Covid-19, è la pedonalizzazione del centro storico la ricetta per la ripartenza

ACIREALE – Difficile immaginare una città con il centro storico che pullula di automobili, difficile pensare che la ripartenza di tutte quelle piccole imprese che hanno sede al centro storico possa essere promossa attraverso l’uso incondizionato dell’autovettura per spostarsi e fare acquisti.

Ormai da nessuna parte vi sono gli estremisti sostenitori della libera circolazione del traffico veicolare privato, il dibattito adesso è rivolto sulle infrastrutture. Arredo urbano, razionalizzazione dei parcheggi, severa e rigorosa organizzazione degli orari e tanto altro ma tutto nell’ambito di una efficiente pedonalizzazione dei centri storici.

Va certamente recuperato il centro storico, dove insistono diverse attività commerciali, che versa in condizioni di degrado. La pulizia deve essere un dato puntuale e costante, la pubblica illuminazione vetusta e fatiscente deve fare posto ad un’altra illuminazione a risparmio energetico e con significativo impatto arredante e si deve eliminare quell’inutile zona 30 che non ha fatto altro che incrementare l’afflusso delle auto al centro e vanno previsti i pass residenti. Formule conosciute che devono solo essere messe in atto senza ulteriori tentennamenti e fiumi di parole e di sigle. Invece siamo stati sommersi da ragionamenti cervellotici su PUM, PUT, PGTU e altre siglie che non hanno fatto altro che ingessare il dibattito lasciandoci sospesi in quella perenne zona dell’indecisione.

Siamo di fronte ad una scelta che deve avere come obbiettivo quello di modificare radicalmente l’abito culturale della nostra città. Non è più praticabile la teoria che con l’acquisto veloce gli affari migliorano perchè questa modalità è certamente superata da tutte le tendenze ed è solamente un retaggio culturale che ha prodotto solo caos e inciviltà diffusa. L’impatto del pm10, è noto, colpisce la salute pubblica, non produce alcuna fascinazione per i visitatori e pone la nostra città come il fanalino di coda per provvedimenti inerenti la vivibilità e la mobilità.

Dopo quasi due anni di amministrazione Alì non abbiamo visto un solo provvedimento inerente la vivibilità e la mobilità che abbia saputo dare respiro al centro storico né che lo abbia in qualche modo valorizzato o che abbia prodotto incremento importante di business per le piccole imprese e per gli esercenti.

La crisi da decenni morde forte e con il disastro economico causato dalla pandemia è diventata ancora più cruenta ma, adesso, è arrivato il momento di porre sul terreno delle scelte un cambiamento culturale ed è anche il momento in cui si incominciano a pensare come “portatori di interesse” anche e soprattutto i cittadini che da troppo tempo sperano e tentano di vivere in una città che sappia stare al passo con i tempi ma che, invece, che continua a mettere in campo proposte e piani di azioni che sono antiquati e prive di ogni logica.

(mAd)