Elezioni Europee – Anche ad Acireale il PCI raccoglie le firme. Privitera: “In Europa serve un partito comunista forte”.

ACIREALE – In tutta Italia, in vista delle elezioni Europee 2019, il PCI sta raccogliendo firme per potersi presentare alle elezioni. Durante gli incontri che si sono tenuti in varie città italiane, a Firenze Fosco Giannini (responsabile esteri del P.C.I.) nel suo intervento non ha risparmiato critiche all’UE ed ha affermato che “con la ricerca della competitività attraverso la svalutazione del lavoro, l’autonomia della Bce nei confronti dei governi, il trasferimento di funzioni a organismi non democratici, in contrasto con la nostra Costituzione, viene coronato un processo pluridecennale di recupero del potere da parte delle classi dominanti. Ma nel contempo sono stati aperti spazi al populismo di destra e xenofobo. Perciò questa Europa è irriformabile e occorre una chiara linea di rottura con l’Ue e un piano B”.

Ad Acireale, in piazza Garibaldi nel banchetto per la raccolta firme abbiamo sentito Giuseppe Privitera. Afferma Privitera: “Anche nella nostra città stiamo invitando i concittadini a firmare per presentare la lista del P.C.I. alle prossime elezioni europee. Non abbiamo rappresentanti al Parlamento Europeo e quindi ci siamo messi in moto per raccogliere le firme necessarie. Vanno raccolte 30 mila firme per la circoscrizione Sicilia/Sardegna”.

Chiediamo a Privitera come sta rispondendo Acireale. “I cittadini stanno rispondendo benino, bisogna ancora fare tanto”. Ed allora ci chiediamo quanto “bisogno” di comunismo c’è nella società italiana del terzo millennio. Giuseppe Privitera afferma “C’è sempre bisogno di comunismo e mai come oggi. Molti dei danni che si stanno compiendo di questi nuovi soggetti politici non ci sarebbero stati con un partito comunista forte”.

Nei decenni trascorsi possiamo, però, affermare che la sinistra comunista italiana ed europea non è stata in grado di intercettare e dare risposte risposte ai bisogni degli ultimi e delle fasce deboli della società. E, come se non bastasse, i partiti comunisti hanno continuato a frazionarsi riducendo sensibilmente la loro possibilità di raccogliere il consenso. Giuseppe Privitera risponde affermando che “bisogna andare indietro nel tempo ovvero quando si è deciso di rompere il fronte della sinistra italiana. Chi, in questi anni, ha voluto arbitrariamente rappresentare la sinistra non è stato in grado di dare risposte adeguate alle richieste dei lavoratori e delle classi deboli, adesso il prezzo di queste scelte scellerate si paga a caro prezzo. Noi del P.C.I. abiamo fatto di tutto per cercare di tenere le aggregazioni unite sotto la stessa sigla. Ultimamente con Potere al Popolo avevamo trovato gli accordi sulla linea da tenere ma poi Potere al Popolo ha preferito affiancarsi al cartello di De Magistris, ma, subito dopo, sono stati “mollati” dal sindaco di Napoli e sono rimasti fuori. Noi del P.C.I. abbiamo tenuto incontri con tutti proponendo di realizzare una lista unitaria ma non ci siamo riusciti”.

Auguriamo al P.C.I. di raccogliere le firme necessarie per concorrere alle prossime elezioni europee e, come capita sempre, a sinistra il gioco principale rimane quello di dividersi in mille rivoli e frazionarsi in tante aggregazioni; con gli stessi ideali ma con nessuna capacità di stare insieme.

(mAd)