JACI&JAZZ, la nostra intervista al direttore artistico Antonio Marangolo

Acireale – Per l’edizione 2020 di JACI&JAZZ, abbiamo incontrato presso il bar Costarelli il musicista Antonio Marangolo. Classe 1949, acese di nascita, cantante, pianista, sassofonista, Marangolo ha collaborato con Ivano Fossati, Paolo Conte, Claudio Lolli, Vinicio Capossela e dal 1983 suona stabilmente con Guccini.

Ci scusiamo per la cattiva qualità dell’audio. Abbiamo riportato l’intervista al direttore artistico Antonio Marangolo in forma scritta.

Valeria Musumeci: Sono con Antonio Marangolo, musicista con una storia importante importante di collaborazioni ma soprattutto da quattro anni a questa parte direttore artistico di Jaci&Jazz. Maestro Marangolo l’idea di organizzare il festival come è nata?

Antonio Marangolo: “Ma è nata da altri che hanno avuto questo idea e la gentilezza di affidarmi la direzione già da quattro edizioni, Io ho accettato con piacere.

Valeria Musumeci: Il suo rapporto con Acireale…

Antonio Marangolo: “Il rapporto, a parte il fatto del rapporto di quelli che se ne vanno, che rimpiangono la Sicilia, i sapori, non è stato buono perchè io quando stavo qui ci stavo male, perchè ero recalicitante e scalpitavo per andare e la moda (soprattutto la moda) dei Beatles negli anni ’60 è stato la moda che mi ha fatto andare via, come mio fratello Agostino nel ’69. Quando abbiamo traghettato, abbiamo lanciato cento lire in mare come rito propiziatorio di non tornare mai più. Cosa che ho fatto anche oggi, nel frattempo i traghetti costano di più, le cento lire non ci sono più quindi ho buttato i cinque euro… detto questo con l’età non sono più così… potrei anche tornare qui”.

Valeria Musumeci: Adesso di cosa si occupa?

Antonio Marangolo: “Io faccio solo il musicista – faccio anche il pittore e lo scrittore ma da tempo non scrivo… – lavoro al nord con Guccini che conosco da trent’anni, con un trio con Ares Tavolazzi, collaboro con altri cantanti…. tante cose…”

Valeria Musumeci: La sua esibizione è per prevista per la serata conclusiva, dalle ore 22, ho letto che sarà un’esibizione che coinvolgerà non soltanto la musica ma anche l’arte. Ci spieghi meglio.

Antonio Marangolo: “Non ci saranno immagini, per me la musica è sempre un fatto di intimità costante, in questo caso, con musicisti siciliani bravissimi con cui mi trovo benissimo che sono Antonio Moncada, Alessandro Nobile e Carlo Cattano, ho trovato musicisti sensibili. Non tutti i musicisti sono colti, molto non leggono mai un libro… invece questi ragazzi mi hanno seguito per cui nella stesura dei brani – quando proviamo – vedo delle indicazioni di accostamento di cui tengo molto a questo aspetto. Ovviamente il pubblico non concepisce direttamente è un fatto intuitivo che arriva, sono cambiamenti… ecco il pubblico avverte le immagini….”

(Valeria Musmeci)