Carnevale si cambia il presidente. L’edizione del 2020 all’insegna del risparmio

ACIREALE – Il carnevale di Acireale 2020 sarà un’edizione ridotta causa recupero del deficit? E l’eventuale rimodulazione della kermesse acese avrà ripercussioni sull’indotto che la stessa genera? Sono domande a cui non è così complesso dare una risposta. Certamente si, la fondazione del carnevale dovrà occuparsi di recuperare l’ormai certo deficit che sembra essere stato quantificato in circa 350 mila euro. Un duro colpo per la più importante e famosa manifestazione acese. Ed ancora, per la prossima edizione sarà ancora riproposto il ticket a pagamento? Vedremo.

Intanto il sindaco Alì, dalle nostre fonti, sembra intenzionato a dimettere il presidente della Fondazione del Carnevale Orazio Fazzio e al suo posto dovrebbe prendere il comando dell’organizzazione dell’evento l’avvocato Gaetano Cundari. Al momento sono solo rumors ma abbiamo avuto modo di sentire diverse fonti tanto da considerare questa eventualità assai attendibile. Sempre dai rumors sembra proprio che anche il ruolo del direttore artistico Giulio Vasta verrà ridimensionato. Vasta dovrebbe lasciare la carica di direttore artistico del carnevale per rimanere semplicemente come “voice” della manifestazione. Anche in questo caso un cambiamento poderoso che la giunta Alì intende portare avanti.

Un’estate, questa acese, che ha riservato alcune novità all’interno della governance cittadina. Due nuovi assessori Di Prima e Manciagli, un altro dimissionario il vicesindaco Pirrone, la possibile delega assessoriale all’energy manager ing. Salvo Grasso e un terremoto a metà per la fondazione del carnevale. Un cambiamento a metà in quanto se dovessero essere confermate le voci intorno al “licenziamento” del presidente Fazzio e il ridimensionamento del direttore artistico Vasta è anche vero che gli altri componenti del cda dovrebbero restare al loro posto. Il cda nella sua composizione quindi dovrebbe essere riconfermato anche se riteniamo opportuno che gli stessi porgessero, di loro volontà, le dimissioni per aver, di fatto, condiviso tutte le scelte operate per l’edizione 2019.

Più volte, dagli addetti ai lavori, dalla politica e da una piccola parte dell’informazione locale, è stato detto che l’introduzione del ticket a pagamento a fronte di un previsionale discutibile e con spese importanti per gli artisti avrebbe portato ad un sicuro deficit. Così è stato, ora alcuni saranno dimessi ma le responsabilità della politica amministrativa non si azzerano anzi diventano ancora più evidenti considerato che non hanno mai voluto ascoltare nessuna voce critica che indicava che si stava correndo verso il precipizio.Sospendete le critiche, le polemiche e i dubbi” ebbe a dire, a pochi giorni dall’inizio della manifestazione, il sindaco Alì.

(mAd)