DA QUESTA PARTE DEL MARE di Gianmaria Testa (recensione di Daniela Torrisi)

recensioneGianmaria Testa, cantautore sopraffino, a dieci anni dall’uscita del disco “Da questa parte del mare”, (che ha ricevuto la Targa Tenco nel 2007) si cimenta in un libro dallo stesso titolo descrivendo il fenomeno delle migrazioni contemporanee.

E così prendono vita Babasunde, Tinochika detto Tino, Rrock Jaka; ogni personaggio una storia diversa, fatta di speranze, illusioni, disperazione, di partenze e arrivi… ma non su un aereo dalle comode poltrone. Un libro che è un piccolo gioiello, così come sono le sue canzoni.

Tra le pagine cercavo la poesia che già conoscevo nei suoi testi, la raffinatezza che lo rendevano uno “dei pochi” in un mondo urlato. Gianmaria Testa, sei andato via a Marzo, ma ci hai lasciato queste 97 pagine di splendore. Prefazione di Erri De Luca. “… i naufragi sono quotidiani, il conto delle vittime enorme quanto approssimativo.

Qualche pescatore di Sicilia dice aver tirato su cadaveri disfatti nelle reti e di averli ributtati in mare per non avere grane. Non c’è una voce che possa raccontare tutto questo, forse soltanto quella dei sopravvissuti o di certi poeti, o forse, più semplicemente, le parole sono inutili perché il Mediterraneo è diventato una tomba d’acqua, un posto dove nascondere l’umanità alla deriva…”

(Daniela Torrisi)