Covid, ad Acireale presto tamponi rapidi e servizio riservato per le scuole

ACIREALE – Subito i numeri. 31 sono i soggetti positivi, 2 guariti, 3 nuovi casi e 103 sono in isolamento fiduciario.

Dalle nostre fonti sappiamo che presto l‘ospedale S. Mara e S, Venera di Acireale potrebbe essere trasformato in “ospedale covid” e questa eventuale decisione porterebbe certamente alcune difficoltà per i ricoveri, diciamo così, ordinari e comunque non riferibili al virus.

Adiacente allo stadio “Tupparello” presto dovrebbe essere istituito un punto per eseguire tamponi rapidi ai cittadini che intendono sottoporsi al test, anche per la popolazione scolastica si sta attivando la procedura per effettuare celermente i test. Una squadra in auto dietro richiesta dei Dirigenti scolastici si occuperà di eseguire tamponi rapidi agli studenti e agli insegnanti.

Rimane ancora oggi insoluta la questione relativa al trasporto pubblico. Appare evidente che le attenzioni che la scuola ripone ed esige dagli studenti e dai lavoratori potrebbero essere vanificati dal momento in cui durante lo spostamento casa/scuola con i mezzi pubblici non vi siano le condizioni per il rispetto delle distanze e delle norme per il contenimento del virus.

L’onda autunnale trova gli operatori sanitari certamente più preparati rispetto ai mesi di marzo e aprile ma si poteva e doveva evitare di trasfromare ancora una volta l’ospedale acese che, ricordiamo, serve un’utenza assai ampia considerando i paesi limitrofi e la stessa Giarre, in ospedale covid, speriamo si faccia ancora in tempo ad evitare questa possibilità.

I tamponi rapidi in zona Tupparello dovrebbero essere a disposizione dei cittadini tra qualche settimana e le auto che su chiamata dei presidi effettuano i tamponi sono assai importanti per evitare che la trasmissione del virus trovi a scuola una strada veloce per la creazione di possibili focolai.Il virus continua a correre ma le cure a casa, come affermato dal responsabile per l’emergenza coronavirus dell’ASP di Catania, Pino Liberti ai nostri microfoni, sono il 90% e solo la restante parte viene ricoverata all’ospedale. Un dato importante che ci fa sperare che le strutture ospedaliere possano, questa volta, gestire l’emergenza senza andare in crisi.

(mAd) #fancity – ph. repertorio