Decidere? Un affare complicato per l’amministrazione acese

ACIREALE – Troppe sperimentazioni, poche prese di posizione, zero decisioni. Ad oggi possiamo affermare che in tema di mobilità e di vivibilità l’amministrazione comunale si sta dimostrando assai “ballerina”. Comprendiamo che sono temi centrali per la vita della comunità ma è necessario, diremmo urgente, riuscire a determinare un percorso da intraprendere e portarlo avanti senza cedimenti.

Abbiamo letto numerose ordinanze, tutte ovviamente sperimentali, in tema di ztl, abbiamo sentito sciorinare sigle a dozzine dal pum al put, il pgtu e altre sigle che fanno venire il mal di testa, abbiamo visto cittadini attenti alla vivibilità chiedere in piazza Duomo spazi senza autovetture. Abbiamo ascoltato le parole dell’assessore Carmelo Grasso quando ha affermato che la chiusura di piazza Duomo al traffico veicolare è una delle prerogative dell’amministrazione comunale. Poi abbiamo letto il sindaco Alì riaffermare la necessità, come da programma, di modulare la chiusura di piazza Duomo a seconda delle stagioni, dei giorni della settimana e degli orari. Ed ancora la famosa determina dove si leggeva che dal 7 dicembre al 6 gennaio piazza Duomo sarebbe stata chiusa h 24 al traffico veicolare e il centro storico dalle ore 16.00. Ma non è andata così. Primo stop alla determina causa il protrarsi dei lavori in via Galatea, secondo stop per i pericoli della palma che poteva venire giù in piazza L. Vigo ed infine, per non farci mancare nulla, la protesta degli esercenti del centro storico che hanno spento le luci delle vetrine perchè contrari alla modulazione degli orari della ztl durante le festività natalizie.

Un resoconto da brividi, una vicenda che non porta da nessuna parte e che azzera anni di dibattito intorno a questo tema. Ovviamente gli step dell’assessore al ramo sono tutti da verificare considerato che non è mai stato indicato un cronoprogramma e considerato che ritornando indietro nelle posizioni assunte possiamo anche legittimamente immaginare che ogni decisione amministrativa possa sempre essere rimessa in discussione e smentita da un’altra determinazione di segno opposto alla precedente. Niente è certo.

Questo modo di amministrare produce confusione, fa intendere che chi tira la corda più forte e chi alza la voce determina i destini della comunità. Ed è ovvio che alla fine saranno più numerosi gli scontenti che quelli che potranno affermare che l’amministrazione Alì presenta chiarezza di idee e di progettualità.

Oggi i nodi sono arrivati al pettine e senza iniziare un “percorso di recupero della bellezza” non si va da nessuna parte. Il centro storico deve essere ripensato e rimesso in sesto. Basta illuminazione vetusta, basta fili penzolanti, basta muri scrostati, basta strisce sulle basole laviche, basta assenza di decoro e di arredo urbano. Il bus navetta e i parcheggi di scambio non dovrebbero essere un regalo valido da Natale a S. Stefano ma l’inizio di una procedura di educazione civica e ambientale.

L’amministrazione con le sue debolezze sta creando dibattiti in città che non sono altro che il risultato della confusione e dell’incapacità decisionale.

(mAd)