Depuratore dallo stallo del 2012 al progetto esecutivo. Ci voleva il commissario straordinario a sbloccare la situazione.

ACIREALE – Si sblocca la questione relativa alla depurazione delle acque reflue. Nel 2012 il CIPE stanziò 600 milioni di euro per la costruzione del depuratore, ma sia l’amministrazione Garozzo che quella di Barbagallo non furono in grado di individuare l’area dove sarebbe dovuto sorgere l’impianto. Qualche anno fa venne avanzata anche la proposta di realizzazione due depuratori posti in luoghi diversi l’uno dall’altro, ipotesi non più in campo considerato che il progetto sarà quello di costruirne solo uno da posizionare a nord di Capomulini in via San Girolamo. La località dove sorgerà il depuratore si trova quindi a circa novecento metri dalla riserva della Timpa e ad ottocento metri dall’area marina protetta dei Ciclopi.

L’appalto per la progettazione dell’opera, che dovrebbe concludersi in cinque mesi, è stato aggiudicato grazie al lavoro prima del commissario straordinario per la depurazione Enrico Rolle e del successore Maurizio Giugni.  

Il sindaco di Acireale Alì ha dichiarato: “Da anni le Amministrazioni che si sono succedute hanno avuto a disposizione i fondi necessari ma tutte si sono guardate bene all’affrontare in maniera concreta la questione, immaginando il depuratore come un problema piuttosto che una risorsa. E’ prevalso, purtroppo, un principio egoistico che, all’insegna del “fatelo altrove”, ha determinato un’impasse con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti, in termini di violenza usata all’ambiente, al mare in particolare. Nel nostro comprensorio la classe politica ha mostrato un’inusitata incapacità già per localizzare l’area su cui, poi, dovrà sorgere l’impianto che, ricordo a me stesso, è finanziato dalla Comunità europea, quella stessa Istituzione che non ci ha risparmiato sanzioni per via dell’inerzia mostrata”.

(red)