Carnevale, Santo Primavera: “Il cda composto da sei componenti viola la legge 122 del 2010”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la nota di Santo Primavera, ex consigliere provinciale


“Sorprende come anche a distanza di tempo e nonostante il danno già creato, si continui a perseverare nell’errore. A danno si è aggiunto ulteriore danno! Il Sindaco ricostituisce il cda con 6 componenti, perseverando nella violazione della legge 122 del 2010, e non adeguando preliminarmente lo Statuto della Fondazione. Infatti lo statuto ancora rimane difforme rispetto alle disposizioni di cui al D.L. 31/05/2010 n. 78, convertito con L. 30 luglio 2010 n. 122. Detta norma all’art.6, comma 5°, prevede che “(…) tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato provvedono all’adeguamento dei propri statuti al fine di assicurare che a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto gli organi di amministrazione siano costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque componenti (…). La mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento statutario o di organizzazione previsti dal presente comma nei termini indicati determina responsabilità erariale e tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli”.

La Fondazione pur con personalità giuridica di diritto privato, e’ organismo pubblico, perché persegue statutariamente l’interesse generale di natura non commerciale e industriale, riceve prevalentemente finanziamenti pubblici e le amministrazioni pubbliche provvedono alla nomina dei componenti, quindi c’è una chiara “influenza pubblica dominante”. La Fondazione rientra nella categoria comunitaria di “amministrazione aggiudicatrice” con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo pubblicistico. Dal 2010 lo Statuto va adeguato, ma ancora oggi non è stato fatto. A nulla rileva che le cariche siano gratuite. La norma del 2010 costituendo principio di finanza pubblica deve essere applicata d’imperio su tutto il territorio nazionale. La Corte Costituzionale, con la sentenza 7/05/2014, n. 127, ribadisce che la normativa statale, di cui alle citate leggi, costituisce un imperativo anche per le Regioni Autonome e le Province Autonome, integrando “un principio fondamentale” (spending review e controllo dei conti pubblici), cui anche le autonomie regionali speciali debbono attenersi. La Regione Sicilia proprio con legge 3 del 2016 ha provveduto, seppur in ritardo, per la propria organizzazione funzionale. Infatti già la precedente mancata adozione di questi provvedimenti ha determinato secondo legge ulteriore responsabilità erariale, aggravando il danno finanziario già creato, come accertato dal Segretario comunale, nonché tutti gli atti adottati dagli organismi sono da considerarsi nulli. A tal proposito il Tribunale di Roma (11 giugno 2009) ha affermato che la violazione delle regole sulla corretta composizione dell’organo amministrativo <<si traduce in una esiziale alterazione delle modalità attuative, organizzative e funzionali dell’associazione, nonché degli atti che ne determinano l’indirizzo e poiché il perpetuarsi delle violazioni in esame potrebbe tradursi in una inammissibile moltiplicazione degli effetti pregiudizievoli derivanti da detta violazione, devono ritenersi sussistenti validi motivi per la sospensione cautelare degli effetti della delibera impugnata nonché per l’inibitoria delle cariche interne alla associazione che siano state illegittimamente elette>>.

Errare è umano, ma perseverare risulta diabolico. Insomma ormai il Carnevale dura tutto l’anno ad Acireale!


(Santo Primavera, ex consigliere provinciale)