La Commissione Speciale sulle Terme ed i Terreni di Pozzillo

Con la delibera della Giunta Regionale del 4 settembre 2019, la Regione Sicilia ha riacquistato il patrimonio della sua partecipata Terme di Acireale spa, oggetto di procedura esecutiva da parte delle banche.

Essendo però il debito con i creditori superiore alle somme autorizzate dalla Regione si è trattato di procedere con una cosiddetta transazione, ovvero i creditori hanno rinunciato a parte degli importi dovuti, accontentandosi di una minore somma da percepire con certezza, tra questi enti creditori risulta anche il nostro Comune, esposto sia direttamente per imposte e tributi mai versati, che tramite la partecipata Sogip per forniture e servizi.

Tra le proposte a “saldo e stralcio” offerte dai commissari liquidatori, vi erano i terreni della ex Pozzillo proposti a compensazione di parte del debito verso il Comune di Acireale, scriveva al riguardo l’Onorevole D’Agostino :

«La Terme di Acireale Spa è proprietaria dello stabilimento storico della Pozzillo acque minerali. Oltre alla parte che si affaccia sul porticciolo (composta da botteghe ed uffici), c’è una parte interna che costeggiando il torrente va verso via Sonnino. Si tratta di circa 3000 mq coperti su due livelli e di circa 1500 mq scoperti. Il tutto confinante ad ovest con il capannone di 5000 mq del quale le Terme Spa ha la proprietà del solo terreno».

i terreni di Pozzillo

Il Comune per voce del Sindaco non aveva espresso una posizione chiara al riguardo, si tratta di rinunciare ad entrate liquide per acquisire un patrimonio immobiliare oggetto di bonifiche e contenziosi in parte non risolti.

Continua D’Agostino – «Con il Comune di Acireale è stata avviata una trattativa da circa sei mesi. La proposta dei liquidatori sarebbe quella di trasferire l’ex stabilimento della Pozzillo al Comune di Acireale a fronte dei debiti accumulati e scaturenti essenzialmente da Imu dal 2013 in poi. Dalla valutazione fatta dall’ispettorato tecnico regionale del 2017, i beni hanno un valore di circa 2.900.000€. Il debito ammonta più o meno alla stessa cifra».«Abbiamo lavorato per non creare danni alle casse comunali e oggi c’è anche l’occasione di immaginare lo sviluppo turistico della Città attraverso un patrimonio immobiliare dall’enorme potenziale. Non si perda questa grande opportunità».

Il Consiglio Comunale non era rimasto immune all’effetto Terme, quel particolare impulso mediatico-emozionale che periodicamente da circa vent’anni rianima il dibattito politico sulle Terme, riaccendendo le speranze e specificando sempre che il momento è arrivato, mentre il merito viene ripartito tra i politici di turno in quel momento, da Crocetta ad Armao da Baccei alla Foti, ecc.

E con largo anticipo deliberava il 18/10/2019 di approvare la Commissione speciale sulle Terme di Acireale proposta dal Consigliere Francesco Coco che argomentava così la sua proposta di delibera :

“Considerato che il settore termale rappresenta, se legato alla riapertura della Perla Jonica ed alla realizzazione del “Nodo Cappuccini”, un’importantissima occasione di sviluppo economico per la nostra città e per le future generazioni”

Se dovessimo considerare di buon auspicio i riferimenti citati da Coco qualche riserva potrebbe sorgere spontanea, il cantiere della Perla Jonica è fermo da anni per il fallimento della società partecipata dallo sceicco ed il nodo Cappuccini è un pò aggrovigliato, la Commissione comunque, è composta da membri di maggioranza ed opposizione ed aveva durata un anno, prorogabile, ed avrebbe completato la sua esistenza con una relazione da sottoporre al Consiglio Comunale, dalla Commissione si dimette nel corso del 2020 il Consigliere Ugo Trovato per ragioni non meglio esplicitate.

Oggi ad oltre un anno dalla data di costituzione e quindi a Commissione scaduta, non sappiamo se il Consiglio l’abbia prorogata, non ci è dato conoscere gli atti sin qui deliberati e prodotti e non mi pare sia stata trasmessa alcuna relazione al Consiglio.

Eppure la transazione Terme di Acireale era importante, perchè senza l’accordo di tutti i creditori la procedura di liquidazione non sarebbe conclusa, ma il silenzio sembra avvolgere gli stabilimenti della ex Pozzillo la cui storia rappresenta un altro fallimento della pubblica amministrazione di questa città, di cui oggi paghiamo ancora il conto.

Fabio D’Agata