Consiglio comunale, maggioranza compatta o divisa? Sconcertati dalle modalità ondivaghe della politica cittadina

ACIREALE – Difficile individuare una chiave di lettura razionale quando i protagonisti producono confusione dettata da un totale analfabetismo politico. Ci chiediamo, infatti, come è possibile coniugare una mozione in cui si chiede la chiusura immediata del traffico veicolare in piazza Duomo e poi dare completa fiducia al piano politico di mobilità pensato dall’assessore Grasso? Sono affermazioni contrastanti, così come è stato contradditorio “dimettere” di fatto il cda del carnevale ed affermare che avevano svolto un buon lavoro. Oltre le posizioni che ognuno può avere sulle varie questioni non si può che rimanere sconcertati dalle modalità ondivaghe della politica cittadina. Una politica messa in scena da non politici e questo non è un bene ma un problema ed i risultati sono confusione e incertezze, lo zig zagare delle posizioni, il caos istituzionale.

Le logiche producono percorsi e decisioni. Le logiche e le culture prodotte fin qui sono il resoconto di un villaggio farcito di retorica rudimentale. I risultati sono evidenti ma solo per chi ha occhi per vedere e quel minimo di conoscenza della sintassi politica, tutto il resto è frutto di una subcultura superficiale e, troppo spesso, inconcludente.

Ed ecco perchè non siamo in grado di definire se la maggioranza che sostiene l’amministrazione Alì e compatta o disgregata. Nulla è definibile perchè le modalità politiche sono anomale, perchè le parole sono tenute da strutture precarie, perchè l’inconoscenza della logica politica dei vari protagonisti non è decodificabile. In effetti aveva ragione la presidente del consiglio comunale Abbotto quando in un’intervista ad un quotidiano affermava che non vi era la cognizione oggettica della politica. La criticammo per questa affermazione ma invece aveva visto lontano.

Cercando di capire da che parte è diretta l’amministrazione Alì rimaniamo ancora una volta disorientati. Nessuna direzione chiara, nessun appeal al mondo della destra acese, nessun riferimento politico alle logiche del M5S (la composizione della giunta è un dato chiarissimo) e nessun interesse a conivolgere quell’area progressista che in campagna elettorale aveva sostenuto, con significativa partecipazione, la candidatura Alì. Insomma da che parte vanno? Gli atti prodotti sembrano scontentare larghissime fasce sociali e culturali della città e la politica (quella che fa numeri importanti) certamente non vede l’ora di mandarli a casa e riprendere il comando.

Il tempo dei balletti comunque continuerà ancora, ci sono i registi del “fuoco lento” e ci sono i primi volatili che girano intorno ai prossimi cadaveri, c’è una città senza sviluppo, ci sono i giovani che scappano via, c’è caos e zero livelli di vivibilità. C’è troppo nulla per continuare a rimanere sospesi nella terra di nessuno, quel luogo che produce scontentezza collettiva e che, contemporaneamente, nutre gli avvoltoi. Non ci aspettiamo risposte né tantomeno alcun cambio di rotta ma quando tutto sarà finito allora tutto sarà più chiaro e noi, con la delusione nel cuore, potremmo ancora camminare per strada a testa alta.

Nota a margine. Noi siamo ormai ufficialmente i cattivi e i lamentosi di professione ma siamo anche quelli che rispettano le regole, che non transitano da piazza Duomo con l’auto, che pagano tutte le tasse con puntualità e che vogliono uno scenario più dignitoso per il quotidiano dei nostri figli, degli anziani e degli svantaggiati.

(mAd)