Ipab estinte – Pennisi Alessi, Allegra e Fresta, l’Ente rinuncia al giudizio. Fichera: “Determina frutto di un’istruttoria inesistente”

ACIREALE – Con la determina sindacale del 28 nov. 2019 il sindaco Alì decide di revocare la determina “sindacale n. 62 del 7/4/2017 di costituzione nel giudizio 22188/2016 RG pendente presso il Tribunale Civile di Catania”.

Il contendere si riferiva alle estinte IPAB che sarebbero dovute presumibilmente passare all’Ente pubblico in riferimento al “Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 296/ Serv. 4 del 06/17/2016”. Avevano opposto ricorso al Tribunale Monsignor Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale, Don Roberto Strano al tempo parroco della Cattedrale di Acireale e Don Alfio Cantarella prevosto dei Padri Filippini in quanto legatari ed “amministratori di diretto dell’Opera Pia (IPAB) “Canonico Pennisi Alessi” e quanto al primo anche amministratore di diritto dell’Opera Pia (IPAB) “Casa delle Fanciulle Allegra e Fresta”.

Con la determina sindacale viene quindi revocata quella del 07/04/2017 quando l’amministrazione Barbagallo aveva deciso di andare a giudizio.

A questo proposito abbiamo sentito l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Acireale l’avv. Francesco Fichera. “Questa del sindaco Alì è una determina sindacale frutto di un’istruttoria completamente inesistente. Occorreva – continua Fichera – per arrivare ad una decisione di questo tipo quantomeno una valutazione degli immobili e se il loro valore avrebbe potuto superare o meno l’esistenza di eventuali debiti delle Ipab dichiarate estinte. Mi sento di affermare che da questa istruttoria tutto ciò non emerge assolutamente invece appare chiaro un altro dato (secondo me smentito anche dal decreto di estinzione delle Ipab) secondo cui gli immobili delle Ipab sarebbero andati nei Comuni dove si trovano. Il decreto di estinzione dice che gli immobili delle Ipab estinte vanno al Comune di Acireale”.

Ed allora perchè la necessità di non andare in giudizio? Continua l’ex assessore Fichera: “E’ veramente singolare che rispetto ad un giudizio che il Comune di Acireale malgrado avesse subìto il giudizio – ricordo che il giudizio non è stato promosso dal Comune ma lo ha subito per iniziativa della Diocesi che ha rivendicato diritti sui beni delle Ipab in oggetto – adesso per decisione del sindaco Alì non si difende più o dovrebbe difendersi con un altro avvocato che verosimilmente dovrebbe sostenere una tesi diversa da quella che il Comune ha sempre sostenuto fino ad ora, ovvero quella della legittimità del decreto di estinzione delle Ipab e del trasferimento di tutti i beni al Comune di Acireale”.

Si rinuncia alla difesa e rimane aperta la questione dei beni delle ipab estinte?

Avv. Fichera: “E’ veramente singolare che una decisione simile venga presa in questi termini e senza un’istruttoria che doveva comprendere anche la valutazione dei beni immobili delle ipab in questione”.

E così sia!

(mAd)