Capo Mulini, la devastazione della vivibilità. Pozzetti cementificati e oleandri capitozzati

ACIREALE – Ancora costretti a parlare del bellissimo sito al mare che è Capo Mulini. Un luogo dove la presenza dell’amministrazione e dei controlli è stato sempre un fatto agognato e mai realizzato.

“… una più razionale dislocazione delle piattaforme di ristorazione che consenta una migliore fruizione anche visiva del panorama marino”.  Il passaggio sopraindicato tra virgolette si trovava al punto 4.0 del programma dell’amministrazione Barbagallo. Ma nulla è seguito dopo le buone intenzioni. Stessa cosa per l’amministrazione Alì che in piena campagna elettorale che lo ha eletto sindaco si sono messi a ripulire un pezzo di spiaggetta e hanno riempito di buone intenzioni le comunicazioni di quel giorno speciale di volontariato. Insomma nella frazione marinara di Capo Mulini si è perso per sempre l’odore del mare sostituito da quello della frittura di pesce, si è spento l’orizzonte con i faraglioni perchè oscurato dalla “palafitte”, impossibile muoversi a piedi per l’assenza di marciapiedi “liberati” ed impossibile continuare a vedere come le automobili si incolonnano ad un metro dei luoghi di ristorazione. Tavolini e macchine in un solo abbraccio.

E non basta, adesso scopriamo che alcuni pozzetti sono stati letteralmente cementificati e che sul lungomare Mario Martinez alcuni oleandri sono stati pesantemente capitozzati.

Abbiamo conversato informalmente con l’assessore all’ambiente Daniele La Rosa intorno alla questione Capo Mulini e sappiamo che lo stesso sta chiedendo chiarimento agli organi competenti per capire come e chi ha capitozzato alcuni oleandri e chi e come e con quale autorizzazione (ammesso che vi sia) ha cementificato alcuni pozzetti.

La viviibilità nella bellissima frazione acese è ad un punto di non ritorno ed un luogo che poteva essere, insieme a S. Maria la Scala, il fiore all’occhiello acese continua ad essere un luogo abbandonato e nel degrado dove anche i bidoni della spazzatura sono frutto della creatività ed esposti in bella vista o sopra quello che resta dei marciapiedi occupati. Un luogo dove una mini isola ecologica dovrebbe essere indispensabile anche per i tanti diportisti che usano il porto per ancorarsi. Ovviamente tutto il lungo mare Martinez è di fatto interdetto ai disabili motori e alle mamme con bimbo in carrozzina.

Di tanto in tanto sale in gola la tristezza nel vedere che temi e problemi antichi restano ancora insoluti mentre il degrado ingoia senza pietà quello che la natura ci ha generosamente regalato.

(mAd)