Il Palatupparello ritorna all’Ente Pubblico

ACIREALE – Rinegoziato il mutuo con l’Irfis (3.900.000 euro), sono previste spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria per un importo che si aggira intorno al 1.700.000 euro. Al consiglio comunale sono stati 18 i voti favorevoli e due contrati (D’Angelo, Marino) adesso inizia la fase più delicata: sistemare la struttura e produrre un bando per poi affidare la gestione ai privati.

La strada sembra essere già segnata, il bene ritorna al Comune e, dopo aver sistemato il palazzetto, si prevede l’emissione di un bando per la gestione della struttura che, come sappiamo, ha prodotto negli anni eventi di grande rilevanza anche nazionale.

E’ anche noto che nella nostra città l’unico spazio pubblico (anch’esso gestito da privati) è il Palavolcan. Una struttura che da ai nostri giovani atleti la possibilità di allenarsi e disputare le partite dei campionati delle varie discipline. Una struttura che, anche questo è noto, non riesce a soddisfare le esigenze di una città di oltre 50mila abitanti che da sempre patisce la povertà di spazi per lo sport, per il sociale e per le associazioni che lavorano sul territorio.

La riflessione intorno alla presunta bontà dei privati nella gestione della cosa pubblica, dalle nostre parti, è piuttosto triste. Così come per le terme, per l’hotel Excelsior e per il Palatupparello abbiamo dovuto assistere a gestioni fallimentari che hanno lasciato sul terreno solo debiti e nient’altro. Oggi tutti concordano nel dare la struttura del Palatupparello ai privati ma rimane un dato politico inevaso. Ovvero questa struttura, che finalmente ritorna al patrimonio pubblico, potrebbe e dovrebbe essere ossigeno da immettere a favore dei cittadini che dovrebbero poterla utilizzare per i fini e gli scopi per cui è nata.

Il bene ritorna alla città, ma sarebbe il caso che ritornasse ai cittadini, invece di procedere in direzione della gestione privata che se da una parte sgrava l’Ente di costi annui dall’altra non garantisce la funzione pubblica del Palatupparello fatto che, invece, sarebbe dovuto essere prioritario nella nostra città povera di spazi e di possibilità.

(mAd)