Convegno ad Acireale presso la Biblioteca Zelantea sul tema: Catania, Acireale, Giarre: tanti tumori perchè?

Importante convegno tenutosi ieri pomeriggio presso la Biblioteca Zelantea di Acireale, sul tema: “Catania, Acireale, Giarre : tanti tumori, perchè?”
Sono intervenuti al Convegno: Margherita Ferrante, Professore di Igiene generale e applicata all’Università di Catania, direttrice dell’Unità operativa complessadi Igiene ospedaliera del Policlinico di Catania;
Salvatore Cacciola, Dirig. resp. Unità Operativa Educazione e promozione salute ASP 3 di Catania; già docente universitario;
Salvatore Scondotto, Presidente nazionale Associazione Italiana Epidemiologia, Dirigente regionale dell’assessorato per la salute.
Sono interventuti inoltre: Il sindaco di Acireale ing.re Stefano Alì e il sindaco di Catania Salvatore Pogliese.
Ha introdotto la serata e presentato gli ospiti : il prof.re Giuseppe Contarino, presidente dell’Accademia degli Zelanti.

L’organismo centrale della regione siciliana, cioè l’osservatorio Epidemiologico regionale, è la struttura che ha il compito di presidiare e monitorare la salute dei siciliani e nel campo dei tumori questo viene fatto attraverso uno strumento che è il Registro dei tumori.
Tale Registro serve a restituire trasparenza e corretta informazione ai cittadini, perchè in passato, in assenza di questi importanti strumenti, la percezione del rischio del problema oncologico era completamente fuori controllo.
Fortunatamente oggi invece la nostra regione dispone di questo Registro che aiuta a contare quanti casi di tumore si registrano su tutto il territorio regionale.
Oggi in Sicilia abbiamo una piattaforma informativa all’avanguardia a livello nazionale, diventata una delle realtà più valide di tutta la regione.

– Il Presidente nazionale Associazione Italiana Epidemiologia, Salvatore Scondotto, ha illustrato ai presenti i vari strumenti che fanno parte della piattaforma informativa e ha spiegato: “Questo strumento comprende un registro di mortalità, che è il primo indicatore di salute, la rete dei registri dei tumori, i registri delle varie patologie e il sistema di sorveglianza sugli stili di vita. Tutto ciò ci permette di avere in maniera puntuale tutti gli elementi sul territorio che oggi con contezza e precisione possiamo conoscere e discutere.
La Sicilia è stata una delle prime regioni che si è dotata di questo Registro e per quanto concerne le mortalità, tutte le aziende sanitarie trasmettono all’ Osservatorio Epidemiologico puntualmente tutti i decessi e le cause degli stessi in modo da poter avere la misura di tutte le condizioni e le patologie dell’intero territorio,ma soprattutto, quello di cui oggi possiamo disporre nel campo delle malattie oncologiche è la rete regionale dei registri tumori, una federazione di registri su area provinciale, quindi il registro dell’Università di Catania, di Agrigento, Palermo, Trapani e Caltanissetta che vengono poi coordinati dalla regione siciliana e dall’osservatorio, riuscendo in questo modo ad avere una copertura del 100% e ciò significa che tutti i piccoli comuni della Sicilia e tutti i cittadini sono sorvegliati attraverso questo strumento. È un piccolo record a livello nazionale visto che ancora esistono regioni che ne sono sprovviste, e se pensiamo che Bologna o Roma non hanno ancora un Registro tumori come Acireale e Catania e in tutta la Sicilia, per noi è una grande fortuna visto che questo ci permette di prendere misure di pronto intervento. I dati raccolti dal territorio dai nostri registri arrivano dunque all’ Osservatorio Epimediologico e avendo una copertura totale su tutto il territorio, questi stessi dati vengono di conseguenza raccolti in un volume che è l’Atlante Sanitario ed è disponibile su internet al sito della regione, dove si possono consultare tutti i dati e confidiamo che entro dicembre venga fatto un nuovo aggiornamento per avere una fotografia più esatta e aggiornata.”

I fattori di rischio dei tumori sono legati allo stile di vita che conduciamo e all’ambiente che, interagendo tra loro, diventano fattori scatenanti. Il fumo al primo posto come causa riconosciuta, l’obesità e uno stile di vita sedentario.
L’ambiente, e di conseguenza l’urbanizzazione di una città, ha bisogno di una strategia intelligente e ad Acireale, Giarre e Catania, dove esiste un alto tasso di tumori, bisognerebbe si facesse un salto di qualità per rendere la propria città salutare e farsi promotori di attività salutari.
L’urbanistica intelligente, ad esempio, contribuisce ad abbassare l’obesità, lo stress e in più stimola il movimento e la salute, oltre a proteggerci dai cambiamenti climatici perchè le soglie di calore e l’inquinamento si abbassano e se vogliamo, e lo dobbiamo volere con forza, dobbiamo esigere che si facciano dei programmi che cambino il volto e le abitudini delle nostre città. Una città in salute deve proteggere tutti i cittadini e soprattutto gli anziani e i bambini perchè altrimenti il nostro futuro non va più avanti e se riuscissero tutte le amministrazioni a proteggere almeno loro, sicuramente saremmo avanti, semplicemente mettendo in atto politiche urbanistiche per la protezione delle categorie più fragili.

