INVOLTINI DI LONZA NE PAMPINI DI LUMIA (RICETTA DI NONNA LINA)

Oggi siamo felici di proporvi una ricetta semplice ma ricca di gusto e amore, perchè si sa che le ricette delle nonne profumano d’amore. La nonna di oggi si chiama Lina e mi ricorda tanto la mia. Nonna Lina ci propone gli “Involtini di lonza nelle foglie di limone” noi, Panza e Prisenza, la ringraziamo e con gioia le facciamo sapere che attendiamo altre sue ricette.
E a proposito di nonne..
I miei ricordi d’infanzia mi riportano alla mente la figura di mia nonna con il suo immancabile grembiule che toglieva solo quando andava a messa. E poi girando sul Web trovo questa storiella, che mi ha fatto fare un tuffo tra i ricordi, facendomi provare tanta tenerezza ripensando alla mia nonna.
“Il Grembiule della Nonna, il Mio SuperEroe.
Quando non c’erano tanti strumenti a semplificare la vita ma solo uno caro vecchio grembiule, indossato dalla nonna.
Io lo ricordo bene il grembiule della mia nonna… era sempre colorato, di tanti colori dal blu al rosso passando per il verde, quei colori che rimangono impressi, vividi nella memoria anche se in realtà era un po’ scolorito nel centro, macchiato e un po’ consunto. E poi aveva sempre una o due tasche e ricordo che nelle tasche c’erano sempre una o due caramelle di quelle al torroncino con la carta rossa… le Rossana se non ricordo male. Erano lì per me, mi lasciava frugare fino in fondo per cercarle e le mie manine piccole si perdevano in quelle tasche che per l’occasione erano state svuotate accuratamente, ma che di solito erano piene di fazzoletti, pinze, uncinetti, bottoni, presine… o di qualsiasi cosa potesse servire perché “non si sa mai“.
La ricordo bene la mia nonna col suo grembiule, e ne sento ancora il profumo, sapeva di torte e di bruciato, sapeva di mele cotte e di sugo della domenica, sapeva di cose vere.
Il grembiule non era mai immacolato, serviva a tante cose, proprio come descritto nella storia, ma solo oggi mi rendo conto che era qualcosa di più che un semplice indumento, era qualcosa che definiva un ruolo fondamentale nella famiglia. Chi portava il grembiule in casa era la figura più importante perché era colei in grado di fare tutto, una specie di super eroe che il mantello lo portava davanti anziché sulle spalle.
La nonna usava il grembiule per raccogliere la frutta, le uova, la verdura, lo usava per asciugare lacrime, sfornare torte, ravvivare il fuoco, era lo strumento “tutto fare”, senza un grembiule non potevi fare quello che faceva la nonna, per questo una volta ne fece uno anche per me, me lo regalò ed io rimasi un po’ stranita: “che razza di regalo è mai questo??”… ora capisco che era un regalo importante significava che ero pronta per diventare il super eroe di casa, colei che poteva fare tutto.
Ma il suo fine non era solo accessorio, era un rifugio dove ripararsi quando qualcosa non andava, un nascondiglio dove correre quando si combinava qualche marachella, un posto caldo dove accoccolarsi ad ascoltare le favole. Un abbraccio che proteggeva dalle intemperie del mondo; il grembiule della nonna era una sorta di benedizione dove ogni pericolo spariva e dove ci si poteva sentire al sicuro.
Il primo scopo del grembiule delle Nonna era di proteggere i vestiti sotto, ma, inoltre:Serviva da guanto per ritirare la padella bruciante dal forno;Era meraviglioso per asciugare le lacrime dei bambini ed, in certe occasioni, per pulire le faccine sporche;Dal pollaio, il grembiule serviva a trasportare le uova e, talvolta, i pulcini!;Quando i visitatori arrivavano, il grembiule serviva a proteggere i bambini timidi;Quando faceva freddo, la Nonna se ne imbacuccava le braccia;Questo buon vecchio grembiule faceva da soffietto, agitato sopra il fuoco a legna;Era lui che trasportava le patate e la legna secca in cucina;Dall’ orto, esso serviva da paniere per molti ortaggi dopo che i piselli erano stati raccolti era il turno dei cavoli;A fine stagione, esso era utilizzato per raccogliere le mele cadute dell’ albero;Quando dei visitatori arrivavano in modo improvviso era sorprendente vedere la rapidità con cui questo vecchio grembiule poteva dar giù la polvere;All’ora di servire i pasti la Nonna andava sulla scala ad agitare il suo grembiulee gli uomini nei campi sapevano all’istante che dovevano andare a tavola;La Nonna l’utilizzava anche per posare la torta di mele appena uscita dal forno sul davanzale a raffreddare; ai nostri giorni sua nipote la mette là per scongelarla.Occorrerà un bel po’ d’anni anni prima che qualche invenzione o qualche oggetto possa rimpiazzare questo vecchio buon grembiule.
Io rivoglio il grembiule pieno di natura, fiori, frutti, amore e profumi, rivoglio un’infanzia fatta di cose umili ma indispensabili, io rivoglio il mio super eroe!!” (Valeria Bonora)
INVOLTINI DI LONZA NE PAMPINI DI LUMIA (RICETTA DI NONNA LINA)
INGREDIENTIper quattro persone
8 fettine di Lonza. (Ma si può usare qualunque tipo di carne tagliata sottile)
Pepato fresco
Pangrattato
Salvia
Rosmarino
Parmigiano
Foglie di Limone
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe
PPREPARAZIONE
In un piatto mettere del pangrattato con due cucchiai di parmigiano sale e pepe,In un altro piatto versare un po’ di olio. Immergervi le fettine di carne e impararle nel pangrattato.
Quando la fettina sarà impanata, aggiunte una foglia di salvia dei ciuffetti di rosmarino e un pezzettino di pepato fresco, avvolgete il tutto e chiudete con dei bastoncini di legno, a questo punto avvolgete l’involtino nella foglia di limone.
Ripetere il procedimento per tutte le fettine ed infornare a 160 gradi per 15 minuti.
Buon appetito da( Panza, Prisenza e nonna Lina)