Così nacquero Urano e Nettuno

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Gli astronomi hanno proposto una soluzione al mistero della composizione chimica dei due pianeti ghiacciati, grazie allo studio della quantità di deuterio sui due pianeti.

Un team di ricercatori francesi e americani guidati dall’istituto UTINAM (CNRS/Université de Franche-Comté) ha proposto una soluzione a un mistero a cui gli esperti cercano una risposta da decenni, fornendo degli indizi in più sulla composizione chimica dei due pianeti e sulla loro formazione.

Ci si è sempre domandati, tra gli astronomi planetologi come abbiano potuto questi 2 pianeti formarsi in quella zona (ai confini del Sistema Solare). Questa zona infatti non presenterebbe gli elementi idonei alla rapida formazione di due pianeti come Urano e Nettuno, composti fino al 90% di ghiaccio, e che contengono un’alta quantità di carbonio.

A portare sulla Terra qualche indizio in più è stato l’osservatorio orbitante Herschel dell’ESA con il quale i ricercatori hanno studiato il rapporto D/H (ovvero tra la quantità di deuterio -ovvero l’atomo di idrogeno arricchito da un neutrone- e quella di idrogeno presenti sui 2 pianeti).

Questo rapporto è molto sensibile alla temperatura  che ebbe la nebulosa da cui si formò lo stesso Sistema Solare, cioè dovrebbe essere stato basso vicino al Sole e crescere con la distanza dal Sole stesso.

Attualmente si ritiene che Urano e Nettuno si siano formati ai confini del Sistema, nella stessa regione in cui hanno avuto origine le comete (la Nube di Oort) e dovrebbero quindi avere un elevato rapporto D/H. Al contrario, però, le misurazioni effettuate da Herschel mostrano che questo rapporto relativo ai due pianeti è molto inferiore rispetto a quello misurato in alcune comete. Dove si sono formati allora i 2 pianeti ghiacciati?

Lo studio pubblicato qualche giorno fa su The Astrophysical Journal risolve questo problema una volta per tutte proponendo un modello in cui Urano e Nettuno si sono formati proprio nella zona dove il monossido di carbonio diventa solido, creando quindi all’inizio tanti piccoli agglomerati di materia, che unendosi hanno poi formato i pianeti. Inoltre poiché la zona di solidificazione dell’azoto si trova un più lontana, si è spiegato perché i 2 pianeti si sono formati naturalmente con una quantità più bassa di azoto.