Il Laureato

Il Comune di Acireale ha indetto un concorso pubblico per la selezione di un coordinatore specializzato nella gestione di progetti finanziati con risorse comunitarie, ovviamente è un’ottima notizia anche se si tratta di un solo posto a cui, probabilmente, risponderanno in tanti.

Oggi i nostri giovani laureati, dopo anni di studio, scontano una drammatica penuria di posti di lavoro, vanificando ed umiliando i sacrifici delle famiglie che ne hanno sostenuto gli studi universitari, e spesso sono irrimediabilmente costretti al demansionamento pur di ottenere un posto nella pubblica Amministrazione.

Leggendo il bando, però non può lasciarmi perplesso il requisito specifico richiesto, ovvero non una “semplice” laurea in discipline economiche o gestionali e nemmeno un percorso formativo nel settore ampio delle discipline umanistiche o legali, ma una puntuale richiesta di una laurea magistrale in scienze della pubblica amministrazione, codificata LM- 63 nell’ordinamento universitario italiano.

Ora confrontando i requisiti specifici di altri concorsi similari, non solo della “Contea” di Acireale ma anche del resto d’Italia, difficilmente per profili similari, si riscontra una sola tipologia di diploma di laurea bensì un ampio ventaglio di lauree di settore specialistiche e triennali ma mai univoche.




Ora io non sono abbastanza qualificato (come ti rispondono ai curriculum per spiegarti che non gli servi a niente) per sapere se l’unico corso di laurea in cui uno studente può acquisire le competenze per fare il coordinatore di progetti cofinanziati dai fondi europei , sia la laurea magistrale in scienza della pubblica amministrazione, certo che considerando la quantità di specializzazioni che il nostro ordinamento offre, mi riesce difficile comprendere una tale univocità formativa.

Leggendo il bando mi sovvengono quei concorsi per ricercatore a cui ambivano studenti ,più o meno, preparati che trascorrevano anni di università a tentare di entrare nel “cerchio magico ” di qualche “chiarissimo ” professore, e che dopo migliaia di servizi privati e risme di fotocopie e presentazioni per congressi, finalmente riusciva ad organizzare il concorso per strutturare il proprio delfino/portaborse, ma sono vecchi ricordi, di un mondo lontano e inattuale.

Per fortuna oggi, la ricerca del merito ha sostituito queste pratiche cavalleresche da ordinamento sacerdotale, e la nostra società ipercompetitiva ci seleziona sul merito e sui titoli…di coda.

Fabio D’agata