LA CASA DEL PORCELLINO, FIABA O REALTÀ? Le case di paglia: campi d’ impiego, tecnica costruttiva, tempi e costi di realizzazione.

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LA CASA DEL PORCELLINO, FIABA O REALTÀ?
Le case di paglia: campi d’ impiego, tecnica costruttiva, tempi e costi di realizzazione.

L’utilizzo di materiali come terra, paglia, legno e bambù nell’edilizia, è spesso visto con scetticismo nella cultura occidentale, dove è consuetudine edificare con il cemento armato.
Bisogna invece ricordare che miliardi di persone nel mondo, vivono in abitazioni costruite con materiali naturali, guadagnando in termini di comfort, salute e benessere.
La scelta di costruire con il cemento è fondata più sulla praticità del materiale che sulla qualità.
Spesso infatti si riscontrano problemi di umidità, l’insorgere di muffe ed i prodotti antimuffa servono solo a nascondere il problema, ma non a risolverlo. Inoltre l’industria del cemento produce circa il 51% dei gas dannosi per lo strato di ozono.
La paglia, materiale umile e di facile reperimento, è stato utilizzato in passato insieme ad altri componenti per la costruzione di corpi di fabbrica performanti e resistenti nel tempo.
L’ uso di questo materiale, coadiuvato da sabbia, fango e argilla ha permesso a molti popoli uno sviluppo prospero e dignitoso; inoltre, ha contribuito a fornire una delle necessità principali all’esistenza, un riparo, un’abitazione, un luogo nel quale riunirsi e svolgere le funzioni quotidiane che hanno permesso un susseguirsi di azioni e reazioni.
IMG_0177Le abitazioni costruite con materiali naturali come la paglia hanno la loro origine con l’inizio degli insediamenti umani. Le loro caratteristiche principali erano, la facilità di costruzione e quella con cui si reperivano i materiali.
Le origini delle case di paglia risalgono alla seconda metà dell’ottocento, quando fu inventata la macchina imballatrice. Realizzate da un gruppo di pionieri americani, che si erano stanziati in una zona del Nebraska povera di legno e pietrame. In Europa, la casa in paglia più antica è datata 1912 e si trova in Francia. Intorno al 1970 le tecniche di costruzione vennero affinate ed adeguate alle esigenze moderne. Infine, nel 1990, l’architetto Barbara Jones, importò questi metodi in Inghilterra, apportando modifiche che tenessero conto della differente situazione climatica del sito.
In Italia il primo edificio realizzato con questa tecnica si trova a Venezia ed è stato realizzato in autocostruzione sotto la guida della stessa Jones, Bee Rowan e dell’italiano Stefano Soldati.
Ma, quel è la tecnica costruttiva impiegata?
In America, le prime abitazioni realizzate avevano una struttura portante realizzata con tondini d’acciaio per mantenere le balle di paglia allineate, la rete elettrosaldata serviva per tenere l’intonaco cementizio e le fondazioni erano in cemento armato.
Successivamente, Barbara Jones sostituì l’acciaio strutturale col legno, e il cemento con la calce, utilizzando esclusivamente intonaci a calce e in terra cruda.
Questo aumentava la traspirabilità delle pareti, e risolveva il problema dell’insorgere di muffe nelle zone più umide della casa, come bagno e cucina. Gli impianti possono essere installati come in una casa convenzionale. È possibile applicare piastrelle alle pareti, utilizzando argilla al posto della colla. È anche possibile inserire strutture come mensole, chiodi o tasselli, scegliendo tecniche differenti a seconda del peso delle strutture stesse.
La paglia è un materiale ecosostenibile: si forma grazie alla fotosintesi dei cereali (grano, orzo, riso, ecc.) che, essendo alla base dell’alimentazione umana, vengono coltivati in tutto il mondo in maniera continuativa. Per questo motivo è un materiale facilissimo da reperire e che si rinnova continuamente. Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, è un materiale a basso rischio incendio: test dimostrano che un muro in balle di paglia può resistere alla temperatura di 1010° C per un periodo di tre ore, tempo sufficiente allo sgombero dei locali e allo spegnimento delle fiamme.
La paglia è inoltre un ottimo isolante e ciò consente un notevole risparmio sul combustibile necessario al riscaldamento dei locali.
È fonoassorbente: viene infatti utilizzata come barriera acustica nelle autostrade e negli aeroporti, e per realizzare studi di registrazione.
È un materiale traspirante: abbinato a intonaci naturali assicura un ricambio d’aria costante all’interno dell’edificio, evitando così il formarsi di muffe. A differenza del fieno, che è erba verde tagliata e messa ad essiccare, la paglia non causa allergie né la febbre da fieno.
Non esistono parassiti per la paglia e una volta intonacata diventa inaccessibile anche ai topi che, pur non mangiandola, spesso vi trovano riparo.
FullSizeRenderInfine, dal punto di vista statico, è dimostrato che la paglia può sostenere più di 15 tonnellate al mq e dal punto di vista antisismico, test di laboratorio mostrano gli effetti pressoché nulli di un terremoto di magnitudo 6,7 e la resistenza dei muri anche a sollecitazioni di doppia intensità.
Ulteriore nota a favore di questo materiale fa riferimento ai tempi e costi di realizzazione: infatti, la struttura grezza di una casa in paglia può essere completata in meno di due settimane. La messa in opere delle balle è molto veloce: in poche ore possono essere erette tutte le pareti. Se l’edificio è ben progettato può durare per secoli. Basta assicurarsi che sia ben protetto con dei buoni intonaci. Essendo considerato un materiale di scarto, la paglia ha costi molto bassi: il prezzo di una balla varia dai 2,5 ai 3,5 euro. Considerando una casa di 150 mq, per la quale occorrono 400 balle, si arriva a un costo totale di circa 1000–1400 euro. Per la costruzione si può risparmiare organizzando corsi e campi di lavoro e facendo il più possibile autocostruzione, ovviamente sotto la guida di un tecnico specializzato nel settore.
C. Patanè