Il Comune, gli Incarichi Fiduciari di Domani e le Frane di Ieri.

Il Comune di Acireale approva in data 6/12/2019 il regolamento per il conferimento d’incarichi esterni di collaborazione, ovvero le modalità per utilizzare prestazioni professionali al di fuori delle risorse interne dell’amministrazione comunale.

Il regolamento prevede che gli incarichi siano messi a bando con pubblicazione di avvisi pubblici ai quali i consulenti esterni possono partecipare, per poi essere selezionati con apposita graduatoria, di fatto esclude la possibilità di incarichi fiduciari, particolarità molto diffusa nelle amministrazioni pubbliche e più volte utilizzata anche dall’attuale amministrazione.

Personalmente credo che essendo la prestazione professionale già ampiamente normata e regolamentata tramite le procedure del codice degli appalti e dei contratti, limitare ulteriormente la possibilità di un Sindaco di farsi affiancare da un suo consulente di fiducia sia fortemente restrittiva delle prerogative di governance che un amministrazione pubblica dispone, passiamo dall’Assessore al bilancio a titolo gratuito dell’Amministrazione Barbagallo, al consulente economico retribuito, al “supercommissario per l’emergenza chioschi”, per finire alla gara per le consulenze esterne di cui al presente regolamento dell’amministrazione Alì.

Tra le consulenze affidate su semplice atto d’indirizzo da parte del Sindaco Alì, spicca quella relativa al dissesto idrogeologico dell’Università Kore’ di Enna dello scorso ottobre.

La consulenza si riferisce agli eventi franosi del 10/9/2019, in cui un temporale autorigenerante si è abbattuto sulla Timpa di Acireale, provocando una frana di crollo che ha occluso la via Tocco, determinando un’ordinanza di sgombero di alcune abitazione e per la quale si è in attesa del finanziamento regionale per i lavori di consolidamento.

La convenzione con l’Università di Enna prevede :

Il principio che sta alla base della convenzione è quello di avere “scoperto” da parte del Comune, a seguito dell’ordinanza relativa al PAI (piano di assetto idrogeologico) che interdì la balneazione in buona parte delle coste di Acireale, che esiste un problema di dissesto idrogeologico sulla Timpa di Acireale, che i lavori precedentemente eseguiti da vari enti pubblici sono sconosciuti al PAI e quindi l’intera area soprastante l’abitato di Santa Maria La Scala è ad alto rischio ed ad alta pericolosità. (R4, P4)

Pertanto l’Amministrazione invece di recuperare il tempo perduto dalle precedenti amministrazioni ed attivare immediatamente delle progettazioni preliminari per attingere ai cospicui finanziamenti regionali disponibili per tali opere, decide di intraprendere l’ennesimo “studio” e di farlo tramite un Istituto Universitario.

Premesso che l’istituto prescelto è di altissimo profilo e quindi esulando da qualunque aspetto polemico relativo al nominativo individuato, mi chiedo perchè non si sia preferito attivare un bando pubblico per la progettazione preliminare di una serie d’interventi finalizzati al consolidamento ed alla regimentazione delle acque superficiali provenienti da statale, ferrovie e strade comunali.

Sulla Timpa esistono numerosi studi ed i rischi e le dinamiche dei dissesti sono ampiamente note agli enti pubblici ed al Comune stesso, inoltre la ricognizione degli interventi precedenti per l’inserimento nel Pai è un aspetto utile ma probabilmente secondario e facilmente ricavabile nell’ambito di nuove indagini per future azioni di messa in sicurezza da progettare, atteso che i precedenti interventi seppur collaudati, non sono mai stati manutenzionati e pertanto difficilmente da soli potrebbero contribuire ad abbassare il livello di rischio.

Non saprei individuare il criterio secondo il quale un professionista potrebbe certificare che un lavoro eseguito oltre 20 anni addietro e mai manutenzionato, possa essere staticamente idoneo a svolgere il ruolo per cui era stato progettato, il tutto in assenza di qualunque indagine e prova specifica sulle opere eseguite e verifiche sui materiali e sugli ancoraggi ed in presenza di almeno due variazione nella normativa di riferimento.

Tornando alla convenzione, mi chiedo con quale criterio il Sindaco ha deciso che l’Università di Enna è migliore di quella di Catania o del professionista Rossi o del Professor Bianchi ?

L’ultima volta che quest’Amministrazione ha espresso un parere su una collaborazione esterna è stato per la presidenza della Fondazione del Carnevale ed il criterio di scelta è stato :” mi hanno detto che era un esperto di Carnevale ma non lo conoscevo“. In questo caso conoscendo l professionisti sono convinto che il risultato sarà più proficuo per l’amministrazione ma il criterio è sempre discrezionale.

L’Università di Enna per produrre la sua relazione sullo stato dei dissesti e sugli’interventi precedentemente realizzati dispone di otto mesi, fine aprile 2020, e di 15.000€, avendo un minimo di conoscenza della materia credo che con quel budget si può produrre un discreto servizio fotografico e una base topografica su cui inserire qualcosa, ma difficilmente si può produrre un progetto da sottoporre a finanziamento, considerato che l’area da indagare è immensa e si estende per chilometri.

Per concludere, non posso non accennare al bando di alcune aziende dalla collaborazione con il Comune in materia di dissesto idrogeologico , non il bando di gara ma l’essere bandite da qualunque collaborazione anche e soprattutto gratuita con questa giunta e con i propri esponenti di settore, nella Democrazia del 2020 ricorre ancora l’ostracismo dell’Atene antica e non possiamo non farcene una ragione.

Di sicuro attendiamo impazienti gli studi da consegnare ad Aprile, ricordando che tra 6 mesi inizia la stagione balneare, buon lavoro.

Fabio D’Agata