– Margherita Ferrante, Professore di Igiene generale e applicata all’Università di Catania, è intervenuta al dibattito parlando dei rischi che noi siciliani, in particolare abitanti della Sicilia orientale, viviamo stando a contatto con il nostro Vulcano Etna: “Al momento delle eruzioni, dalle fratture vengono fuori una serie di esalazioni, di gas e poi ancora il radio. Il nostro organismo è esposto quotidianamente ed in ogni momento a una serie enorme di rischi chimici, rischi biologici, quantificati insieme ai fattori ambientali metropolitani e fattori ambientali naturali, che che agiscono e interagiscono con il nostro DNA, generando naturalmente un ambiente povero favorevole allo sviluppo di diverse patologie.
In realtà non è la mortalità per tumore che è più alta in Sicilia ma la sopravvivenza che è più bassa. Bisogna rafforzare l’accesso ai programmi di prevenzione, esiste infatti un piano regionale che si attiva attraverso le ASL e bisogna evitare che la gente che viene invitata ai test di screening per la mammella, il colon o l’utero, non si presenti poi all’esame per cui è stata chiamata, perchè lo screening è l’unico salva vita di cui disponiamo in maniera efficace sul territorio. Anche i sindaci devono fare la loro parte per favorire l’accesso della poplazione a questi strumenti.”

In tutti i paesi industrializzati del mondo, oggi, i tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. I percorsi della malattia sono molto sofferti e fanno molta paura. Il Registro tumori ci consente di avere i dati delle singole regioni, quindi l’incidenza dei nuovi casi di tumori e le mortalità e permette di poter paragonare le percentuali tra nord, centro e sud. Purtroppo si diagnosticano più di 1000 nuovi casi di cancro ogni giorno e mediamente un uomo su due e una donna su tre, nel corso della vita, si ammalerà di tumore. Tutte le sostanze, gli stili di vita, hanno influenza sull’insorgere del tumore, fanno si che si generino continuamente delle cellule anomale nel nostro organismo, in ogni istante nel nostro corpo si generano cellule anomale che interagiscono con sostanze che derivano dall’esterno e se il nostro sistema immunitario funziona, queste cellule vengono silenziate, mentre si scatena il tumore quando il nostro sistema immunitario, per motivi diversi, non riesce a combattere la cellula contaminata che si moltiplica in maniera incontrollata, invade il corpo e addirittura, gruppi di cellule, vanno in circolo dando vita alle metastasi e al processo tumorale. I tumori che maggiormente riguardano il sesso femminile e quello maschile sono differenti tra loro. Il carcinoma polmonare, che rappresenta uno dei tumori più temuti perchè se non preso in tempo porta alla morte, adesso non è più il tumore più rappresentato negli uomini, attualmente riscontriamo un’incidenza maggiore per il tumore alla prostata e il colon; nelle donne troviamo più rappresentato il carcinoma mammario, il colon e il tumore al collo dell’utero. La sopravvivenza è però molto aumentata grazie alla prevenzione precoce. Sono consigliati i test di screening che ci consentono di individuare in maniera precoce il tumore affinchè si possa intervenire subito e trattarlo con celerità e questo ha permesso, fino ad oggi, al 63% delle donne e al 54% degli uomini di sopravvivere. Al sud purtroppo un po’ meno, perchè, come purtroppo constatiamo, l’adesione ai programmi di screening, per i quali tutte le province si sono adeguate, non è molto alta e non permette quindi di poter garantire una protezione alla popolazione.
I dati di Catania per molti tumori superano i dati medi regionali, Catania è dunque al 1° posto per i nuovi casi di tumori ovviamente perchè i fattori di rischio sono altissimi sicuramente dovuti alla tipologia di vita che si conduce e per la tipologia di abitudini che pesano gravemente sulla popolazione. Acireale è paragonabile alla media nazionale, mentre Giarre, per il tumore alla mammella, è addirittura al di sopra. I fattori di rischio più significativi che incidono sull’insorgeza dei tumori sono: fumo attivo e passivo, obesità, causa importate che favorisce il cancro, la sedentarietà, la scorretta alimentazione, l’alcol, la prolungata esposizione al sole e soprattutto la mancanza di controlli periodici che consentirebbero un tempestivo intervento. Al nord si registra un numero maggiore di tumori ma non una mortalità inferiore mentre al sud il numero di tumori è inferiore ma sono aumentate le mortalità. Il 90% della mortalità è determinata dalle metastasi che sono influenzate dai livelli di ossigeno e intervendo su questo tempestivamente si potrebbe riscontrare una più alta possibilità di guarigione. Per sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani, alla prevenzione, bisogna che se ne parli e si porti a conoscenza dei fattori di rischio che scatenano certe tipologie di tumore e che si spieghi a tutti quanto ad oggi l’unica salvezza sia la prevenzione. Bisogna che si rassicurino le persone che si ammalano, non ci si deve vergognare di subire una malattia, non si deve avere paura di viverla e di subire le pesantissime cure, ma è necessario affrontarla con determinazione pechè oggi possiamo contare, nella nostra regione, di strutture sanitarie importantissime e all’avanguardia. La nostra area territoriale vanta l’Ospedale Garibaldi Nesima per la cura del tumore al colon, stomaco e pancreas, il Cannizzaro per il tumore al seno insieme all’Humanitas e, non ultimo, il Policlinico di Catania per le leucemie e linfomi. Strutture importanti che sono riconosciute a livello nazionale.

