Carnevale, ecco perchè il sindaco dovrebbe dimettersi

ACIREALE – Ultimo atto. E’ stata una lunga maratona politica, di informazione, di scambi tra presidenti (adesso ex entrambi) della fondazione del carnevale. E’ stata una lunga maratona anche in consiglio comunale ed è stato anche il festival delle contraddizioni e delle motivazioni incredibili.

Seguiamo i passaggi politici che vanno dal 10 aprile al 29 settembre 2019 e tralasciamo tutti gli avvisi di attenzione che sono giunti prima e dopo la manifestazione del carnevale sia dai media (alcuni non tutti) che dalla politica.

Il 10 aprile 2019 i consiglieri comunali di minoranza attendevano in aula consiliare la lettura della relazione da parte dell’ex presidente della fondazione del carnevale Fazzio, ma causa impegni personale la stessa non venne letta e i consiglieri di minoranza insorsero e affermarono in una nota “offesa la democrazia”. Dalla maggioranza consiliare, dalla presidente del consiglio comunale e dal sindaco nessun intervento a difesa dell’aula e del ruolo che riveste.

Il 2 giugno 2019 rivolsi al sindaco una precisa domanda sui conti del carnevale 2019. Questa fu la risposta “è chiaro che io sono preoccupato per i conti perchè non sono un irresponsabile. E’ un aspetto che mi preoccupa parecchio e voglio capire quale è la situazione e andare ad affrontarla sulla base dei numeri”. Intanto il consigliere comunale Michele Di Re, sempre più insoddisfatto affermava: “Si prende una tabella con delle voci di ricaduta percentuali basate sulla percentuale di incasso dei biglietti di ingresso, che è un dato statistico per le manifestazioni studiate, ma come può questo trasformarsi in dato previsionale attendibile per una manifestazione che mai ha avuto biglietti di ingresso”?

Il 6 settembre 2019 la direttrice di FanCity Acireale Licia Castorina pose al sindaco Alì la seguente domanda: “ha reale contezza della situazione e che posizione intende prendere su una vicenda divenuta ormai di per sé carnascialesca? Questa la risposta del sindaco Alì: “Non posso prendere una posizione prima di aver analizzato la relazione. Il mio dovere è garantire la regolarità. Io non ho ancora i dati, quando avremo la relazione, dovrò fare un’analisi più approfondita e ne discuteremo in consiglio comunale. Devo garantire il rispetto delle regole. Bisognerà capire a cosa è dovuto questo deficit e se ci dovessero essere gravi responsabilità è chiaro che prenderò le conseguenti decisioni sul Cda“.

Il 26 settembre 2019 la questione carnevale arriva in aula consiliare. Seduta fiume con diversi interventi e tante motivazioni pro e contro la gestione dell’edizione 2019. Tutto legittimo, tutto democratico, poi il sindaco Alì si è avventurato nella lettura di una nota. Esordì il sindaco affermando che la questione carnevale rappresenta per lui la nota più amara di tutto il suo mandato, sono certo che i terremotati si sono sentiti un attimo delusi. E’ evidente. Poi il sindaco continuò affermando che “dal punto di vista della riuscita dell’evento è stato sicuramente un successo…”. Ci chediamo quali sono i parametri per definire un successo? La domanda è retorica anche perchè il sindaco poi aggiunse (ed è una prima contraddizione chiarissima) “ma non possono nascondere sotto il velo dell’ipocrisia una perdita di esercizio di 320 mila euro”. Le due affermazioni sono chiaramente disconnesse tra loro. Da “è stato un successo” a “una perdita di esercizio di 320 mila euro”. Non ne comprendiamo la logica ma andiamo avanti. E andando avanti arrivarono i ringraziamenti per il cda dimissionario “che ha lavorato giorno e notte….”. Il cda si è dimesso motivando la scelta “a causa dell’impossibilità di proseguire il mandato conferito con la necessaria serenità che è indispensabile per attendere agli onerosi compiti connessi al mandato di Amministratore di una realtà complessa quale quella della Fondazione del Carnevale di Acireale”.

