Carnevale e polemiche. Quando l’informazione diventa il nemico. Esegesi ed “ampia delega”.

ACIREALE – In democrazia (Acireale negli anni ben poca causa la scarsità del pluralismo e della vivacità giornalistica, politica e di analisi)  le diverse opinioni non sono da inserire in una improbabile e classista definizione di “rango”, per tale motivo riaffermiamo con fierezza di aver condotto una battaglia sulla necessità di informare i cittadini sui conti del carnevale 2019. Chi ci conosce e ci segue con attenzione sa bene che avremmo fatto la stessa identica richiesta a prescindere del colore politico dell’amministrazione in carica ed i nostri archivi sono alla portata di tutti, basta una semplice ricerca in rete.

Ed allora ci chiediamo perché sono stati tirati in ballo i social e i media? E’ un refrain dal sapore berlusconiano quello di etichettare tutti quelli che esprimono dubbi e muovono critiche, è un refrain pessimo perché ci riporta indietro nella storia, perché ci fa pensare alla censura e a tutte le modalità che si possono mettere in atto per far tacere le voci critiche. Una brutta caduta di stile che, tra l’altro, proviene anche dal sindaco di Acireale che, dalle nostre pagine ed insieme al gruppo redazione, ha condiviso centinaia di pezzi e tanta critica nei confronti dell’amministrazione Barbagallo.

Archiviamo questo brutto passaggio ricordando agli altri mezzi di informazione (dal blog alle testate giornalistiche online e non) che in casi come questi, normalmente e nei Paesi civili, si interviene non per difendere una voce ma per difendere la libertà di stampa, per difendere la libertà di parola, per difendere l’indispensabile ruolo dell’informazione. Non abbiamo sentito tante voci e di questo non siamo particolarmente interessati, di fatto ci conferma quanto affermato in premessa, Acireale negli anni di democrazia e pluralismo se n’è visto ben poco.

Dopo questa necessaria premessa, intendiamo continuare con l’analisi di alcuni passaggi politici relativi alla questione carnevale. Saltiamo le motivazioni lette in aula consiliare dal primo cittadino Alì (basta la premessa) e andiamo velocemente a cercare di capire bene la nota di ieri (22/09/2019) che il sindaco, ogni domenica, pubblica nel suo profilo social. Ops, social!

Esordisce il sindaco Alì nella sua nota domenicale.  ”Buongiorno, non sono ipocrita ed affronto subito il tema del Carnevale”.  Il sindaco sembra di quei difensori centrali che sbagliano il tempo e lasciano che l’attaccante stacchi di testa e realizzi il gol. Tempismo davvero incredibile. “Affronto subito il tema del carnevale”. Subito? Diciamo che affronta il tema carnevale con centoquaranta giorni di ritardo. Abbiamo ironizzato con i nostri video per i tempi per la rendicontazione ed il sindaco, il 22 settembre, usa dire affronto subito? E’ vero il tempo è relativo come dare torto ad Albert ma in questo caso il tempo era ed è politico. Il tempo, la tempistica, la cronologia e le azioni che si intraprendono sono buone o pessime in riferimento alla loro dinamica d’esecuzione e all’interno di un arco temporale.

Poi il sindaco continua così “…una volta costituito il cda ho dato ampia delega alla fondazione per la gestione della manifestazione, dando la sola indicazione che la manifestazione si svolgesse attraverso il pagamento di un biglietto”.  In questo passaggio e ricordando l’intervento in aula del segretario generale Trombetta, c’è dentro tutta la questione acese. Il sindaco riferisce di aver dato “ampia delega alla fondazione per la gestione della manifestazione” ed è questo il problema. Ecco che, andando oltre la questione inutile dei “social”, siamo arrivati al punto.

Il core della vicenda lo esprime proprio il primo cittadino, diciamo così, con candore. Noi  invece siamo convinti (ed è indicato anche nelle norme che regolano i rapporti che devono intercorrere tra una fondazione servente e l’Ente che l’ha creata e nominata) che non si deve dare ampia delega ma, lei sindaco, dopo gli interventi di alcuni consiglieri comunali, dopo le dimissioni del collegio dei revisori dei conti, dopo le critiche al previsionale, avrebbe dovuto, al contrario di quanto afferma, controllare e cercare di capire se ci si stava esponendo a rischi economici. Ampia delega? Sbagliato. O ingenuo o disattento, in ogni caso sbagliato.

