La Città e Le Regole

Questa Sindacatura ci ha abituato ad una gestione dei consigli comunali che alterna formalismi e protocolli da grande assemblea costituente a momenti di disinvoltura e sprezzante superficialità, rintracciabili solo in riunioni di condomini di provincia.

Siamo passati dallo psicodramma della convocazione mattutina a quella dell’aperitivo per tornare alle vecchie abitudini serali, ma a tenere alta l’attenzione dei commentatori e dei semplici cittadini sono gli impegni personali dei membri dell’amministrazione che nonostante il preavviso, sembrano piuttosto oberati dalle loro vite private tra lauree di parenti e serate in pizzeria .

Ultima di queste “notizie”, che in una città fuori controllo in cui l’unico dinamismo apprezzabile è solo quello del traffico veicolare abbiamo assistito ad una nuova perla nel consiglio del 28 maggio scorso, in cui tra gli argomenti da trattare c’era l’importante questione del manto erboso dello stadio “Aci e Galatea” fu Tupparello sotto la responsabilità amministrativa dell’Assessore Pirrone.

L’Assessore che aveva comunicato la propria assenza con una nota inviata alla presidenza, qualche ora dopo viene notato in un locale del centro a ritirare alcune pizze sostando in una zona con divieto di fermata, il tutto a 24 ore dalle polemiche sul mancato rispetto delle regole di accesso a piazza Duomo, che ha generato l’indignazione di una città intera.

La “notizia”, finita in pasto ai social ha provocato reazioni sia tra i cittadini che tra i Consiglieri di maggioranza spingendo Pirrone ad una replica sempre a mezzo social :

Ieri in consiglio comunale si é riferito sullo stato dell’arte nel merito degli interventi di miglioramento dello stadio Aci e Galatea, già Tupparello. Sulla questione ho depositato una lunga, articolata e onnicomprensiva nota sull’attività svolta. Una vicenda complessa e attentamente monitorata. Ho avvisato il consiglio che non sarei stato presente per impegni personali.
Con questo post intendo chiarire, non certo giustificare, di non esser venuto meno ai miei doveri istituzionali e a chi, con puro spirito da stalker, sta facendo circolare una foto della mia auto ferma, che c’era in corso una veloce attività di carico concordata presso un esercente . “

Quando si sceglie di fare politica, si riducono le prerogative della propria vita privata mettendo il proprio tempo al servizio della Comunità, non si è obbligati a farlo, è una libera scelta che comporta sicuramente rinunce ed espone il politico alle critiche , spesso feroci, dell’opposizione e della cittadinanza che osserva, commenta e talvolta condanna.

Ma pensare di poter trascorrere un anno senza che vi siano risultati visibili della propria azione di governo, in una città ridotta ad un grande parcheggio barocco e poi disdettare gli impegni amministrativi per farsi vedere a 100 metri, da dove si sarebbe dovuto discutere argomenti di propria competenza, non è solo irresponsabile, è soprattutto irrispettoso delle migliaia di persone che hanno sostenuto un progetto ed oggi assistono inermi ala decomposizione di una comunità e delle sue regole.

Assessore, fare politica non è un obbligo, se non ha tempo si dimetta.

Fabio D’Agata