Sgombrato il campo dalla maldestra giustificazione della pressione mediatica, sono giunte le dimissioni che sono un chiaro dato politico e sono dimissioni che il sindaco ha voluto e le ha volute prima della seduta del consiglio comunale del 26 settembre. La tempistica è chiara, non vi era l’intenzione di arrivare in aula con una maggioranza spaccata a metà tra quelli che volevano le dimissioni del cda della fdc e chi invece avrebbe voluto tenerli ancora in carica. Il sindaco si è imposto ed ha pensato di rimediare tutto con i ringraziamenti di rito. Aria fritta come direbbe qualcuno.

Sempre nella stessa seduta del consiglio comunale, il sindaco continuò con la sua performance delle giustificazioni e delle motivazioni traballanti. Ha considerato un errore gravissimo non aver tenuto “sotto controllo i conti”, ha affermato che c’è stato l’imprevisto dell’iva e della siae ed ancora che il controllo ai varchi deve migliorare ma, soprattutto, affermò il primo cittadino che bisognerà “ripartire con l’edizione 2020 evitando di ripetere gli errori commessi”.

Chi? Chi ha commesso gli errori? Solo Fazzio oppure anche il resto del cda? Il sindaco si tira fuori serenamente dagli errori commessi? Il primo cittadino dimentica quanti hanno espresso dubbi sulla bontà del previsionale? Il sindaco dimentica che il presidente della fondazione e tutti il cda è frutto delle sue scelte? Sono incarichi fiduciari e sono incarichi importantissimi se consideriamo che si vanno a gestire, essenzialmente, risorse pubbliche. Ricordiamo bene anche il passaggio in cui, sempre il sindaco, affermava che non conosceva Fazzio ma che gli era stato presentato come “persona che conosce bene il carnevale” e ricordiamo bene quando il sindaco scriveva di aver dato “ampia delega” per l’organizzazione del carnevale. Sono passaggi che pesano come macigni e che dimostrano chiaramente il pressapochismo del primo cittadino che, per la principale manifestazione non religiosa di Acireale e della Sicilia, non doveva agire senza conoscere esattamente a chi dare la sua fiducia e non doveva concedere “ampia delega”. Non è una scelta discrezionale è una scelta di buona o cattiva amministrazione. E’ cattiva amministrazione degli eventi quando si produce un notevole deficit, quando si concede ampa delega e quando si nomina il presidente della fondazione del carnevale non per fiducia diretta ma perchè qualcuno lo ha consigliato. Sbagliato, siamo di fronte non ad un errore ma ad una evidente incapacità nella gestione degli eventi, delle risorse pubbliche e dell’amministrazione della cosa pubblica. L’esatto opposto di come dovrebbe fare “il buon padre di famiglia”.

Il sindaco Alì dopo questa particolare performance amministrativa lascierà il suo posto? Abbiamo parecchi dubbi in proposito ma con certezza possiamo affermare che tante sono state le contraddizioni del primo cittadino in questa faccenda, tante sono stati i silenzi, tantissimi le urla degli ultras galvanizzati dal motto “niente critiche, polemiche e dubbi”. Eppure, ricordiamo bene, il sindaco aveva affermato (prima dell’inizio della manifestazione carnevalesca) che si sarebbe assunto tutta la responsabilità delle scelte (nomine, ticket e formula) e che in caso di fallimento ne avrebbe tratto le dovute conclusioni. Le conclusioni? Quali conclusioni? Dimettere il cda della fondazione del carnevale? Certamente ma non basta, è il primo cittadino che dovrebbe rassegnare le dimissioni proprio per le parole che egli stesso ha riferito. “Gravi errori”, “deficit”, “errata analisi delle entrate”, “ampia delega” e incarichi “senza una conoscenza diretta”.

Passata l’onda tanti dimenticheranno in fretta e forse non accadrà nulla ma mai come in questo caso le dimissioni del sindaco e della sua giunta sarebbero giuste e opportune.

(mAd)