“DONNE IN CAMMINO VERSO LA LIBERTÀ”, IL 25 NOVEMBRE DI LAURA GALVAGNO.

Donne uccise da uomini, perché sono donne.
Questo è il femminicidio.
Senza troppo girarci intorno.
È un retaggio culturale, è possesso, è autorità, è prevaricazione.
Inutile cercare altre motivazioni, scavare nella vita delle vittime per trovare una motivazione che possa giustificare un tale vile atto, come ormai troppo spesso accade.
È ormai un massacro, a vedere i numeri.
Se ne contano migliaia nel mondo. Numeri da genocidio.

Secondo Eures “il principale movente dei femminicidi familiari risulta quello della gelosia e del possesso (impropriamente definito passionale), riscontrato nel 32,8% dei casi; seguono, con ampi scarti, le liti e i dissapori (16%) e il disagio della vittima (15,1%)”. Le armi usate sono quelle da fuoco, molto spesso legalmente detenute, e quelle da taglio.
In costante crescita anche il reato per stalking.

Una strage di donne che lo scorso lockdown ha contribuito a fare aumentare il numero delle vittime.
Le limitazioni hanno infatti costretto alla convivenza forzata anche molte donne con rapporti difficili in famiglia e le donne in via di separazione spesso da mariti e compagni violenti.

Una strage annunciata da molti segnali e da alcune prime indagini di polizia.
A certificarlo è, infatti, il Dossier Viminale presentato a Milano in occasione dell’ormai tradizionale riunione di Ferragosto del “Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica” presieduto dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.
I dati del dossier vanno letti attentamente. Innanzitutto occorre metterli in ordine, riportando le cifre e le percentuali ai numeri reali :

Negli 87 giorni di lockdown per l’emergenza coronavirus (9 marzo – 3 giugno 2020) sono stati 58 gli omicidi in ambito familiare-affettivo: ne sono state vittime 44 donne (il 75,9%) e in 14 casi gli uomini. Ciò significa che, durante il lockdown, ogni due giorni una donna è stata uccisa in famiglia.

Non solo: nei 279 giorni “normali” (cioè non di lockdown) gli omicidi di donne in ambito familiare-affettivo sono stati 60 (su un totale di 104 omicidi familiari-affettivi), cioè mediamente su base annua uno ogni sei giorni. Il lockdown, quindi, ha di fatto triplicato gli omicidi di donne.

Sono dati impressionanti sui quali ci si aspetterebbe un approfondimento dal Viminale dal quale, invece, non ho rintracciato alcun commento. Anzi, stando alle agenzie di stampa, l’elemento che il ministero degli Interni avrebbe inteso evidenziare sarebbe stato il “calo dei delitti” rispetto all’anno precedente attribuibile proprio al lockdown per “l’effetto Covid”. ( Fonte “Osservatorio diritti”. )

Si avvicina il 25 novembre, giornata dedicata alle vittime di femminicidio. Giornata in cui tante manifestazioni si susseguono per sensibilizzare sull’argomento, eventi, tavoli tecnici, progetti nelle scuole e testimonianze si susseguono per approfondire questo disagio sociale che non sembra registrare battute d’arresto, cercando di formare ed educare all’amore e al rispetto le nuove generazioni.
Ricordiamo che nel solo mese di novembre, ancora in corso, sono state assassinate ben quattro donne nell’arco di pochi giorni.
Pensiamo che queste donne erano madri. Erano figlie. Erano sorelle. Erano amiche. Lasciano un vuoto incolmabile, lasciano figli orfani dai genitori ( quando la furia omicida li ha risparmiati… ), gettando nello sconforto e in un dolore indicibile le loro famiglie.

È vero, lo ripetiamo spesso, non basta un solo giorno per ricordare le vittime e per alzare la voce contro ogni forma di violenza. Non basta ma serve, qualsiasi piccolo gesto non sarà mai vano.
E così, anche quest’anno che le restrizioni anti Covid non permetteranno di svolgere alcuna attività e iniziativa, si cerca di rimediare con gli ormai noti eventi online.

Come la nostra cara amica Laura Galvagno, una donna con una straordinaria grinta impegnata attivamente nel sociale, un vulcano di idee e risorse che non si è lasciata intimorire e ha deciso di realizzare comunque un evento che parlasse delle Donne.
Coinvolgendo quante più persone, tra immagini, musica, poesie e video, il 25 novembre Laura ci terrà incollate ai nostri schermi, condividendo emozioni e riflessioni :
“Donne in cammino verso la libertà… Camminiamo due volte, una volta per noi e l’altra per tutte le Donne che non sono riuscite a sopravvivere a maltrattamenti e prevaricazioni. Abbiamo fatto sentire la nostra voce e il grido di dolore di tante mamme tramite panchine rosse, scialli e coperte, abbiamo steso lenzuoli sui balconi con la scritta: “Basta violenza sulle Donne”, abbiamo recitato monologhi e cantato poesie, abbiamo fatto cortei e tavole rotonde per educare al rispetto e arrestare le mani omicida degli aguzzini, dell’ignoranza, della cattiveria e di una cultura patriarcale ma, nonostante tutto, rimane ancora tanta strada da fare e quindi anche quest’anno, manifesteremo da casa con i mezzi di cui disponiamo per far sentire il nostro dissenso.
Data la situazione attuale il #25novembre sarà difficile manifestare in piazza quindi mi è sembrato quasi doveroso dare un significativo supporto e continuità a ciò che realizzato negli anni precedenti. Invito tutt* a scrivere un verso, una poesia, una prosa, una breve riflessione, un brano musicale, una foto, per ricordare che la brutalità va combattuta con l’educazione ed il rispetto. Inoltre facciamo in modo che il #25novembre possa essere condiviso con coloro che vivono nel dolore per l’assassinio di una donna a loro cara. Vi invito su questa mail (laura.galvagno62 @gmail.com) per condividere. Pubblicheremo su “Poesia & Musica”📖🎶ogni manifestazione di dissenso.” ( Laura Galvagno )

Ricordiamo a tutte le donne in difficoltà che esiste un numero telefonico, un progetto a sostegno delle donne vittime di violenza che offre un servizio di call center, multilingue e attivo h 24 per 365 giorni l’anno :

1522

Gli operatori forniscono alle vittime, assicurando loro l’anonimato, un sostegno psicologico e giuridico, nonchè l’indicazione di strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui rivolgersi.

Inoltre, Laura Galvagno, attraverso diverse associazioni e sportelli d’ascolto attivi sul nostro territorio, offre la propria disponibilità e il proprio supporto ed esporta chiunque avesse bisogno di aiuto o si trovasse in una situazione di pericolo, a contattarla.

Infine, è dovere di tutti coloro che vengano a conoscenza di abusi e violenze quello di denunciare e contribuire a mettere in sicurezza qualsiasi persona possa essere vittima di violenza fino a rischiare addirittura la propria vita.

#nonunadimeno
#stopfemminicidio

Laura Magliocco