Ipab Oasi Cristo Re, arrivano 350 mila euro per 23 dipendenti

Arrivano 350 mila euro di salari pregressi per i lavoratori dell’ Ipab Oasi Cristo Re. Una boccata di ossigeno da troppo tempo attesa o meglio un diritto sacrosanto finalmente riconosciuto per 23 dipendenti, che fino all’ultimo giorno in cui erano presenti gli ospiti del ricovero di via Maddem, hanno svolto in maniera impeccabile il loro dovere.

Dopo più di 50 mesi di attesa la buona notizia è stata comunicata ufficialmente stamattina alla stampa dall’assessore allo sviluppo socio economico Alfio Cavallaro.

“Dopo tante vicissitudini, giudiziarie e burocratiche finalmente ieri siamo riusciti a liberare i fondi che avevamo a disposizione e a renderli disponibili per gli aventi diritto. Siamo riusciti a liberare circa 350 mila euro, distribuiti a 23 dipendenti. Per due di loro abbiamo pagato l’intero compenso, per gli altri siamo arrivati a coprire oltre il 99%. Dispiace che altrettanti lavoratori, circa una trentina, non abbiano potuto usufruire di questa boccata d’ossigeno, ma c’è un’ udienza fissata per l’11 luglio al tribunale di Catania e aspettiamo nuove determinazioni in merito”, ha annunciato Cavallaro, che ha anche ricordato: “La vicenda nasce da lontano, il Comune si è mosso, però ci sono diverse controversie in atto con l’Asp regionale, perchè il comune si troverebbe ad essere il soggetto che anticipa le somme poi rimborsate dall’Asp, che dal suo canto paventa qualche problema. Per questo c’è un contenzioso importante e dovremmo cercare di trovare un accordo, si rischia di perdere ingenti somme, che teoricamente avremmo dovuto solo anticipare, ma che in pratica il comune di Acireale sta sopportando”.

A breve alla amara e complessa vicenda dell’Ipab Oasi Cristo Re sarà dedicata una seduta di consiglio comunale.

“Sì, dedicheremo all’Oasi Cristo Re una seduta di consiglio, più che altro per mettere a conoscenza la citta dei passaggi avvenuti. Il consiglio non può fare miracoli, può prendere atto può dare spunti, istruzioni, ma non può disporre di qualcosa di cui non può avere contezza, non ha somme a disposizione”.

(Red)