Isola pedonale davanti al Palazzo, il simbolo e la provocazione

ACIREALE – Dal lontano 2005 si parla intorno alla questione isola pedonale, ztl ed altri spazi da riconsegnare ai cittadini e ai visitatori e da sottrarre agli automobilisti. Una questione che tantissimi Comuni italiani hanno già risolto da decenni, riconsegnando pezzi di città, i centri storici e gli spazi antistante i beni architettonici di rilievo alla vivibilità urbana.

Dalle nostre parte, invece, si riconsegnano spazi alle autovetture sottraendo anche quel poco che negli anni si era riusciti a conquistare anche con una spinta, certamente proveniente dalla società civile acese, che da anni sostiene la necessità di avere luoghi di percorribilità urbana liberati dai fumi degli automezzi e poter girare il centro storico a piedi e/o con mezzi di trasporto elettrici. Niente da fare.

Di mese in mese, di anno in anno continuano le soluzioni (tutte sperimentali e mai definitive) di apertura e chiusura del centro storico. Di tutte queste “soluzioni” e provvedimenti mai nessuno di questi ha interessato piazza Vigo, per essere precisi, ordinare la chiusura al traffico per permettere che la splendida Basilica barocca di S. Sebastiano possa essere ammirata e visitata senza che le auto vi transitano e senza parcheggio ne in prima ne in seconda fila. Nulla.

Provvedimenti su provvedimenti in attesa di put, pum, pugt, bim, bum e bam. In attesa del fatidico giorno in cui ci metteremo alla pari con tutti gli altri comuni itlaliani ad Acireale restano solo 20 metri di isola pedonale. Dove si trovano? Ma sotto il Palazzo di Città ovviamente. Lì dove entrano ed escono i politici nostrani, prorpio davanti il Palazzo, unica isola senza auto in una città di oltre 53 mila abitanti. E’ uno scandalo? No, ma sembra proprio che ha tutto il sapore della provocazione; quella sensazione di sentirsi “servi della gleba”. La conferma di dinamiche sociali di tipo feudale, un modello monarchico di garantirsi vivibilità mentre tutto intorno affoga nello smog e nel caos.

Sarebbe interessante, a questo punto, capire perchè quel misero tratto di isola pedonale (sotto il Palazzo, ai piedi del Palazzo) non sia, come tutto il resto, sperimentale ma ostinatamente definitivo? Cosa hanno di speciale i nostri politici locali che hanno deciso (già da anni) di dedicarsi un “cortile” di vivibilità ed ignorare, allo stesso tempo, le richieste di tanta società civile acese? Si vuole forse dimostrare la forza del privilegio?

Simbolicamente è uno schiaffo ai cittadini.

(mAd)