Comune di Acireale, i conti non tornano e si avvicina il dissesto?

ACIREALE – Corte dei conti, revisori dei conti, sindaco, assessore al bilancio tutti intorno al capezzale delle casse comunali. Debiti difficilmente esigibili, evasori totali, morosi, contenziosi che porteranno ad un’emorragia di risorse e la tensione sale sempre di più a Palazzo di Città.

La preoccupazione espressa chiaramamente dall’ex commissario dott. Salvatore Scalia in coniglio comunale e in conferenza stampa, le dichiarazioni del sindaco Alì e altri “rumors” indicano che la situazione è davvero difficile per l’Ente. Come dicevamo qualche giorno fa tutti i nodi vengono al pettine e se una piazza da privata venne fatta diventare pubblica tra non molto arriverà il conto da pagare e arriveranno a compimento altre cause che porteranno con certezza altri esborsi che l’Ente non può permettersi.

Il dott. Scalia aveva detto chiaramente “non ci sono i soldi neanche permettere la benzina nei veicoli”, Alì aveva preso del tempo ma poi in un suo post aveva parlato chiaramente di grosse difficoltà a recuperare il dovuto dai morosi e dagli evasori. Ad Acireale arriva il momento di fare i conti e di farli tenendo conto della situazione reale in tutta la sua drammaticità e senza cercare momenti creativi e sfornare bilanci.

Oggi la possibilità di dichiarare il dissesto economico finanziario dell’Ente è concreta e davanti a questo scenario è anche probabile che il sindaco e la giunta potrebbero dare le dimissioni. Una possibilità remota? Non crediamo sia così, la dichiarazione del dissesto infatti comporterebbe al Comune di ripartire “libero dai debiti, ma libero anche dai crediti e dal suo patrimonio, che verranno ceduti per consentire la liquidazione”. Ed ancora, se dovesse essere dichiarato il dissesto del Comune, sindaco, giunta e consiglio comunale resterebbero in carica ma al loro fianco si insedierà una commissione designata dal Ministero. Commissione che andrebbe ad occuparsi del disavanzo pregresso, nell’ipotesti (meno probabile) del commissariamento del Comune potrebbe verificarsi solo nel caso in cui l’amministrazione non approvi il bilancio di previsione.

I nodi sono arrivati al pettine e, come si usa dire in questi giorni tristi, la pacchia è finita ed è tempo di trovare le soluzioni per provare a dare alla città la possibilità di sperare in un futuro migliore.

(mAd)