I sogni di Lauretta e Giordana non sono morti con loro.

Ieri, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, altre due donne non state risparmiate dalla furia omicida dei loro persecutori.
Perché no, mi ostino a non volerli chiamare compagni, mariti, uomini.

Sono assassini e nient’altro.
Assassini con l’aggravante di aver ucciso una donna proprio perché era donna. Un possesso, una sottomessa, una persona senza più identità che al tentativo di ritrovarla, di rinascere, trova troppo spesso un coltello, una pistola puntata, due mani al collo. Trova la morte. E probabilmente dopo anni di umiliazioni, molestie, abusi, violenze di ogni tipo, verbali e fisiche. Donne prigioniere di un amore malato e di una casa. Donne che non hanno trovato la forza, il coraggio di ribellarsi. Donne sole, senza supporto, senza aiuto, che hanno sofferto nella paura, che non sono riuscite a scappare, che desideravano proteggere i loro figli.

Nasce per questo ” La casa di Giordy” , in collaborazione con l’associazione “Io sono Giordana”, fondata nel 2017 in memoria di Giordana Di Stefano.
Un luogo dove si metterà in atto l’inserimento di donne vittime di violenza, sul piano umano, sociale e lavorativo, oltre che familiare, agendo soprattutto in contesti che vedono i figli subire violenza assistita.
Al suo interno si vuole realizzare un ambiente accogliente e protettivo che possa consentire un miglioramento della qualità della vita attraverso formazione e inserimento lavorativo, nel quale uno staff qualificato seguirà mamme e figli con percorsi terapeutici che possano aiutare a metabolizzare i traumi subiti.
“La casa di Giordy”, vuole anche essere una rete di sportelli e iniziative che possano aiutare a prevenire il fenomeno, sensibilizzare gli adulti di domani partendo delle scuole, ma anche ascoltare, gestire e recuperare i violenti.

Ricordiamo la storia di Giordana Di Stefano, morta a 20 anni, uccisa dal padre della loro figlia, Asia, con 48 coltellate.
Giordana aveva denunciato il suo assassino. Ma come troppo spesso accade, non era bastato. Giordana lasciò una figlia. Lasciò un padre. Lasciò una sorella, Erika. Lasciò una madre.
Una madre meravigliosa che tutti ormai conosciamo, Vera Squatrito.
Una donna che ha trasformato il proprio dolore in una grande forza, in una lotta determinata perché giustizia fosse fatta, perchè Giordana continuasse a vivere, oltre che che nel suo cuore, sulle sue gambe e gridasse con la sua voce.
Una donna che si è battuta perché possa cambiare la legislatura, perché si assicuri la certezza della pena, perché le leggi puniscano aspramente coloro i quali commettono tali atroci delitti.

Una tragedia nella quale Vera non è sprofondata, ma dalla quale è riemersa con coraggio e determinazione. Accompagnata, nel suo cammino, da un’altra grande mamma, Giovanna Zizzo, che ha perso la figlia quasi dodicenne, uccisa dal padre, nel sonno, che voleva “punire” lei, la moglie, perché aveva deciso di lasciarlo. Tentò di uccidere anche la sorella, intervenuta, insieme ai fratelli, rimasti feriti, nel tentativo di proteggerla : Marika si salvò miracolosamente dopo giorni di coma.

Vera e Giovanna hanno insieme intrapreso un percorso attraverso il quale si rivolgono soprattutto ai giovani, cercando di insegnare loro l’amore, spiegando come sia importante riconoscere i segnali di un amore malato, pericoloso, cercando di sensibilizzare al rispetto di sé stessi e degli altri, contro ogni forma di bullismo e di ogni genere di sottomissione e violenza.

Vera e Giovanna, hanno deciso anche di realizzare i desideri e i sogni dei loro angeli.
La piccola Lauretta amava cavalcare e tutti gli animali e sognava una casa in campagna dove poterne avere tanti per accudirli e amarli. Lo aveva scritto in un tema, a scuola. Dal sogno di Laura, è nata l’associazione con l’intento di realizzare un posto in cui accogliere i cani e i gatti maltrattati e abbandonati.

Giordana scriveva sul suo profilo facebook : “Abbiate il coraggio di difendervi e di chiedere aiuto tutte le volte che vi sentite in pericolo. Abbiate la forza di aiutare chi ha bisogno di essere aiutata e, forse, se riuscissimo a farlo tutte, magari non accadrebbe più. Forse è un sogno, ma per realizzarlo bisogna agire sempre”.
Con “La casa di Giordy” il suo sogno oggi diventa realtà.

Entrambi i progetti hanno bisogno dell’aiuto di tutti.
È possibile contribuire contattando Vera e Giovanna.

Ricordiamo chi non ce l’ha fatta per aiutare chi può ancora farcela.

Laura Magliocco