Il dott. Francesco Sorbello (Confcommercio) risponde a Fancity

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“Caro e gentile Santo provo a rispondere alla tua domanda tesa a conoscere il motivo per cui i negozi erano chiusi il 26 dicembre, nella speranza di non tediare. Le nostre, quelle del centro storico acese (così come di tanti altri centri storici) sono imprese a gestione familiare che si avvalgono di pochissimi dipendenti. Non ci pare corretto sottoporre a stress i nostri dipendenti dopo un mese di lavoro intenso anche nei c.d. giorni festivi i più canonici dei giorni festivi ) aprendo, ad esempio; i negozi il 26 dicembre. Tra l’altro tale giorno non è particolarmente indicato per gli acquisti, se non abbinato ad un evento importante, mentre resta un giorno da dedicare più che mai agli affetti ed alla famiglia. In linea generale inoltre per i piccoli negozi l’apertura nei giorni domenicali e festivi è sempre più complicata per il semplice fatto che il numero di dipendenti è limitato per assicurare l apertura sette giorni su sette. Per aumentare il numero dei dipendenti bisognerebbe ridurre l orario di lavoro dei dipendenti in essere (trasformare il full time in part time ) ed assumere altri dipendenti part time, in modo da giostrare i turni ed avere una copertura di dipendenti qualificati nei sette giorni, senza far lievitare troppo i costo fissi di gestione. Procedura complicata! Certamente nel futuro bisognerà che i commercianti ridisegnino tempi, organizzazione e modalità di lavoro. Bisognerà considerare che vi sono alcuni periodi dell’anno (almeno due blocchi, uno dei quali potrebbe essere novembre -genbaio) nei quali l apertura domenicale dovrà essere messa in conto ed organizzata (prevedendo eventualmente la chiusura compensativa il lunedì). In tal senso occorre considerare le abitudini consolidate ed emergenti dei consumatori. Occorre però ridisciplinare la materia degli orari dei negozi a livello di normativa europea e nazionale al fine di riportare nell’ambito della lealtà e del reciproco rispetto le “regole del gioco” che attualmente pendono a favore dei giganti della distribuzione.”
Francesco Sorbello, Condirettore Provinciale Confcommercio Catania