Il Bando Oltre la Siepe

Sembrerebbe ultimato l’intervento di sponsorizzazione del “verde”, dello spartitraffico del viale Cristoforo Colombo, intervento che ha acceso l’attenzione di tanti cittadini e di qualche amministratore pubblico, per alcune presunte anomalie.

L’intervento sembrerebbe previsto all’interno del regolamento di sponsorizzazione delle aree a verde del comune di Acireale, un documento vecchio di vent’anni, ed ampiamente trascurato nella sua applicazione da parte degli enti preposti, nato con l’esigenza dell’amministrazione di esternalizzare la manutenzione del verde pubblico ad eccezione dei parchi pubblici principali.

In giro per la città è possibile vedere cartelli di precedenti sponsorizzazioni mai rimossi, nonostante le aree inizialmente oggetto di cura siano completamente abbandonate.

Il regolamento prevede alcune semplici regole per la sponsorizzazione delle aree, in particolare l’Art. 6 recita :
“Relativamente ad ogni singola area a verde, non appena arriva al protocollo generale del Comune la prima richiesta di sponsorizzazione, questa verrà affissa per sette giorni all’Albo Pretorio nonché sul sito internet del Comune di Acireale. Durante questo periodo, altre ditte potranno far pervenire richiesta di sponsorizzazione della stessa area a verde. Trascorsi i detti sette giorni, il Capo Settore LL.PP. prenderà atto delle richieste pervenute entro i successivi sette giorni deciderà insindacabilmente, accogliendo la proposta di sponsorizzazione che riterrà più vantaggiosa per l’Ente.
Qualora nessuna proposta sarà di gradimento dell’Ente, non si procederà ad alcun affidamento

Nel caso in questione, sembrerebbe non esserci stata alcuna pubblicazione in albo pretorio o quantomeno non risulta visibile, successivamente dovrebbe essere stata stipulata una convenzione con la ditta privata da parte della direzione tecnica del comune di Acireale cui avrebbe dovuto seguire una determina d’area per l’attuazione delle opere e, probabilmente, un parere della dirigenza della Polizia Municipale per le opportune competenze in relazione alle norme del codice della strada e probabilmente un’ordinanza di restringimento della carreggiata per l’esecuzione dei lavori.

Scorrendo l’albo Pretorio non sembrerebbe esserci nulla di quanto sopra citato, o forse non lo abbiamo notato noi, di sicuro però il codice della strada prevede che il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, lungo o in prossimità delle strade ove ne è consentita l’installazione, è comunque vietato nei seguenti punti: h) sui parapetti stradali, sulle barriere di sicurezza e sugli altri dispositivi laterali di protezione e di segnalamento.

Ma torniamo al regolamento che all’Art.13 prevede :
“La Ditta si avvarrà della facoltà di pubblicizzare la sua collaborazione con cartelli informativi, da collocare al massimo di uno ogni 10 metri lineari di sviluppo di perimetri dell’area a verde, ad eccezione delle aree più piccole dove è possibile apporre due cartelli, sull’area oggetto della convenzione

Definire la striscia di terreno larga qualche decina di centimetri che sormonta lo spartitraffico in new jersey di cemento, un’area a verde, è un’esercizio di estrema fantasia ed entrando nello specifico dell’installazione fatta sul viale Cristoforo Colombo, sono state collocate una decina di piccole piante di aloe, probabilmente per risparmiare su irrigazione e taglio, intervallate da una decina di cartelli pubblicitari ben più visibili delle piante, mentre il resto delle “aiuole” è stato rivestito con ghiaia.

Naturalmente non sta a noi valutare la congruità dell’installazione di 10 cartelli pubblicitari all’ingresso di Acireale, rispetto al costo di realizzazione e gestione di 12 piante di aloe vera e quattro pietre, eppure se valutiamo il costo di una pubblicità esterna nella stessa area, forse qualche dubbio potrebbe venire.

Guardando qualche cartello scoperto, probabilmente in attesa d’inaugurazione con Sindaco ed Assessori, si evince che la ditta che ha donato quest’opera alla citta di Acireale è la Security Service srl, società che compare in un altro recente affidamento con l’amministrazione pubblica acese, questa volta per il noleggio di videocamere mobili, fototrappole, per il controllo delle microdiscariche .

L’affidamento diretto scaturito dal settore ecologia di cui è Assessore il Dott. Daniele La Rosa, vicino all’amministratore della ditta, proviene da un atto di indirizzo, il n° 55/2019, con cui il Sindaco del Comune di Acireale ha richiesto al Settore Ecologia e Ambiente di dotare il Comune di Acireale di un congruo numero di telecamere per controllare il territorio, riducendo così i fenomeni di abbandono dei rifiuti;

La gara aperta a tutti gli operatori economici presenti nell’Area Merceologica denominata “Beni, Informatica, Elettronica, Telecomunicazioni e Macchine per ufficio”, prevedeva il successivo affidamento diretto di n° 8 kit, consistenti nei “Servizi di noleggio, installazione e spostamento di videocamere mobili, compresa estrazione dati”, per l’importo a base di offerta per ogni kit/anno di € 3.540,99 (IVA 22% esclusa), per un totale per n° 8 kit/anno di € 28.327,87 (IVA 22% esclusa)

entro i termini previsti è pervenuta una sola offerta e precisamente quella della Security Service s.r.l. la quale ha offerto un ribasso del 5,1111% determinando così un importo al netto del ribasso di € 26.880,00.

Quella delle gare con un solo partecipante è una procedura, perfettamente legale, ma spesso ricorrente ad Acireale, Acivivibile il bando per la mobilità sostenibile, che per 860.000€ doveva cambiare il volto della città, è stata anch’essa aggiudicata ad un unico offerente dalla precedente amministrazione, quello che però sembra poco chiaro della procedura delle fototrappole non è tanto il costo unitario ben più elevato rispetto a bandi simili di altre amministrazioni nazionali e regionali bensì una clausola del capitolato d’appalto in cui all’allegato B si legge :

Dopo sei mesi dall’avvio del servizio, ciascuna delle parti potrà recedere dal contratto senza oneri o penalità con preavviso di 15 giorni, corrispondendo il costo del servizio effettivamente reso.

Forse un contratto in cui un’impresa deve fare un investimento da ammortizzare in almeno un anno e per il quale la stazione appaltante si può svincolare dopo appena sei mesi, potrebbe non essere remunerativo, comunque sia la pubblicità è l’anima del commercio, godiamoci l’aiuola spartitraffico.

Fabio D’Agata