“I cento passi di Peppino Impastato”

Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi Peppino Impastato, uno dei simboli più importanti della lotta alla mafia.
Peppino fu un trascinatore, decise di combattere la mafia armato solo del suo coraggio e della parola, attraverso la quale sbeffeggiava gli esponenti delle famiglie mafiose, in una Cinisi omertosa che faceva finta di non vedere ciò che accadeva attorno a se.
Figlio anch’esso di mafiosi, ruppe i rapporti con la famiglia ribellandosi ad essa e continuando a portare avanti i suoi ideali di giustizia e legalità, alle lotte contadine, al giornalino “L’i dea Socialista” , fino alla fondazione di “Radio Aut” con la conduzione del programma “Onda pazza a Mafiopoli”, in cui , appunto prendeva in giro e denunciava gli affari del boss Tano Badalamenti, che abitava proprio a “cento passi” dalla casa di Impastato.

Oggi la città di Acireale lo ha ricordato nel 41esimo anniversario del suo assassinio, e lo ha ricordato anche attraverso una sua poesia, interpretata dall’attore Angelo D’Agosta, che così recita :

Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calca
c’è aria di festa.

In realtà, oggi ad Acireale, la piazza era vuota.
In pochi, pochissimi, si sono uniti alla manifestazione organizzata insieme all’amministrazione dall’associazione antiracket “Libera Impresa”.
Grandi assenti le scuole, che per motivi organizzativi legati alla normale attività didattica, pare, non abbiano potuto prendere parte al ricordo di Impastato.
Eppure così scriveva, il giovane ribelle :

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.
È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

E chi se non la scuola, dovrebbe assumersi la responsabilità di insegnare, di sensibilizzare, di educare le nuove generazioni al rispetto e alla legalità, attraverso la memoria e la conoscenza di coloro i quali hanno addirittura sacrificato la propria vita contro il potere e l’ingerenza della mafia?

Dice bene il Presidente di “Libera Impresa associazione antiracket”, Rosario Cunsolo : ” I docenti hanno il compito di stimolare gli studenti riguardo la tematica. La scuola, le amministrazioni e altri organi dello Stato dovrebbero ognuno diventare parte di un’orchestra in cui nessuno stoni.
Per noi è importante ricordare Peppino Impastato che si ribellò alla cultura mafiosa, all’accomodamento, alle raccomandazioni, rompendo di fatto un muro e spingendo molti a fuggire l’atteggiamento omertoso di cui la mafia si nutre”.

E proprio il giovane Danilo Nicolosi, segretario della consulta giovanile acese, si dice “deluso per la scarsa partecipazione, soprattutto da parte dei giovani, ai quali credo la manifestazione fosse maggiormente rivolta poiché rappresentiamo il futuro della nostra comunità. Questo mi fa riflettere, con un po’ di rammarico, su quanto lavoro ci sia ancora da fare.”

Il sindaco Ing. Stefano Alì ricorda con ammirazione la figura di Peppino Impastato, sottolineando come, poiché proveniente da una famiglia di contaminazione mafiosa, diventi simbolo ancora più significativo di democrazia, legalità e libertà, proprio per la maggiore difficoltà di imporre i propri valori e i propri ideali in un ambiente così tanto intriso di mafia.
“Dovremmo tutti prendere esempio e cercare di avere la stessa capacità di opporsi, di combattere e di sacrificarsi, per essere veramente degni di ricordarlo oggi.”

L’assessore dott.ssa Palmina Fraschilla afferma che : ” Al di là delle poche presenze e della giornata di memoria dedicata all’importante esempio lasciato da Impastato, il messaggio importante deve essere quello che ognuno di noi con le proprie azioni, quotidianamente, deve operarsi agendo nel rispetto della legalità. Così il suo sacrificio e di tutte le altre vittime di mafia potrà assumere un valore concreto.”

Concludo unendomi alle parole di Salvo Strano, rappresentante di Libera Impresa, il quale spiega che “l’obiettivo dell’associazione è quello di andare oltre e aggiungere sempre più passi ai “cento” ormai famosi e simbolici di Peppino, passi che si ripropongono di supportare e aiutare quante più persone riescano ad opporsi, abbattendo con fatica ma con coraggio quei muri di omertà dietro i quali la mafia continua ad operare.”

Perché, come diceva il nostro caro Peppino…”la mafia uccide, il silenzio pure”.

( Laura Magliocco )