“Io sono Valentino e porto il nome dell’amore”

“Ah, dimenticavo…io sono Valentino e porto il nome dell’Amore”.

Si conclude così l’insieme dei due racconti che hanno visto la realizzazione di un libro, “Quell’assenza che è molto più di una presenza”, in memoria di Valentino Trovato.

Valentino Sebastiano Trovato, nasceva ad Acireale l’8 febbraio del 1980.
Eclettico, carismatico, magnetico, era amatissimo dai genitori, dai suoi sette tra fratelli e sorelle, dagli insegnanti, dai compagni e dagli amici.
Curioso, vivace, innamorato della vita, imparava da autodidatta quattro lingue, inglese, francese, spagnolo e arabo, anche grazie all’attività di animatore turistico che lo portava a viaggiare molto.

Viveva tra Sicilia e Liguria, occupandosi di pubblicità e servizi.
Nel 2009 rientrava definitivamente in Sicilia, trascorrendo, come da sempre faceva, la stagione estiva a Lipari, svolgendo l’attività di PR.
E proprio tra quelle strade dell’isola, che amava percorrere a piedi scalzi, procurandosi così l’appellativo Barefoot, perdeva la vita in un tragico incidente, il 25 agosto 2017, all’età di 37 anni.

Abbiamo incontrato e conosciuto con molto piacere Nunzia e Francesco, due dei sette fratelli di Valentino, in rappresentanza della famiglia tutta, i quali, con una particolare gioia negli occhi, ma soprattutto nel cuore, ci hanno raccontato la nascita del libro, presentato qualche settimana fa presso Villa Pennisi :

” Poco dopo la scomparsa di nostro fratello, una sua amica di Savona, dove lui ha vissuto per tanto tempo, contattò Nunzia, spiegandole che Valentino, tra le tante, aveva una passione fino ad allora a noi sconosciuta, ovvero quella di scrivere. E che se avessimo cercato, avremmo trovato dei suoi scritti.
E così ci siamo messi a cercare e abbiamo trovato questi due racconti, “Oltre” e “Angeli”.
Inizialmente non sapevamo cosa fare, abbiamo avuto dei tentennamenti sulla decisione di pubblicarli o meno, ci sembrava di entrare troppo nel privato e nelle scelte di Valentino, non sapevamo se realmente lui avrebbe mai pubblicato i suoi racconti. Alla fine invece abbiamo deciso di condividere i suoi pensieri con tutti coloro che l’hanno conosciuto e amato. E siamo felici della nostra scelta e della riuscita della serata di presentazione, alla quale hanno partecipato in tantissimi, riuscita grazie anche alle persone che l’hanno arricchita, come, tra gli altri, il professore Salvatore Valastro, che ha anche curato la prefazione del libro; l’attore Antonio Castro che ha interpretato i racconti e la professoressa Giusy Cassaniti, presidentessa dell’Associazione Familiari e Vittime della strada Onlus.”.

Il libro infatti, oltre a dare risalto alla parte intima di Valentino attraverso i suoi racconti, accende un faro sui problemi della sicurezza stradale e della giustizia. Alla fine del libro possiamo leggere i numeri, strazianti, delle vittime della strada, 4.000 persone ogni anno, 300.000 feriti ed oltre 20.000 i disabili gravi, tra pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, autotrasportatori.
Dati che posano l’attenzione sulla responsabilità delle istituzioni riguardo la prevenzione e le strategie adeguate da attivare.

Abbiamo infine chiesto a Nunzia e Francesco, cosa hanno trovato di Valentino nei suoi inediti :
“Sicuramente la sua ironia, il suo modo di intercalare, anche in siciliano, nelle battute. Per il resto invece, ci ha stupito questo suo aspetto tanto spirituale. Lui che era davvero un personaggio particolare, amava la vita in ogni sua sfaccettatura, amava la libertà e si, amava le donne, e anche questo possiamo ritrovarlo nei due racconti, l’esaltazione della figura femminile.”.

Il libro è appunto composto da due racconti, “Oltre”, che ha una struttura completa, e “Angeli”, che è invece rimasto incompiuto e si struttura in maniera meno ordinata. Poiché incompleto, il finale è rimasto aperto e si dà la possibilità al lettore di sceglierne uno e scriverlo di seguito, grazie alle linee continue lasciate nelle pagine successive.
Le immagini del libro sono curate da Samuel Mannoia, le sue possono definirsi “associazioni emotive tra il racconto e l’aspetto onirico, frutto della sua emotività, delle sue sensazioni ed emozioni”, come ci spiega Francesco.
La fotografia è di Clelia Mannoia e la grafica di Saro Intelisano.

Con molto entusiasmo, Nunzia e Francesco non nascondono l’intenzione di proseguire con le presentazioni, non appena passerà questo periodo d’emergenza legata al Covid, in modo da riuscire ad organizzare eventi in sicurezza e serenità.
Nell’attesa, “Quell’assenza che è molto più di una presenza”, è possibile acquistarlo presso la libreria Ubik di Acireale.

Non sappiamo cosa Valentino Trovato Barefoot volesse dirci attraverso i suoi racconti, lui che “immaginava la vita come un dipinto”, lui che la vita la attraversava a piedi scalzi, per sentirne il contatto, per viverla appieno più che potesse.
Lui che, forse come il marinaio nel dipinto, chissà quale tempesta desiderava insegnarci ad attraversare :
“Mi piace immaginare la vita come un dipinto”, scriveva, “Qualcuno la dipinge in un modo, poi, le variazioni, dettate dal caso, la modificano. Tutti partiamo dall’azzurro. Azzurro come il cielo, ma il tempo, lo riempie di nuvole, nuvole grigie… lampi…bufere e tempeste”.

Certo è che, ancora una volta, ha lasciato il suo pensiero positivo, così come con il suo sorriso, con i suoi occhi vivaci, con la sua coinvolgente vitalità, ha fatto durante la sua vita :
” Certe volte nella tempesta si trova la serenità”, concludeva.
E chissà, magari, Valentino, la serenità l’hai trovata lì tra i tuoi “Angeli” e alla fine l’hai pure convinto il resistente Cupido, a farti conoscere “il vero Amore, il tuo papavero”…del resto, ne porti il nome…

Grazie per queste tue “impronte” lasciate tra le righe dei tuoi scritti, Barefoot.
E grazie ai familiari per averci permesso di leggerle.

Un ringraziamento sentito a Nunzia e Francesco per averci donato il loro tempo e per averci raccontato Valentino così come certamente avrebbe voluto, facendoci commuovere ed emozionare si, ma tra tanti sorrisi in un pomeriggio spensierato.

Infine, una conclusione fuori dai canoni, dedico un pensiero alla mia amica, ( una mia “sorella” ), Sara…cugina di Valentino.

Laura Magliocco