– Anche il sindaco di Acireale Stefano Alì è intervenuto al convegno e ha spiegato come bisogna guardare i faccia questa malattia senza avere paura di chiamarla col proprio nome: “Oggi liberamente possiamo usare la parola cancro, quando una volta invece si cercava di non usare questo termine, forse per paura. Oggi lo si affronta anche chiamandolo col proprio nome ed è un primo passo per affrontarlo con coraggio. Spero, e lo dico pure ai giovani, che sono il nostro domani, che si spenda e si investa molto di più sulla ricerca perchè grazie a questa si può arrivare a debellare il cancro. Il Registro nazionale dei tumori è uno strumento fondamentale che ci permette di conoscere la diffusione dei tumori e capire anche, a secondo dei territori, quali sono le cause che possono essere scatenanti. Avere un’ informazione e riuscire ad affrontare il problema conoscendone esattamente la dinamica e la diffusione, possiamo riuscire a combatterlo ed avere un futuro migliore.”

– Il sindaco di Catania Pogliese affronta il tema tumori a Catania precisando che ci sono alcune priorità da affrontare partendo da alcuni dati statistici: ” Il tema dei tumori è di scottante attualità, in crescita costante in Sicilia nel 2018 sono stati oltre 27.150 i casi accertati, nei due anni precedenti sono stati 25.950 nel 2017 e 27.700 nel 2016 un numero in costante crescita. La sopravvivenza al 5° anno in Sicilia è di circavil 60% per le donne e il 50% per gli uomini. Una percentuale di sopravvivenza nettamente piu bassa rispetto ad altre aree della nostra nazione perchè c’è una scarsa adesione ai programmi di screening di prevenzione e per gli stili di vita che noi conduciamo, non sempre coerenti al sano vivere, noi siciliani, infatti, superiamo tutti i dati statistici che determinano il cancro. Sul tema della prevenzione i dati sono ancora più drammatici e infatti credo che incontri come quello di oggi siano importanti per conoscere e per far capire l’importanza di queste tematiche. Se una volta si pensava che ci fosse una stretta correlazione rispetto ai tumori con le industrie Petrolchimiche siciliana, ogi invece sappiamo che Catania, Acireale e Giarre registrano invece percentuali piu alte di Priolo, Gela e Milazzo. L’unica cosa che ci rassicura e che è positiva è che abbiamo un sistema sanitario d’avanguardia con professionisti bravissimi e di eccellenza a livello nazionale, con un indice di fiducia sulle nostre strutture del 92% e credo che questo sia, rispetto al passato, un elemento importante perchè abbiamo medici di altissimo livello e alcuni chirurghi di valenza internazionale. È importante dunque puntare sulla prevenzione e sull’informazione”

La provincia di Catania vede il maggior numero di auto per abitante, circa il 70% di auto per abitanti e gran parte di queste auto sono vecchie non rispettano le normative. A Catania e ad Acireale si registrano tassi di sovraffollamento di veicoli e tassi di inquinamento astmosferico altissimi, dati da non sottovalutare soprattutto per le mamme che portano i loro bimbi dentro i passeggini e sono costrette a camminare per le vie cittadine stracolme di veicoli inquinanti. Speriamo si possa portare avanti un discorso per migliorare la mobilità, cercando di spingere il piu possibile affinchè si tolgano le auto dai centri urbani, affinchè si possa tranquillamente camminare a piedi o con in bici, per acquistare salute attuando, come già detto, una dimensione urbanistica intelligente che ci faccia guadagnare la salute e non malattie da cui a volte non ci si salva.

Graziella Tomarchio – Laura Magliocco