Il Cable Park – Una Storia Acese

Sulla complessa vicenda del Cable Park, l’impianto sportivo acquatico che da tre anni è bloccato per un contenzioso con il Comune di Acireale, abbiamo sentito il progettista Ing. Gianfranco Caudullo.

Fancity —– Ingegnere Caudullo, la vicenda del cable Park segna un precedente assoluto per Acireale in cui si è costruito di tutto ma solo per voi è scattata l’acquisizione al patrimonio del Comune.
Perché tanto accanimento?

Gianfranco Caudullo —-Non desidero entrare nel merito di un giudizio su come si sia costruito negli anni passati ad Acireale, che il nostro caso rappresenta un precedente assoluto, lo apprendo oggi da lei.
Se la polizia mi fermasse in moto senza casco, non protesterei perché altri senza casco hanno prima di me liberamente circolato, ho infranto il codice della strada, pago la sanzione, sequestro compreso, punto.

Avrei preferito parlare in un tavolo tecnico, di regole e di norme urbanistiche, che ho pedissequamente (come è ora di moda dire) rispettato, ma non mi è stata mai data l’opportunità.

Non è quindi un problema di passato, presente o futuro. L’accanimento certamente c’è stato. Io ritengo l’acquisizione gratuita dei terreni, illegittima, perché operata senza aspettare la condanna penale per i presunti abusi, esclusi poi con l’archiviazione chiesta dal P.M. … (per chi non mastica di diritto, significa che la stessa accusa, vista l’evidente assenza di abusi edilizi, valuta inutile affrontare un giudizio, con tutte le spese e le lungaggini che comporta, e chiede quindi di archiviare il fascicolo). La Corte Europea su questo è stata molto chiara, invito i più curiosi a consultare il caso “Punta Perotti” in Puglia, veramente illuminante.

Ritengo l’acquisizione gratuita dei terreni illegittima perché non si è attesa la bocciatura del progetto da parte dello Sportello Unico Attività Produttive (SUAP, a cui si era rivolta la Società nel 2016). Sarebbe stato doveroso aspettare la conclusione delle tante Conferenze dei Servizi (se ne sono svolte 9! … di prassi se ne svolgono una o due). Trovo singolare che in seno alla Conferenza dei Servizi del 18 febbraio 2019 (la terz’ultima), il capo dell’ufficio tecnico ing Andrea Giudice abbia sottaciuto ai rappresentanti degli Enti Territoriali presenti e soprattutto alla Società, che solo 7 giorni prima! aveva di “persona personalmente” provveduto a trascrivere al patrimonio disponibile del comune, la proprietà di oltre 7 ettari (70.000,00 metri quadrati … l’equivalente di 14 campi di calcio di serie A).

Ritengo l’acquisizione gratuita dei terreni illegittima, perché non si è atteso il pronunciamento definitivo del Consiglio di Giustizia Amministrativo (CGA), al quale si era rivolta la Società per le sole poche parti in cui la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), non aveva accolto il suo ricorso (per chi ci legge e non mastica diritto … nei procedimenti amministrativi il TAR rappresenta il primo grado di giudizio, e il CGA il secondo, cioè quello definitivo (nei procedimenti amministrativi ci sono solo 2 livelli di giudizio). Acquisire il terreno gratuitamente dopo il TAR, è stato come impiccare in primo grado un condannato a morte, senza dargli la possibilità di appello.

In conclusione per me c’è stata una violentissima forma di accanimento contro il progetto, poi ognuno si faccia pure la sua idea, ma se sono state oggettivamente violate le procedure, conto avere giustizia.



Fancity —Se gli abusi sono stati archiviati dalla Procura perché il Comune ha agito in anticipo. Il precedente dei licenziamenti senza giusta causa ci dice qualcosa?


Gianfranco Caudullo —-Mi permetto una precisazione, e ne approfitto per chiarire: gli abusi non sono stati archiviati, la Procura ha semplicemente detto che non esistono. Ad essere archiviato è stato solo il procedimento penale per il reato di “abusivismo edilizio” contestato alla mia persona (e all’Amministratrice della Società). Dobbiamo prendere atto che l’amministrazione di Acireale, come è noto, non si è opposta all’archiviazione, ha accolto quindi la pronuncia della Procura, nonostante la stessa abbia stigmatizzato il comportamento dell’Amministrazione “lento e approssimativo”. La mancata opposizione del Comune, a mio parere, non è imputabile alla carenza o alla scarsa preparazione del personale, ammesso che sia, perché, per l’acquisizione gratuita di 7 ettari di terreno, l’Amministrazione è stata “solerte e precisa” anzi direi: troppo solerte! … visto che ha addirittura anticipato i tempi.

Il caso del licenziamento dei furbetti del cartellino nel comune di Acireale è solo la pallida ombra di quel che è avvenuto per la vicenda Cable Park, nel primo caso l’Amministrazione di Acireale non ha atteso la sentenza penale (poi risoltasi in assoluzione), per il parco acquatico ha superato se stessa: non solo non ha atteso la fine del procedimento penale (poi archiviato senza neanche arrivare a processo), ma neanche ha atteso la fine di quello amministrativo ancora oggi pendente al CGA e, per non lasciare nulla al caso, non ha neppure atteso che il “suo” Dirigente responsabile dello Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) concludesse il procedimento archiviando la nostra domanda (cosa che poi ha fatto con la giustificazione che la Società non era più proprietaria del terreno, ormai acquisito dal Comune). Non credo si possa, con la più sfrenata fantasia, immaginare di più!


