Ieri sera ad Acirele un corteo pacifico organizzato dai lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re. La città assente!

ACIREALE – Ieri sera (11/09/2019) un corteo pacifico ha preso vita come forma di protesta dei lavoratori dell’ Ipab Oasi Cristo Re di Acireale, muovendosi da via Maddem, sede della struttura, fino a raggiungere la piazza del Duomo. Al corteo hanno aderito altre Ipab siciliane, che si trovano nelle stesse condizioni dei nostri lavoratori.

La redazione di Fancity è sempre stata vicina ai lavoratori, seguendo da anni la loro sfortuna vicenda, ammirando la dignità che li ha sempre contraddistinti, nutrendo profondo rispetto e stima nei loro riguardi che, invece, ormai agli occhi di tutti sono diventati degli invisibili.
Nessuno più si accorge di loro, lasciati soli, nella loro disperazione, dall’arroganza e dall’indifferenza della politica regionale.

Gli invisibili sono gli operatori dell’Oasi Cristo Re che da 60 mesi non percepiscono lo stipendio e che dal 26 giugno 2018, quando l’ultimo ospite della struttura è stato trasferito e collocato in altra sede e tutti i servizi sono stati interrotti, sono rimasti a timbrare il cartellino sul luogo di lavoro.
Da sempre i lavoratori hanno chiesto il supporto della città, che, anche ieri sera, è mancato. I cittadini, coloro i quali avrebbero dovuto dimostrare totale solidarietà e camminare insieme a loro, si sono defilati lasciandoli ancora una volta soli. Chiedevano solo un momento di solidarietà, un po’ di sostegno morale e non solo parole buttate sui social da dietro una tastiera.
È sempre stato così ad Acireale, quando c’è bisogno di stare uniti, di combattere, di gridare per una giusta causa, le piazze si spopolano e rimangono gli invisibili con la loro disperazione.

Mentre la città rimane in silenzio, mentre le istituzioni rimandano, i lavoratori dell’Ipab fanno i salti mortali per portare un piatto a tavola, non hanno più sogni, non possono fare progetti, non viene loro garantita una vita dignitosa e un futuro decoroso.

Ieri sera, il sindaco Stefano Alì ha accompagnato al corteo i lavoratori delle varie Ipab:
“Ho voluto essere presente accanto a loro perchè attraversano ormai da diverso tempo un periodo difficile. A giugno è stata chiusa la struttura, dove mi è stato possibile li ho supportati perchè il lavoro, oltre a garantire la sopravvivenza, dà dignità a tutti quanti, come previsto anche dalla nostra Costituzione. È la Regione a dover dare una risposta a questo problema. Noi abbiamo utilizzato del personale in comando come assistenti igienico sanitario, per dare ad alcuni di loro un poco di respiro, ma purtroppo è solo un piccolo intervento che di fatto non risolve il problema. Oggi la struttura si trova in uno stato sospeso, la Regione deve assolutamente dare delle risposte, da parte nostra abbiamo portato la questione Ipab in consiglio comunale dove l’onorevole Scavone si era impegnato a definire la situazione delle Ipab. Si aspetta la legge che definisca il funzionamento ma soprattutto si spera che in questa fase di attesa, si possano avere dei trasferimenti alle Ipab che permettano ai lavoratori di avere il minimo per poter sopravvivere, visto che ad oggi non hanno neanche il diritto al sussidio di disoccupazione, proprio per il fatto di trovarsi sospesi in questo limbo.”

Anche l’onorevole Angela Foti era presente al corteo al fianco dei lavoratori, come semplice cittadina per dare loro il proprio sostegno: “Giustamente i lavoratori richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto della politica sulla necessità che si faccia presto affinchè si recuperi il tempo perduto su questa situazione che ormai è degenerata in un vero e proprio martirio per i lavoratori che da anni non ricevono gli stipendi e non trovano interlocutori nè nell’assessorato regionale alla famiglia né all’assessorato alla salute, che per le loro parti di competenza possono e devono agire per risollevare le sorti di questi lavoratori.”

I lavoratori erano accompagnati pure dal direttore dell’Ipab Cristo Re, Angelo Rigano che si è detto molto dispiaciuto per la situazione ormai disastrosa e con toni molto accesi ha dichiarato: “Credo che la soluzione più semplice sia quella di prendere una decisione immediata da parte delle istituzioni, la Regione in prima linea e in tal o decide di fare una riforma veloce o altrimenti prenda la decisione di chiudere tutte le Ipab.
Non si può più giustificare che per anni e anni i lavoratori non percepiscano stipendi. Mi chiedo e soprattutto chiedo, se fossero stati i dipendenti della regione a trovarsi in queste condizioni, avrebbero aspettato 60 mesi senza percepire stipendio? Se fossero stati dipendenti comunali, avrebbero aspettato cosi tanto o avrebbero già risolto? Perchè è così difficile invece risolvere per questi enti che inoltre offrono un servizio agli ultimi, alle persone bisognose, alle persone più fragili? Questo è un dramma tutto siciliano, infatti qui stasera ci sono i rappresentanti di altre Ipab di Palermo e Messina e addirittura molti di loro non percepiscono lo stipendio da ben 8 anni. Circa 120 Ipab della Sicilia devono subire questa grande vergogna che non ha precedenti storici, e la cosa più assurda è che le istituzioni rimangono impassibili davanti a questo dramma. Tutto ciò è gravissimo e voglio fare un appello alle istituzioni, in primis al presidente della regione Musumeci, affinché si acceleri per prendere la decisione di chiuderle queste Ipab, trasferendo appunto i dipendenti nelle pubbliche amministrazioni con priorità assoluta e dando loro la precedenza a fare pubblici concorsi o altrimenti che facciano questa riforma e paghino tutti gli stipendi perchè non si può più sostenere questa disperazione”

