C’è un virus molto più pericoloso tra noi ed è quello dell’odio e del razzismo.

C’è un virus molto più pericoloso tra noi ed è, quello dell’odio e del razzismo, che ci ha trasformati dentro e fuori, che ha profondamente indebolito e segnato questo Paese.

Come in un film horror assistiamo ogni giorno al dilagarsi di questo pericoloso virus che si manifesta con la discriminazione e ancora, incattivendo i cuori, colorando gli occhi di rosso sangue, atrofizzando il cervello e portando l’individuo che ne è colpito alla morte.
Perché l’uomo che odia e che induce ad odiare è un uomo morto dentro. E non è facile far capire a certi individui che non esisto le razze ma solo gli uomini intesi come esseri umani.

Coloro che diffondono volontariamente questo virus hanno un nome e un cognome e riempiono la cronaca giornalmente, possono avere anche ruoli politici, o sono semplici cittadini e lo diffondono con la parola, con gli slogan e con la violenza. Parole di odio, di istigazione all’odio, che raggiungono le parti più deboli del loro corpo malato, ma che di fatto distruggono le nostre tradizioni di civiltà e di accoglienza.

La cronaca di ieri, ci porta a conoscenza di un fatto accaduto in Sicilia e precisamente a Marsala,
di aggressioni razziste nei confronti di extracomunitari indifesi che subivano violenze atroci senza alcuna ragione, l’unica senza alcun senso, era quella di essere ragazzi di colore.

Tre i giovani arrestati che durante tutta l’estate alla vista degli immigrati, gli si scagliavano contro con veemenza e ferocia, inveendo contro di loro, colpendoli con calci e pugni ed avvalendosi di corpi contundenti, minacciandoli e intimandogli di allontanarsi da Marsala con parole che fanno male e uccidono più delle armi: “siete niuri di mer… non dovete più parlare perché siete niur. Noi vi ammazziamo, qui non avete il diritto di stare… in quanto africani e niuri” e givano in branco per farsi forza e per seminare il terrore tra i migranti con raid punitivi senza alcuna ragione.

La cosa più sconvolgente è che nel 2020 si debba parlare ancora di discriminazione e odio razziale.

L’odio razzista che ormai dilaga da nord a sud è una minaccia per la costruzione di una società democratica, pacifica e, soprattutto, una società accogliente e di accoglienza che rischia di degenerare

Prognosi riservata dunque, per chi è stato attaccato dal virus dell’odio. Per loro ci vorrà un vaccino, e a trovarlo dovremo essere tutti noi, per questo diventa fondamentale combattere ogni forma di razzismo.

Graziella Tomarchio