Fancity-— I progettisti del depuratore hanno ricevuto dall’Amministrazione prima del 2017 una comunicazione in cui si affermava che quell’area era già impegnata dal parco acquatico.
Si sposta un depuratore e poi si sequestra tutto non le sembra strano?

Gianfranco Caudullo —-La vicenda del depuratore, sembra fornire una spiegazione plausibile all’accanimento maturatosi in questi 3 lunghi anni contro il progetto del Cable Park.

La mancata depurazione dei reflui urbani ci è costata 25 milioni per il periodo compreso tra luglio 2012 e il maggio 2018 e ci costa ancora 165.000 € al giorno per ogni giorno di ritardo a far data dal 1 maggio 2018! Se ci facciamo 4 conti sono altri 120 milioni di euro. Sanzioni che finiranno sui bilanci comunali degli 11 comuni compresi nell’agglomerato di Acireale, che dovrà smaltire i reflui nei depuratori esistenti di Mascali 15%, di Catania 13% e in quello di nuova costruzione previsto ad Acireale, per il 72%.

Anche se impegna solo 2,5 ettari, il depuratore è una presenza ingombrante e sgradita per tutti i proprietari dei terreni della zona. Lo studio delle alternative progettuali presentato di recente (aprile 2019) aveva ipotizzato 4 diverse localizzazioni, e una delle 4 localizzazioni “alternative” cadeva in pieno sul terreno occupato dal Cable Park.


Ragionando in astratto, è presumibile un tacito accordo per posizionare il depuratore nel terreno occupato dal Cable Park, ma per far questo occorreva fosse nella disponibilità dell’Amministrazione prima dell’arrivo del Commissario straordinario (nominato dal Governo Italiano per avviare le progettazioni degli interventi, finalizzati al superamento delle infrazioni comunitarie). Per quelli della mia generazione è un po’ come il vecchio “gioco della spazzola” … solo che invece di staccare il giradischi, si aspetta il Commissario, che arriverà a marzo 2019, che avrebbe dovuto trovare la spazzola sul terreno occupato dal Cable Park.

L’approfondito studio sulle 4 alternative progettuali per la collocazione del depuratore si completa nell’ottobre 2017, viene aggiornato nel dicembre del 2018 e steso in forma definitiva nell’aprile 2019. Quindi è interamente compreso nella finestra temporale dei vari procedimenti del Parco acquatico: quello penale (Procura 2017 – 2019), quello amministrativo (TAR e CGA 2017 – tutt’ora in corso) e infine quello autorizzativo (UTC e SUAP 2016 – 2019), per quest’ultimo si sono svolte otto Conferenze dei servizi, (è esclusa l’ultima, andata deserta, successiva alla relazione del commissario) alle quali è intervenuta la Regione Siciliana e diversi Enti territoriali competenti. Nello stesso arco di tempo è iniziata e si è conclusa la procedura VAS, con l’acquisizione del parere favorevole di 16 SCMA (Soggetti Competenti in Materia Ambientale), quello favorevole della Commissione Tecnica Specialistica Regionale (CTS) competente per VAS e VIA e, infine, la pubblicazione del Decreto Assessoriale (D.A.) 378/GAB/2017 da parte dell’allora Assessore regionale Territorio e Ambiente, dott. Maurizio Croce. Immaginate che smisurata montagna di carte, verbali e documenti pubblici tutto ciò ha prodotto.

L’amministrazione di Acireale informa nel 2019 i redattori dello “studio delle alternative progettuali” per il depuratore, di non disporre di alcun documento sul progetto del Cable Park, scrive il Commissario nella sua relazione: “ … si apprendeva dall’Amministrazione di Acireale che in corrispondenza di tale sito era in fase di realizzazione un intervento privato, un parco acquatico di cui non si disponeva di alcuna documentazione.” (cfr “documento di fattibilità delle alternative progettuali” relazione aprile 2019, p. 28).

Sorge quindi il legittimo dubbio, che forse si volesse far “atterrare” lo sgradito depuratore, proprio nei terreni acquistati dalla Società Wakesurf center srl (una start up) nel 2016 per realizzare il parco acquatico.



Fancity— Il terreno su cui sorge il parco era confiscato per mafia, oggi è acquisito al patrimonio comunale, forse comprare terreni confiscati alla mafia crea disappunto a qualcuno, cosa pensa in merito?

Gianfranco Caudullo —-I Terreni non erano “confiscati”, ma sottoposti a “sequestro preventivo” nelle more dello svolgimento del processo per mafia di Sebastiano Scuto, oggi assolto. I terreni della Società “Sangirolamo di Michele Scuto snc” sono stati acquistati dalla Società Wakesurf center srl, pur con la supervisione del Tribunale di Catania, con una normale trattativa privata, senza nessuna asta pubblica, sfatiamo una volta per tutte questa diceria ricorrente.

Quindi non credo che possa esserci alcuna relazione tra l’accanimento subito e il sequestro preventivo del terreno nell’ambito di un processo di mafia. Per l’acquisto la Società ha trattato direttamente con l’ing Michele Scuto, quando il fratello Sebastiano era ancora imputato per mafia, come già detto. Oggi è stato assolto, e per quanto di mia conoscenza, la Società non ha mai ricevuto intimidazioni di carattere mafioso, e naturalmente neanche io, in caso le avrei prontamente denunciate.


Fabio D’Agata