Il Rotaract Club Acireale, in occasione del 48° compleanno del club, ha organizzato ieri sera presso il ristorante “La conchiglia” di Stazzo, una “Cena al buio” in collaborazione con l’Associazione 104 Orizzontale Onlus.

Ieri sera presso il ristorante “La conchiglia” di Stazzo si è svolta una cena al buio organizzata dal gruppo dei giovani del Rotaract Club di Acireale in collaborazione con l’Associazione 104 Orizzontale Onlus. Lo scopo della cena è stato quello di raccogliere fondi da donare al Centro
“Helen Keller“ di Messina per l’acquisto e l’addestramento di cani guida per donarli ai non vedenti.

In un locale completamente al buio i non vedenti facenti parte dell’associazione 104 Orizzontale Onlus tra cui il presidente di questa Rosario Lucio Grasso hanno servito i commensali.

Immaginiamo per un attimo di ritrovarci in un luogo talmente buio da non riuscire a vedere la propria mano quando si prova a muoverla davanti agli occhi e di essere seduti davanti ad un tavolo da accarezzare piano per scoprirne la geometria, per dare un senso ad un’esperienza che non ha eguali.
Immaginiamo di non avere punti di riferimento, di essere seduti su una sedia della quale non conosciamo il colore, la forma, il tessuto e abbandonarsi totalmente ad una situazione nuova che ci farà conoscere la disabilità visiva dandoci modo di confrontarci con i camerieri stessi, e al contempo riscoprire il potere degli altri sensi, infatti al buio si amplificheranno i sensi dell’olfatto, del gusto, del tatto e dell’udito. Lo scopo di queste cene è quindi, quello di creare un’esperienza sensoriale collettiva che permetta cosi, di avvicinarci alla quotidianità dei non vedenti avendo la possibilità di stare insieme in modo più consapevole.

Abbiamo sentito Giuseppe Pugliatti, il titolare del ristorante la Conchiglia di Stazzo, che ha dichiarato: “Questa cena è stata per i partecipanti una esperienza di quelle che non scordi dove si percepisce che gli ostacoli le difficoltà con impegno e voglia possono essere arginati. Da parte mia in tutte e due le occasioni mi ha molto colpito la capacità di ascolto infatti, mentre descrivevo la logistica e gli spazi di lavoro ai ragazzi non vedenti , la sensazione era che disegnassero nelle loro menti tutte le informazioni di spazi e materia per poi esplorarle con il corpo, mani e passi, come se vedessero e senza commettere nessun errore. Nb non si è rotto nulla”.

Che ben vengano queste belle esperienze di inclusione sociale.

(Graziella Tomarchio)