Cable Park – Una Storia Acese

Della complicata vicenda del Cable Park ci siamo occupati più volte e continuiamo a farlo oggi all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Acireale, di un nuovo piano di lottizzazione residenziale nella medesima frazione di Aciplatani in cui è ubicato l’impianto mai nato.

Non entriamo nel merito della legittimità della proposta di costruire nuove case ad Acireale, diamo per scontata la compatibilità alle norme vigenti, in difetto del quale non sarebbe arrivato il parere positivo degli uffici, quanto sulla sua opportunità politica che ha visto la proposta passare con i soli voti della maggioranza mentre l’opposizione lasciava l’aula in disaccordo, denotando un evidente insofferenza per quanto approvato.

Nella stessa frazione priva di fognature ed oggetto di fenomeni di creep asismico legati al sisma del 2018, un gruppo di imprenditori ha provato a realizzare un progetto visionario che potrebbe fare di Acireale l’unico territorio del sud Italia per la pratica indoor di attività legate al wake board, alla canoa polo ed agli sport acquatici in genere.

Progetto finanziato dal Coni con il credito sportivo e realizzato su un terreno precedentemente confiscato a soggetti ritenuti contigui alla mafia ed utilizzato prevalentemente come discarica di rifiuti ed attività pastorizia incontrollata.

Per l’attrazione degli investimenti privati i comuni virtuosi mettono a disposizione tutte le agevolazioni che la burocrazia italiana concede, utilizzando la norma sugli sportelli unici SUAP, mentre nel caso di Acireale qualcosa è andato storto.

La cronostoria del progetto è lunga e poco interessante dal punto di vista del lettore, mentre può essere esplicativo leggere qualche pezzo della sentenza con cui la Procura della Repubblica di Catania chiamata a rispondere in merito al sequestro dell’area da parte del Comune di Acireale, ritiene di archiviare il procedimento penale :

Lentezza ed approssimazione”, sono due parole tanto pesanti quanto spesso descrittive, delle procedure a cui ogni cittadino-imprenditore che in questa città vuole F A R E, spesso si trova a doversi confrontare restandone spesso vittima inconsapevole.

Io credo che un progetto che abbia un impatto di pubblica utilità, ed anche un albergo lo è, debba essere trattato con un riguardo diverso da quello che viene riservato ad un investimento che nasce nel privato e resta nel privato.

L’attenzione che questo Consiglio e questa maggioranza hanno dedicato alla vicenda del Cable Park, farebbe arrossire Ponzio Pilato ed è irrispettoso per l’intelligenza di tutti.

Riportare i comizi della campagna elettorale, in cui a gran voce si citava l’esperienza del Cable Park come un esempio di trascuratezza amministrativa della precedente Amministrazione per poi fare addirittura peggio in quella attuale, è imbarazzante.

Pubblicato da Fabio D'agata su Domenica 9 febbraio 2020
campagna elettorale 2018

Questo Consiglio e questa maggioranza dovrebbero avere più considerazione di coloro che invece di delocalizzare aziende, chiudere negozi e trasferire investimenti, si ostinano a combattere contro la burocrazia invisibile dei nostri territori.

Fabio D’agata