tipo sui generis, fuori dalle righe e pure rozzo.

Quindi, il dott. Volpe si presenta da lui, nella sua “topaia”, così ben distinto, ben pettinato e gentile, di fatto stonando con tutto ciò che invece circonda l’investigatore e che effettivamente rappresenta il suo modo di essere, ovvero Libero, di nome e di fatto. Comincia così a farsi delle domande e comincia ad intuire che questo caso non riguarda una semplice scomparsa. E infatti, come una matriosca, si aprirà tutta una serie di situazioni un po’ torbide, che il lettore scoprirà leggendo.

Gli eventi si svolgono negli anni ’70, periodo di impegno politico e sociale, di stravolgimenti nel mondo musicale, anni in cui si assiste all’arrivo dell’eroina, fino ad allora forse sconosciuta, quindi sono molti i collegamenti con il contesto sociale del periodo.

Per tutto il tempo delle indagini, Libero Russo toccherà molte città d’Italia, partendo da Milano, passando da Venezia fino ad arrivare a Bologna.

Sandra Poggi è una ragazza un po’ particolare, ha qualche problema di natura nervosa, proviene da un contesto familiare altolocato della Milano bene, ma dietro questo personaggio ci sono tanti “però”, tanto è vero che Libero Russo, “l’investigatore privato, scalcagnato e abusivo”, di origini acesi, nonostante non sia un segugio, nonostante non si possa definire un fenomeno dal punto di vista investigativo, capisce subito che dietro questa scomparsa si celano tante domande e alla fine in vari passaggi del romanzo, che ovviamente non possiamo svelare, Libero Russo arriva quasi a raggiungere Sandra Poggi, sta per acciuffarla e quasi accarezzarla ma quando la ragazza gli si para davanti, come per incanto, svanisce e tutto si trasforma in un gioco di specchi dove poi non è più ben chiaro effettivamente chi sia l’inseguito e chi l’inseguitore. Tutto il resto, lo dovrete scoprire voi in libreria.

Davide Pappalardo si definisce “fenicio, aragonese, greco, angioino, normanno, saraceno, svevo: in una parola, siciliano”. Nato nel ’76 alle pendici dell’Etna, dopo alcuni anni trascorsi a Roma, approda a Bologna, dove oggi vive e lavora. Al suo attivo tre romanzi e diversi racconti.

Con “Buonasera signorina” (Eclissi, 2017) ha vinto il premio “Nero Digitale” al concorso Garfagnana in Giallo.

(Graziella Tomarchio)

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