Continuiamo con la nota domenicale del sindaco. Ecco cosa afferma in un altro passaggio il sindaco Alì: “Ho dovuto procedere ad una scelta difficile, da una parte c’era una manifestazione riuscita, un’esperienza specifica accumulata in un anno ed un’evidente profondo impegno da parte di persone che si erano spese per la manifestazione. Dall’altra la presenza di una perdita che si prospettava significativa, per cui mai nessuno ha chiesto scusa alla città, ne a me…”.  Che dire? Si rimane esterrefatti, adesso esce fuori che è stato il primo cittadino a dimettere il cda (era ovvio) e non certo il cda che si è dimesso per l’accanimento dei “social”. Il primo cittadino li ha dimessi e lo conferma la nota dell’ex presidente Fazzio quando afferma che  “pare poco credibile affermare che il CdA che mi sono onorato di presiedere possa aver presentato le dimissioni perchè sotto pressione negativa dei social, parliamo infatti di professionisti, uomini e donne di esperienza in grado di fare fronte ad ostacoli ben più alti del “cortile” mediatico che si è creato”.

Segue poi, nella nota domenicale, una contraddizione e una certa confusione emotiva. Prima il sindaco riferisce di  “un’evidente profondo impegno da parte di persone che si erano spese per la manifestazione…”  poi, appena qualche rigo dopo, ricorda “la presenza di una perdita che si prospettava significativa, per cui mai nessuno ha chiesto scusa alla città, ne a me…”.  Ed ancora ricorda che “…immediatamente dopo la manifestazione fossi stato ampiamente rassicurato sul risultato economico da parte del presidente della fondazione.”

Ecco cosa significa non controllare, non chiedere un parere al consulente economico del Comune di Acireale, non chiedere al proprio assessore al Bilancio, non chiedere al proprio collegio dei revisori dei conti. Ecco perchè dare “ampia delega” non è la scelta migliore per chi guida una città, perché il sindaco deve essere a conoscenza di ogni passaggio in riferimento alla principale manifestazione acese. Una manifestazione che costa parecchio ai contribuenti che non vogliono sentirsi dire ho dato “ampia delega”, ma avremmo voluto sentire e leggere ho controllato ogni centesimo.  Poco dopo il sindaco sembra comprendere la gravità dell’affermazione “ho dato ampia delega” ed infatti aggiunge: “Ho ritenuto che non ci fossero le condizioni per continuare con la gestione della fondazione, ed ho cercato ed individuato i membri del nuovo cda tenendo conto degli errori commessi nel passato, ponendo quindi attenzione alla capacità gestionale ed alla capacità di stabilire una comunicazione verso l’esterno proficua e collaborativa”.  Cosa dire? Si rimane ancora scossi. Prima un’affermazione poi un’altra di segno opposto ma forse tutto questo accade perché scrive nei social? No, accade perché il pensiero è contradditorio e la ricerca spasmodica di un nemico comune (il nemico del mio nemico è mio amico) è fallimentare e chiaramente elusiva.

Conclude il sindaco con un appello alla calma, come se stesse per iniziare un derby infuocato. Scrive Alì: “Il consiglio comunale di giorno 26 affronterà la questione nel merito e non mi sembra corretto anticipare il tema della ragione della perdita. Spero che il Carnevale, che è patrimonio della città, non diventi ostaggio dello scontro politico…”. Due riflessioni in merito.  La prima riguarda la tempistica dei fatti, il sindaco ha, di fatto, imposto le dimissioni del cda prima del 26 settembre presumibilmente perché non voleva portare in aula divisa la maggioranza consiliare del M5S che si erano spaccati con una cordata per le dimissioni e un’altra per mantenere in carica il cda della fondazione del carnevale. Una buona operazione politica? Non di certo. Gli ostacoli si superano non si allontanano, è noto. La seconda osservazione riguarda la democrazia e il pluralismo. Il primo cittadino fa il pompiere su un eventuale scontro politico? Se non vuole scontri politici si trasferisca in Nord Corea, da questa parte del mondo lo scontro politico è l’essenza più chiara della democrazia e del pluralismo. In ogni caso, sindaco, non si preoccupi troppo non ci sarà un duro sanguinoso scontro politico. La maggioranza arriverà in aula con il mutismo che la contraddistingue e la minoranza spaccata e confusa dopo qualche intervento sulla lampadina e due buche nell’asfalto tornerà a casa serena e felice di aver accontentato il condominio. La politica ad Acireale non butterà mai il cuore oltre l’ostacolo per questo ci sono i fottuti social. Quei social che sono composti da uomini e donne che differenziano, pagano tutte le tasse, non usano l’automobile per andare in centro e considerano la mobilità sostenibile come un traguardo per i più deboli e non solo macchie sul basolato lavico.

Questo articolo è della redazione di FanCity Acireale. Licia Castorina, Mario (mAd) D’Anna, Fabio D’Agata, Valeria Musmeci, Graziella Tomarchio, Laura Magliocco, Seby Pittera, Giorgio Cavallaro, Nello Pomona, Luigi Pennisi.