mercoledì, Giugno 29, 2022
Google search engine
HomeDai lettoriIvan Castrogiovanni, 1983 (sugli ingegneri e architetti acesi)

Ivan Castrogiovanni, 1983 (sugli ingegneri e architetti acesi)

architetti2
Sono passati trentatré anni da quando scrissi in una rubrica settimanale, che gestivo, questo articolo. Sarei lieto di sapere quanta attualità ha, a giudizio dei lettori .
La costituzione dell’associazione denominata “ingegneriarchitettiacesi” va registrata nelle cronache non solo per dovere d’informazione, bensì per le ricche potenzialità che racchiude in sè. Intanto ad essa hanno aderito immediatamente oltre 60 architetti e ingegneri, regolarmente accreditati presso i rispettivi Ordini a livello provinciale: molti giovani, tanti appartenenti alla‘ vecchia guardia’. C’è poi da sottolineare lo spirito pratico dei neofiti, che si sono dotati di uno statuto agile, operativo: hanno un organismo direttivo che l’assemblea di fondazione ha ritenuto di riconoscere nel nucleo ideatore e promotore dell’Associazione; hanno già informato della propria esistenza e dei loro obiettivi le forze politiche e sociali, in particolare presentandosi ufficialmente al Sindaco nella ‘tornata’ di incontri che il Primo cittadino ha riservato alle organizzazioni culturali, il 15 u.s. In verità l’associazione avrebbe preferito essere ricevuta nel quadro dei precedenti incontri avuti dal sindaco con le categorie produttive, di cui fa parte a pieno titolo.
Ora si pongono per l’Associazione problemi assai ardui, anche se sarà proprio il modo corretto di aggredire questi problemi che la fortificherà.
Che potere contrattuale ha (o meglio, avrà) essa nella gestione del PRG, nella composizione di organi istituzionali quali la Commissione edilizia (che dev’essere rinnovata dopo trent’anni!), nel favorire la valorizzazione delle professioni di ingegnere e architetto nel territorio?
Che grado di omogeneità essa esprime al suo interno, dal momento che molti suoi membri – specie quelli della ‘vecchia guardia’- sono legati da un rapporto ‘extra agrum’ col partito di governo? Si sottoporrebbero questi ultimi alla dialettica interna, conferendo piena sovranità all’Associazione nel rappresentare, eleggere (o ricusare, qualora emergesseroi casi di indegnità deontologica) e, comunque, intervenire, almeno al livello degli affari pubblici?
Quest’ultimo interrogativo io spero non suoni offesa per quei professionisti che (nel bene e nel male) hanno fatto la storia della nostra Città, tuttavia è bene esser franchi e discutere apertamente e ripetutamente di queste cose, per non ingenerare in alcuno pulsioni opportunistiche, e senso di frustrazione in molti.
Non a caso l’idea di costituire un’ associazione che si propone fini di confronto, di scambio di esperienze (cito lo Statuto) nasce dal settore degli architetti e degli ingegneri: chi ha vissuto il ’68 sa che le facoltà di architettura, i politecnici sono stati crogiolo, specchio, cassa di risonanza dei grandi drammi della nostra società, primo di tutti quello dello spazio fisico dell’esistenza, un fattore che relaziona tutte le attività umane: la medicina, il lavoro, la vita familiare, l’educazione, lo sport, sarebbero impensabili senza gli edifici. Ecco da dove scaturisce la sensibilità filosofica degli architetti e degli ingegneri.
A voler prendere sul serio le affermazioni che la classe politica fa da un po’ di tempo in qua, circa il professionalismo da introdurre nella gestione della cosa pubblica, l’Associazione dovrebbe rallegrarsi ché, poniamo, i membri della Commissione edilizia saranno, secondo questo criterio, sicuramente espressi dal suo seno, a garanzia di professionalità universalmente riconosciuta e di controllo reale esercitato con competenza sugli stessi: le cose, però, non stanno così: il rischio è che le scelte , ancora una volta, si facciano nelle segreterie dei partiti, avvilendo animi, frustrando competenze. Forza, allora. Il terreno su cui si vincono queste battaglie è quello dell’autorità che promana dall’esperienza, della dialettica degli argomenti. Su questo terreno l’Associazione può dare importanti contributi ad Acireale.
Vorrei, infine, citare i nomi e le rispettive cariche dei dirigenti l’Associazione: ing. Angelo Di Mauro, presidente; arch. Toni Licciardello, vicepresidente; ing.Agostino Pennisi, segretario; ing. Andrea Musmeci, tesoriere; ing. Angelo Borzì, ing.Mario Caltabiano,ing Mario Maccarrone, arch. Nuccio Mangiagli, arch. Orazio Seminara, membri.

Ivan Castrogiovanni
(su Il Gazzettino del Sud, 27 aprile 1983)

(sdm)

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments