Due giorni per ricordare (e conoscere) l’acese Umberto Barbaro

Intendo l’arte come profonDamente connessa alla vita steSsa e questo mi fa propugnare e sostenere una PRODUZIONE IMPEGNATIVA, problematica e conteNutistica”

(U.barBaro)

Quanti acesi hanno mai sentito parlare di Umberto Barbaro? Pochissimi! Io per prima, che un po’ appassionata di cinema lo sono, sconoscevo, prima di sabato scorso, questa professore, scrittore, giornalista e regista nato ad Acireale, nonché, probabilmente, primo teorico di quel movimento (anche) cinematografico che si svilupperà, più o meno dal dopoguerra in poi, conosciuto con il nome di “Neorealismo”.

Così, la Fondazione Bellini di Acireale (ente nato nel 2014, con il preciso intento di recuperare l’omonima struttura teatrale), presieduta dal dottor Rosario Faraci, ha deciso di organizzare una lodevole iniziativa di due giorni (sabato 14 e domenica 15 settembre) per far conoscere questa interessante figura di intellettuale a tutto tondo, proprio nel sessantesimo anniversario della sua morte.

Sabato, dalle 18, presso la Sala C. Cosentini, dell’Accademia Zalantea si è svolto un incontro di carattere teorico- accademico sulla figura di Umberto Barbaro. Tra i relatori, anche la dottoressa Currò, conservatrice del CSC (Centro Sperimentale di Cinematografia) Cineteca Nazionale di Roma, Nino Genovese (critico e storico cinematografico), lo scrittore acese Mario Grasso e Marco Asunis (presidente nazionale Federazione Italiana Circoli del Cinema). Presenti in sala i figli Maria e Giuzzo Barbaro.

Da quel lungo incontro, a tratti un po’ noioso e ripetitivo (non me ne vogliano gli organizzatori), viene a delinearsi l’interessante figura di Umberto Barbaro, il quale, prima di occuparsi di cinema, si era occupato di letteratura, fondando il movimento imaginista, che fu una corrente d’avanguardia in ambito futurista. Scrisse egli stesso dei racconti ed un romanzo “Luce fredda”. È stato anche un appassionato di letteratura tedesca e russa e un conoscitore (da autodidatta) di queste lingue, tanto da tradurre, opere di Von Kleist e Bulgakov. Intanto, nel 1935, è tra i fondatori del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, assieme all’allora amico Chiarini, dove fu anche insegnante. Successivamente verrà allontanato per le sue idee comuniste- marxiste, avendo comunque scritto un ampio, ma non precisato, numero di saggi sul cinema, con una particolare predilezione verso il cinema sovietico ( Pudovkin e Ejzenštein, solo per citare alcuni dei più illustri registi a cui dedicò dei saggi). Fu autore di due cortometraggi dedicati a due artisti italiani (Carpaccio e Caravaggio) e di un lungometraggio “L’ultima nemica” del 1938, a cui si è potuti assistere domenica 15 settembre, presso l’arena Eden Di Acireale, assieme alla lettura di alcuni suoi scritti.

Tuttavia, pare proprio che Umberto Barbaro sia stato un precursore del neorealismo cinematografico e molto probabilmente il primo teorico dello stesso, oltre che, forse, l’inventore del termine “neorealismo”. “Arte come profondamente connessa alla vita stessa”, appunto, la definiva Barbaro.

Una figura, dunque, veramente interessante e a cui la città doveva assolutamente spalancare le sue porte, oltre che favorirne la conoscenza. Da ciò, l’esigenza di istituire un premio cinematografico in suo onore, proprio ad Acireale.

Niente di più azzeccato!

(Valeria Musmeci)