Crisi amministrativa, Alì manda la palla nel campo dell’opposizione.

ACIREALE – Si è consumata un altro atto dell’ennesima crisi politica con l’esposizione del sindaco di Acireale Stefano Alì in consiglio comunale di una lista di progettualità intraprese ed altre da portare a compimento. Ma prima di sciorinare il percorso amministrativo ha detto all’aula “non mi dimetto, sfiduciatemi” ed è su questa affermazione che bisogna fare i conti politici.

Era ormai abbastanza evidente che il sindaco non si sarebbe dimesso, “le dimissioni si danno non si annunciano” ed era altrettanto evidente il messaggio che il primo cittadino voleva, sin dal primo momento della crisi, veicolare ai componenti dell’opposizione. Adesso, in ogni caso, è tutto più chiaro e se i consiglieri comunali di opposizione, che sono diventati maggioranza tra i banchi dell’aula consiliare, prendono coscienza del ruolo, allora non devono fare altro che presentare, già sin dalla prossima seduta di consiglio comunale, una mozione di sfiducia e compiere così l’atto per cui sono stati eletti. Ed è questo il punto.

Il sindaco Alì in consiglio comunale legge la sua relazione sulla crisi

Chi si trova ai banchi dell’opposizione non deve fare altro che (tranne in casi eccezionalissimi) proporre uno scenario alternativo da quello amministrativo. Chi si è presentato a sostegno di un candidato sindaco diverso da Alì lo ha fatto per una differente appartenenza politica e certamente perché convinto che il miglior progetto di governo non era quello di Alì ma del loro candidato.Ecco perché sono abbastanza discutibili le affermazioni del consigliere comunale Alessandro Coco quando in aula afferma “io non sono né al governo, né con l’amministrazione, io sono stato eletto per contribuire a fare il bene della città”. Certamente vero ma anche demagogico dal momento in cui la visione del suo candidato sindaco Di Re era altro e distinta rispetto a quello di Alì. Il consigliere A. Coco con la sua posizione di fatto sottrae quote di credibilità all’espressione del voto popolare.In ogni caso abbiamo sentito una significativa autodifesa del sindaco Alì e non siamo certi di aver capito se stava sostenendo le ragioni politiche o quelle della sua persona.

Troppo “io” ha invaso l’aula durante lo speech di Alì ed ha fatto bene la consigliera comunale Angela Fichera che lo ha sottolineato.Adesso, però, con l’amministrazione che non ha più la maggioranza in consiglio comunale, si possono aprire solo due scenari. O l’opposizione presenta e vota compatta una mozione di sfiducia al sindaco o a turno stampelleranno il primo cittadino e la sua giunta per tirare a campare ancora qualche anno, il tempo utile per prepararsi alle prossime elezioni.

(mAd)