Gazzena – Equilibrio tra Fruizione e Protezione

Si è svolto sabato, nella cornice della fortezza del “Tocco” un incontro organizzato da Legambiente Acireale, per la presentazione della tesi di laurea dell’arch. Emanuela Franceschino sulle modalità di fruizione dell’area Gazzena all’estremità sud della riserva della Timpa di Acireale.

Un pubblico interessato, tra cui il Sindaco di Acireale e la Presidentessa del Consiglio Comunale, hanno ascoltato la relatrice che illustrava con l’ausilio di immagini, il suo recente lavoro sulla villa Calanna e sulle enormi potenzialità inespresse dell’area Gazzena, un tempo florido avamposto agricolo e centro produttivo dell’area a sud di Acireale insieme al vicino complesso di trasformazione dell’area dei Mulini, ed oggi relitto di archeologia agraria contesa tra la speculazione edilizia avanzante e la presunta tutela prevista dalla riserva orientata.

L’arch. Franceschino, ha guidato il pubblico attraverso le possibili strategie di valorizzazione dell’immobile, da destinare a centro visite della riserva ed in parte a laboratori di botanica e scienze naturali, mediante la ricostruzione con elementi di bioedilizia delle parti mancanti dell’imponente edificio di villa Calanna, oggi semidistrutto ed adibito ad ovile.

Negli ultimi anni gli studi e le proposte sulla timpa sono stati numerosi, frutto dell’interesse che l’area esprime da secoli verso i pochi acesi che hanno avuto la possibilità e l’opportunità di frequentare quei luoghi, sempre più inaccessibili e sempre più distanti dal resto del tessuto urbano di Acireale, la cui cesura, iniziata con l’abbandono delle coltivazioni e la costruzione della statale, non ha mai smesso di separare la città dal Mare, ribaltando una vocazione naturale testimoniata da innumerevoli tracce storiche e topografiche.

Sotto, alcuni dei lavori apparsi negli ultimi anni, tra cui spicca quello dell’arch. Maria Maccarrone che puntava ad una fruizione lineare lungo la quota 100, un antico percorso in parte ancora esistente, che interseca le numerose discese attraverso le quali, nei secoli gli acesi univano il mare e la città.

http://www.accademiadeglizelanti.it/2005/maccarone.pdf

Alcuni di questi lavori accademici e universitari, sono stati poi tradotti in opere pubbliche, una per tutti la tesi dell’Arch. Carlo Greco sulla Aci Greenway, i cui lavori sono attualmente in corso e di cui ci siamo occupati spesso.

Graziano Camelia – Jaci di Timpa
Salvatore Pappalardo -Un’architettura nel paesaggio tra la città e la Timpa

L’interesse dell’area Gazzena e della Timpa in genere, è sempre più vivo tra i giovani studiosi ed appassionati di ambiente, un interesse inversamente proporzionale a quello che la politica in genere ha manifestato per la riserva acese, limitandosi a “gettare” una serie di vincoli ambientali in un territorio suburbano, posti più per ostacolare le speculazioni edilizie degli avversari politici che per una convinta scelta di protezione e sviluppo sostenibile del territorio.

Una Riserva nata da un emendamento che, in una stagione di grandi conflitti politici e d’immensa voracità di territorio, inserisce la Timpa tra le riserve da istituire in un lontano 18 aprile del 1981 ed a pochi giorni dalle elezioni regionali, si bloccava così l’immenso affare, che il cavaliere Graci contava di ricavare dall’edificazione sulla Gazzena.

Da allora la politica acese, ha provato con poco interesse a completare quel progetto di protezione e sviluppo, mancando per oltre vent’anni la redazione di un piano di gestione delle aree B, che costituisce la premessa di qualunque idea di tutela e fruizione.

Difficile comprendere che un obbligo di legge da adempiere i 6 mesi, slitti di vent’anni eppure, dietro la mancata redazione del piano di gestione si cela l’ipocrisia con cui la politica acese in genere, ha voluto intenzionalmente evitare che la Timpa ed in particolare la Gazzena diventassero una vera e propria riserva naturale.

Il mancato acquisto dell’area da parte della Regione nel 2007, in un susseguirsi di tentennamenti e colpi di scena (rivisti con la telenovela del riacquisto delle Terme nel 2019), l’assenza di strategie di fruizione e la “tolleranza” con cui l’ente gestore esercita la tutela del territorio, proseguono anche oggi inesorabilmente.

La precedente amministrazione aveva attivato una commissione tecnico-scientifica per la redazione del piano di gestione, commissione poi interrotta per le vicende giudiziarie che hanno impedito il completamento della sindacatura e mai più ripresa dall’attuale amministrazione, che per voce del Sindaco presente ieri, comunica che il nuovo “progettista” del piano regolatore di Acireale ha incontrato il presidente della commissione nominata da Barbagallo, per riprendere l’iter di redazione del piano di gestione.

Purtroppo avendo una particolare sensibilità per l’uso delle parole, sentire che il responsabile scientifico della convenzione tra l’università di Catania ed il comune, per la revisione del piano regolatore generale, sia definito il “progettista del piano”, mi fa capire che non andremo molto oltre gli interessanti studi universitari che con cadenza quinquennale ci vengono sottoposti per uno sviluppo sostenibile della Timpa che tarda ad arrivare .

Fabio D’Agata