Crisi Regione Sicilia. Botta e risposta Raciti/Crocetta

fausto-raciti-gazaOramai da tempo il PD chiede di rimuovere gli assessori “tecnici” per far posto ai politici. Crocetta non cede e sullo sfondo entra in ballo la politica nazionale con la crescita dei renziani. Dichiarazioni da ultimatum hanno segnato l’azione politica di queste ultime ore.

On. Fausto Raciti “Questo è in realtà il governo degli eterni rimpasti. Vorrei ricordare che quello che succede oggi alla Sgarlata è già successo a Marino: non c’è una discussione politica a viso aperto, nella quale è possibile riconoscersi: si tira il fango in faccia, si compilano i dossier, si umilia l’interlocutore. E ciò dà la cifra esatta della qualità scadente del Crocetta-bis. Un governo che si è eroso in violentissime lotte intestine che hanno messo a nudo l’evidente incapacità di governare la Sicilia”.

Non tarda ad arrivare la risposta del presidente Rosario Crocetta al segretario regionale del PD Raciti. Crocetta “E chi è Raciti?”

Un botta e risposta che solo un altro episodio che vede l’on. Raciti e il presidente Crocetta ai ferri corti. Il segretario regionale del PD accusa il presidente di aver fallito nella sua azione di governo e che “in questi mesi il governatore ha proseguito con la sua opera di frammentazione e ha persino pensato di rilanciare pateticamente questa esperienza con la rinascita del Megafono”.

Davanti alle dichiarazioni infuocate dell’on Raciti il presidente Crocetta insiste affermando: “Spero che il Pd sappia ritrovare l’unità, per essere un elemento fonte di stabilità e di governo della Sicilia in una situazione drammatica”. Ed ancora riferisce all’Ansa “Un Crocetta ter? La questione non è questa il tema è riuscire a trovare un dialogo che consenta di portare avanti le riforme all’Assemblea regionale siciliana. Io penso a governare, se l’obiettivo di qualcuno è andare alle elezioni, pazienza. Io che ci posso fare”.

E la guerra delle dichiarazioni non finisce ancora e l’on. Fausto Raciti afferma senza giri di parola “E’ finito il crocettismo, come schema politico, è finita l’idea che dal governo si organizza il consenso, che dal governo si tratta coi singoli parlamentari per guidare la Regione”.