Il capitalismo estremo produce l’immigrazione. Salvini lo sa?

Nei Paesi ricchi di risorse energetiche e minerarie poche compagnie petrolifere prendono ogni decisione stabilendo, di fatto, la linea politica che i governi devono seguire. Non vi sono dubbi che la Exxon in Guinea Equatoriale, Ciad, Venezuela, Indonesia, la BP in Africa Orientale, in Brasile e tutte le compagnie petrolifere per estrarre, stringono patti con i governi per accedere alle risorse diventando più ricchi di tanti governi nazionali. Queste multinazionali sono in grado, quindi, di corrompere, di dettare le linee della politica industriale, di depredare il territorio, affamare i popoli; corrompendo pochi uomini che restano al potere con l’uso della forza ed esercitando violenza al loro stesso popolo.

Tante di queste compagnie lavorano in assoluta segretezza ed è difficile comprendere cosa davvero facciano. E’ anche capitato che numerosi cittadini sono ricorsi alla Giustizia contro la Shell perché ritenuta la mandante di rapimenti e torture. Tra le poche sentenze favorevoli ai cittadini, un tribunale dell’Ecuador ha ordinato alla Chevron di pagare otto miliardi di dollari per i danni recati dall’inquinamento. Il dittatore del CIAD, in accordo con la Exxon, grazie al flusso di petrolio che viene estratto, ha potuto spendere 4 miliardi di dollari in armamenti. Tutto ciò mentre il suo popolo muore di fame e di stenti.

Lo scenario fin qui sinteticamente descritto viene chiamato “la maledizione delle risorse”. Paesi poverissimi ma ricchi di risorse energetiche sono i meno sviluppati del pianeta in termini economici, di diritti umani, civili, del lavoro. Sono i Paesi più inclini alla guerra e alla dittatura. In questi Paesi dell’Africa non esiste un chiaro quadro normativo e le multinazionali comandano e corrompono. Le compagnie petrolifere rispondono esclusivamente ai loro azionisti e non certo alle persone che vivono quei luoghi. Di fatto non esiste il concetto di bene comune attuando forme di capitalismo estremo, avendo a disposizione infinite risorse economiche, si muove e agisce esclusivamente per il profitto lasciando alle loro spalle alcune famiglie ricche e corrotte e interi popoli schiavi e sottomessi.

Ovviamente queste forme di capitalismo estremo sono anche responsabili dei cambiamenti climatici, fattore questo che già da qualche anno produce immigrazione e che nel prossimo decennio si potranno contare un milione e mezzo di emigrazione dovuta ai cambiamenti climatici. Questa forma di capitalismo feroce è rappresentato dal presidente Trump. Nella sua amministrazione si contano, infatti, cinque ex dirigente della Goldman e Sachs e il segretario di Stato è stato amministratore della Exxon. E’ evidente che la visione del pianeta che hanno le multinazionali si scontra con i bisogni reali dei popoli, la loro azione è finalizzata all’arricchimento e a depredare quei Paesi ricchi di risorse energetiche. Possiamo affermare, quindi, che il petrolio distrugge i popoli, inquina fino al cambiamento climatico, produce conflitti. Così si sono arricchiti e così continueranno a fare senza freno.

Anche in tema di cambiamenti climatici le compagnie pagano per diffondere notizie infondate e per negare il problema, i lobbisti delle compagnie petrolifere hanno un grande potere alla Casa Bianca ed ecco spiegato il ritiro degli USA dall’accordo di Parigi sul clima. A questo si aggiunge il fatto che il presidente Trump ha ridotto le restrizioni internazionali riguardanti l’estrazione di petrolio in Artide. Oggi la fusione totale tra capitalismo estremo e la politica considera il bene comune come inesistente, un ostacolo agli affari e all’arricchimento senza limiti.

Queste sono riflessioni che provengono dalla sociologia politica, sono riferimenti e analisi condivisi da gran parte del mondo scientifico ed è un punto su cui Papa Bergoglio insiste già da qualche anno.

Ecco cosa afferma il pontefice. “Sui rifugiati e i migranti, ancora una volta, desidero richiamare l’attenzione dei governi affinché si presti aiuto a quanti sono dovuti emigrare a causa del flagello della povertà, di ogni genere di violenza, di persecuzione così come per le catastrofi naturali e dei sconvolgimenti climatici, affinché si facilitano le misure che permettono la loro integrazione sociale nei Paesi di accoglienza”.
Bergoglio sa anche cosa succede nei Paesi d’origine dei migranti ed infatti continua così “Occorre che si adoperi perché le persone non siano costrette ad abbandonare la propria famiglia e Nazione o possano farvi ritorno in sicurezza e nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti umani”.

Salvini tutto questo lo sa? Io credo di si, ma lo stesso non ha mai speso una sola parola di richiamo per le condizioni in cui sono costretti a vivere interi popoli, non ha mai speso una parola in riferimento alle compagnie petrolifere che incarcerano i popoli alla povertà e alla schiavitù, non ha mai speso una parola di sdegno per le orrende dittature, per le torture, per gli stupri etnici, per la fame, per l’impossibilità di un miliardo di persone di avere accesso all’acqua potabile. Non si è mai indignato e mai si è opposto allo strapotere delle multinazionali.

Salvini è un demagogo, ha solamente costruito la sua carriera politica sulla pelle dei disperati sia migranti che italiani.

(mAd)