Ipab Oasi Cristo Re, nessuno si prenda meriti per un provvedimento che arriva con anni di ritardo.

ACIREALE – La notizia che i lavoratori da sempre rimasti a presidiare la struttura dell’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale saranno assorbiti dall’ASP arriva con anni di ritardo. Un provvedimento giusto che prova a sanare una situazione che da troppo tempo era diventata drammatica e grottesca. Lavoratori regionali che non sono mai stati licenziati e che, allo stesso tempo, non percepivano un regolare e puntuale stipendio. Lavoratori sospesi in un limbo spietato, sommersi da promesse non mantenute, che hanno dovuto patire il peso del quotidiano, che hanno richiesto aiuto, che hanno fatto sit-in, cortei, manifestazioni e innumerevoli appelli. Per anni queste donne e questi uomini si sono presentati in una struttura vuota senza ospiti ed hanno atteso che la loro situazione venisse in qualche modo regolata e riportata alla normalità. Niente, solo silenzi, ostracismi e tanta tanta demagogia e “campagna elettorale”.

Adesso è arrivata la soluzione, i lavoratori saranno assorbiti dall’ASP, torneranno a svolgere una mansione lavorativa e riceveranno uno stipendio. Vogliamo, però, ancora capire se a questi lavoratori, lasciati per anni da soli e senza soldi, saranno versati gli anni di arretrati che hanno maturato? Vogliamo capire perché questa soluzione (in fin dei conti semplice ed ovvia) non sia stata presa anni prima, vogliamo capire perché la mitica legge di riordino della Ipab siciliane non è mai stata discussa e men che meno varata.

In questi lunghi anni abbiamo seguito la vicenda con la passione dovuta, con la certezza che la politica siciliana stesse compiendo ai danni dei lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re un vero e proprio stillicidio producendo una lenta agonia che ha visto tanti arrivare stremati e disperati davanti ai nostri microfoni.

Adesso finalmente arriva una soluzione, finalmente i lavoratori possono tirare un sospiro di sollievo e davanti a questa tardiva misura nessuno dei politici deve prendersene i meriti. Nessuno! E i lavoratori non devono ringraziare la stessa classe dirigente e politica che per anni ha fatto finta di non vedere la tragedia che si stava consumando. Tutti quegli anni di silenzi e di promesse non mantenute non possono e non devono essere cancellate dall’accordo che sarà siglato con l’ASP e nessuno pensi di incassare politicamente il risultato che, come abbiamo detto, giunge abbondantemente a tempo scaduto.

E adesso pagate gli arretrati.

(mAd)