La Città senza Biciclette

La determina dirigenziale 152 del 5/8/2019 completa la precedente realizzazione della pista ciclabile di 400 m in Corso Italia, prevista nel Piano Urbano del Traffico presentato in Consiglio e non ancora adottato.

Il piano presentato solo in sede consiliare, di cui non disponiamo di documenti ufficiali, prevede oltre l’istituzione della zona 30 in centro storico la realizzazione di un’infrastruttura ciclabile che, dovrebbe, collegare il centro con le scuole del Corso Italia alto, mediante un tracciato in sede propria a doppio senso.

L’ art. 6 del D.M. n. 557 DEL 1999 rubricato Definizioni, tipologia e localizzazione identifica le diverse piste ciclabili di cui all’art. 4:

  • Piste ciclabili in sede propria sono dei percorsi che corrono paralleli a strade aperte al traffico veicolare, ma separati da cordoli, marciapiedi o transenne, ringhiere, piolini, in modo da rendere impossibile la commistione con il traffico veicolare (1).
  • Piste ciclabili con separazione ottica/logica (corsie) sono parti di carreggiata riservate al transito delle biciclette, indicate solo da segnaletica verticale e orizzontale (doppia striscia bianca e gialla, analoga alle corsie preferenziali), senza separazioni fisiche (1).
  • Piste ciclabili contigue al marciapiede, la pista ciclabile è separata dal flusso pedonale tramite striscia bianca continua e con il facoltativo fondo colorato (generalmente rosso) che innalza la riconoscibilità e riduce il conflitto derivante da utilizzo improprio da parte di pedoni. Il grado di separazione dal traffico motorizzato è simile a quelle delle piste ciclabili in sede propria, ma minore rispetto al flusso pedonale, riducendo in tal modo la velocità di scorrimento dei ciclisti. Anche in questo caso si ha un alto grado di sicurezza oggettiva e soggettiva per i ciclisti (1).
  • Percorsi ciclo-pedonali o promiscui fanno confluire su una infrastruttura comune pedoni e ciclisti, mantenendo un buon grado di protezione rispetto al traffico motorizzato, ma tendono a mettere in conflitto pedoni e ciclisti, annullando il vantaggio del percorso riservato soprattutto nei casi in cui ambedue i flussi, pedonale e ciclabile, siano intensi (1).

La scelta dell’Amministrazione di dotare la pista ciclabile di cordoli in cemento, pertanto non è discrezionale ma bensì, è un obbligo normativo specifico finalizzato alla tutela dei ciclisti che si trovano a percorrere il tracciato anche in senso opposto alle auto che scorrono a fianco.

Attualmente la pista, che s’interrompe dopo soli 400 m , non è delimitata da nulla ed è quindi oggetto di sosta di autoveicoli rendendone l’uso pressoché impossibile e pericoloso, il progetto che punta a diversificare la mobilità urbana verso forme non motorizzate di trasporto privato, è lodevole nei presupposti, la vivibilità di una città si esprime nella quantità di spazio urbano sottratta alle auto e lasciata alle persone, ma pecca in completezza infrastrutturale.

I tentativi di orientare l’opinione pubblica verso l’uso delle bici tramite campagne informative, comunicazione ed altro sono destinati a fallire, la mobilità si ottiene creando l’infrastruttura e solo dopo averla creata se ne svilupperà l’uso e si apprezzerà la qualità del trasporto lento.

Pertanto realizzare una pista che non conduce da nessuna parte, serve solo a creare confusione e disaffezione per un opera utile, ma la cui inutilità pratica rende difficile da apprezzare, l’Amministrazione, forse, avrebbe fatto meglio ad attendere per l’implementazione di questa parte del PUT di disporre dei fondi per la realizzazione di un’opera che servisse realmente a generare trasporto, piuttosto che realizzarne solo una parte incompleta.

DELLA PROCEDURA DI GARA

La determina adotta un sistema di selezione delle offerte basata sull’affidamento diretto art. 36 comma 2, lett. a) del D. Lgs 50/2016 (Codice appalti) che seleziona direttamente un operatore economico a cui affidare il lavoro/servizio da svolgere, semplificando la tempistica prevista per le gare con procedura ordinaria.

L’Amministrazione, però nel 2018 con delibera di Giunta n° 7 del 23/1/2018, a seguito delle vicende giudiziarie che hanno interessato, purtroppo, la nostra città, ha adottato una lettura restrittiva del regolamento per le forniture ed i lavori, ridimensionando il limite previsto dalla legge di 40.000€ a soli 5000€.

La delibera in questione supera questo importo, a meno di revoche di cui non sono a conoscenza, dovrebbe pertanto essere in difformità al deliberato di Giunta, ma questo è solo il mio punto di vista.

DELLA FORNITURA

Sempre dalla delibera sui cordoli si legge che in sede di richiesta di offerta, sono state definite delle misure specifiche dei manufatti pari a 40x25x100 cm mentre in una fase successiva, ma sempre all’interno dello stesso procedimento, si passa ad una fornitura con misure di 50x15x100

Teoricamente un partecipante all’offerta avrebbe dovuto sapere che le misure richieste non erano così restrittive, avendo magari una giacenza della seconda tipologia che avrebbe potuto offrire ad un prezzo vantaggioso, pertanto è abbastanza inconsueto che in sede di procedimento aperto si cambi la specifica di fornitura che , tecnicamente costituirebbe una variante al progetto.

Non è poi chiaro se i cordoli saranno collocati dalla ditta fornitrice, in quanto non pare prevista la posa in opera e non sappiamo nemmeno se saranno vincolati al suolo o semplicemente appoggiati per terra, caso questo, che come a Catania , è stato spesso causa d’incidenti ed atti vandalici.

Comunque un primo tassello di una ciclabilità a norma è stato posto in essere, è di questo non possiamo che essere contenti.

Fabio D’Agata