Comitato legalità e trasparenza, un componente coinvolto nell’inchiesta “Università bandita”

Lo scorso gennaio con decreto sindacale Stefano Alì nominava un comitato per la legalità e la trasparenza. Una costola dell’amministrazione, un supporto per garantire “un’efficace prevenzione alla corruzione e un’effettiva trasparenza amministrativa”.

Tra i membri del comitato per la legalità e la trasparenza, presieduto da Salvatore Scalia, magistrato in quiescenza e già procuratore generale, c’è il prof. Roberto Pennisi, docente universitario e direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania. Roberto Pennisi è tra i protagonisti dello scandalo giudiziario che nei giorni scorsi ha sbrindellato i vertici dei dipartimenti e gli organi dell’ateneo catanese. Ieri sono arrivate le dimissioni del rettore Francesco Basile, già sospeso dalle sue funzioni dal gip insieme con i sette direttori di dipartimento, tra cui l’acese Pennisi.

«Al momento noi abbiamo solo notizie di stampa, il sindaco chiederà formalmente informazioni alla procura e quando le avremo acquisite valuteremo il da farsi. Del resto il comitato non ha in programma riunioni o attività a breve termine», commenta il presidente Scalia.

«Il comitato per la legalità e la trasparenza si è riunito solo una volta dalla nomina del sindaco, un’unica riunione per discutere un parere che, per ragioni di tempi, non è stato formalmente espresso. Un comitato di cittadini si è rivolto al comitato per riferire di una problematica e il comitato ha inoltrato la segnalazione al sindaco. Questa è stata fin qui la nostra attività,- ricorda il dott. Scalia-. Nasce sulla falsa riga di un comitato della Regione. Il comitato per la legalità ha una funzione di supporto, ma il Comune ha il suo ufficio legale che esprime i pareri.  Il sindaco può rivolgersi al comitato per un chiarimento su eventuali problematiche e per trovare delle soluzioni».

Il comitato è composto da professionisti, (tre giuristi, un commercialista e due ingegneri), che prestano la loro opera in modo del tutto volontario e gratuito. Svolge attività di supporto e consulenza in materia di trasparenza amministrativa e di misure organizzative sulla prevenzione alla corruzione, è finalizzato
anche alla elaborazione da parte del R.P.C del relativo piano triennale, nella parte relativa alle analisi di contesto esterno ed interno all’organizzazione e alla eventuale proposizione di misure organizzative di prevenzione.
Può acquisire eventuali segnalazioni di situazioni di illegalità da parte dei cittadini e proporre soluzioni organizzative per superare eventuali situazioni di illegalità diffusa.

L.C.