Garante per la disabilità. Nello Pomona “Guardo negli occhi mia figlia e penso che non interessa a nessuno”.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Proprio stamattina parlavo di quanto recentemente emerso al consiglio comunale a proposito del Garante per la disabilità con un altro genitore e commentavo con lui la durezza di un anno senza nessun garante dei diritti per i nostri figli.

Il dott. Riccardo Castro, dicevo, che ha partecipato all’avviso per l’acquisizione delle candidature, così come gli altri, è una persona che, sono certo, garantirebbe i nostri ragazzi in maniera indipendente e sarebbe certo una gran bella nomina. Mi si faceva osservare tuttavia che ai tempi dell’amministrazione Barbagallo, criticai la nomina del garante perché fatta ad una persona che era stata candidata nelle liste elettorali della sua coalizione.

E’ vero, non posso negarlo. Criticai il metodo. Non le persone. Se fosse toccato a me scegliere, dissi, avrei scelto lontano dalla politica e possibilmente lontano dalla mia visione delle cose. Non mancano certo persone perbene tra chi non la pensa come me. Avrei fatto questo, sottolineai a suo tempo, anche per lasciare un segnale educativo. La nomina del Garante non può essere un incarico di sottogoverno. Lo riconfermo. Se fosse toccato a me, dico oggi da genitore, avrei fatto anche una scelta partecipata del metodo. Poiché restando fermi gli adempimenti di legge, ci si può provare a ”sentire” il proprio territorio anche in momenti diversi da quelli elettorali, dove convocare le persone è una prassi consolidata, ma che diventa stantìa e persino ridicola quando ad essa non si dà alcun seguito. Ma tant’è! Difficilmente si può giustificare il ritardo di un anno.

Guardo negli occhi mia figlia e penso che non interessa un bel niente a nessuno. Niente garante, niente progetti inclusivi, niente partecipazione, poca programmazione, niente di niente. Inclusione declamata a gran voce, ma mai praticata concretamente. Non ci sono alibi per chi nega il garante da un anno ai meravigliosi occhi di mia figlia e dei tanti altri ragazzi che attendono.

(Nello Pomona)