Nel corso della manifestazione abbiamo anche sentito alcuni lavoratori che davanti ai microfoni hanno approfittato per gridare tutta la loro disperazione.
Tra loro, abbiamo raccolto la testimonianza di una dipendente dell’Ipab Opera Pia di Santa Flavia, la signora Ina Gianlombardo: “È inconcepibile che ancora oggi succedano queste cose, noi siamo stati completamente abbandonati, noi non prendiamo uno stipendio da 8 anni e, credeteci, è dura affrontare la quotidianità. Ci siamo rivolti a tutti, nessuno ci dà ascolto, chiediamo ancora per l’ennesima volta aiuto alle istituzioni perchè non abbiamo più niente, non abbiamo neanche i contributi per la pensione e ad oggi se dovessimo andare in pensione non potremmo farlo. La nostra struttura è chiusa e nessuno di noi è stato ricollocato e per altro dobbiamo pure andare a timbrare e rimanere lì bloccati per sei ore di presenza, senza poter fare nient’altro, aggiungendo al danno la beffa. Aiutateci per favore a far sentire le nostre ragioni, non ce la facciamo più, siamo stanchi e senza previsione di un futuro certo.”

La signora Enza che si è detta stanca, stressata, non ce la fa più ad aspettare e ha aggiunto che è dal 26 giugno 2018 che restano nella struttura ad aspettare chi mai darà loro una risposta concreta né una speranza. Così anche la signora Agata, che ha chiesto ancora aiuto, solidarietà e comprensione per la loro situazione e anche lei si è rivolta alle istituzioni con disperazione.

Riferisce la dott.ssa Pina Laudani, anche lei dipendente dell’Ipab e presente al corteo: “Siamo ancora una volta qui a protestare per la nostra situazione incresciosa e drammatica. Stasera abbiamo il conforto anche di altri lavoratori di Ipab siciliane che si trovano nella nostra stessa situazione. Dico solamente che siamo esasperati nel vero senso della parola, non si muove nulla da nessun fronte né riguardo i pagamenti, né sui 5 anni di stipendi arretrati, nè riguardo la riforma che in qualche modo potrebbe risolvere la situazione, anche se per noi che siamo in attesa di estinzione forse è troppo tardi. Ma stiamo sempre con la speranza che facciano qualcosa per poter sistemare tutti i lavoratori delle Ipab che sono in dissesto. Noi dell’Oasi siamo una trentina, tanti di noi sono in aspettativa, alcuni sono stati presi a comando in altri comuni o all’ASP, quindi non siamo in tanti rimasti al di fuori delle attività lavorative, volendo potrebbero aiutarci, fare qualcosa per poterci sistemare tutti. Che si faccia una legge che ci possa dare la possibilità di transitare in altri enti pubblici, visto che noi siamo un ente pubblico e non economico quindi abbiamo pieno diritto ad avere una riserva di posti, una priorità. E invece niente, tutti i comuni fanno i bandi per l’immobilità ma noi non abbiamo nessuna precedenza, dobbiamo partecipare come tutti gli altri e questa è una cosa veramente incresciosa e senza precedenti.”

Tra le fila del corteo pure il consigliere comunale Fabio Fontanesca, che ha espresso piena solidarità a tutti i lavoratori.
Lo ricordiamo da sempre vicino al loro dramma, da sempre ha dato il suo sostegno e conforto cercando di essere sempre presente e disponibile: “Ho sempre seguito con affetto le loro vicende e mi sono sempre immedesimato nel loro dramma. Sono fortemente dispiaciuto perchè in tanti hanno espresso parole verso questi lavoratori ma i risultati sono quelli che vediamo stasera, ancora una volta si è in piazza a manifestare un malessere e un distacco da quelle che sono le parole della politica a cui giustamente i lavoratori non credono più perchè hanno necessariamente bisogno di risposte concrete che possano rendere i loro giorni piu sereni.”

La disperazione e le lacrime di questi lavoratori, saranno sempre sulla coscienza di coloro che hanno permesso la chiusura di queste importanti strutture della Sicilia.

Solidarietà da tutta la Redazione di Fancity ai lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re.

(Graziella Tomarchio – Laura Magliocco)